| Musica -> Folk Metal -> Midnattsol -> Where Twilight Dwells Disco preferito da 3 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1 Another Return Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Where Twilight Dwells su ebay2 Lament* 3 Unpayable Silence* 4 Haunted* 5 Desolation 6 Enlightenment* 7 Tarefall* 8 Infinite Fairytale* 9 Paleting * 10 Dancing With The Midnightsun* 11 Tapt Av Hap* Testi e Traduzioni Disponibili: Unpayable Silence, Enlightenment, Dancing With The Midnight Sun, Another Return, Desolation, Infinite Fairytale Where Twilight Dwells è il primo full lenght pubblicato dai Midnattsol, band capitanata da Carmen Elise, sorella della più famosa Liv Kristine, storica singer dei Theater Of Tragedy e da membri dei Pentralia, metal band tedesca. Sarebbe lecito quindi aspettarsi una delle innumerevoli Gothic band che popolano il panorama; invece i Midnattsol ci stupiscono con una proposta che unisce alle atmosfere propriamente Gothic, una buona dose di Folk, sprigionata dalle chitarre acustiche, dalla mouth harp e dal tappeto sonoro tessuto dal sytnt. Le tematiche affrontate sono quelle care ai paesaggi nordici, dal silenzio ovattato delle serminate foreste, al meraviglioso fenomeno del Sole di Mezzanotte, che da il titolo all'album. Buona la prova di Carmen alla voce, che nonostante non sia ancora tecnicamente "collaudata" come quella di sua sorella, dimostra una timbrica più "calda" e suadente, che sa essere angelica e riflessiva, a seconda dei sentimenti dei quali deve farsi interprete. Le strutture dei brani sono abbastanza lineari, alternati a momenti più riflessivi di matrice acustica. Si parte alla grande con "Another Return", dove l'unione della componente Gothic e Folk si mostra in tutta la sua forza: un brano trascinante dove alle atmosfere cristalline del synth, si alternano dei rocciosi riffs che richiamano il Viking Metal. Dall'incedere epico e maggiormente folk-oriented è "Lament", con una struttura ritmica meno statica della precedente, dove Carmen può mettere in risalto le sfumature della sua voce nell'evocativo chorus. Ed eccoci al primo intermezzo riflessivo dell'album, la dolce-amara "Unpayable Silence", pregna di malinconia e solennità contenuta, nella quale Carmen in veste di "bardo" ci racconta un storia dai contorni fantasy. La successiva "Haunted" è tra i brani più travolgenti del lotto, con le sinistre e maestose tastiere dell'incipit che riportano in auge la vena Gothic mai sopita, senza lasciarci un attimo di respiro, nella concitazione che viene sprigionata. "Desolation" si muove su lidi introspettivi: composta da una lunga introduzione nella quale Carmen è l'indiscussa protagonista, seguito poi da una ritmica che non sfocia mai su un riffing trascinante. Certe soluzioni melodiche di “Englightment†ricordano qulle degli In Flames di Clayman, anche se non hanno la stessa violenza: sicuramente tra i momenti migliori dell'album. Da Tårefall in poi la qualità dell'album s'innalza: quest'ultima è la migliore ballad dell'album, con un mood notturno e arcaico che ci trasporta in luoghi ormai svaniti per sempre. "Infinite Fairytale" ricorda in certi frangenti "Einlightment", ma è molto più cupa e incalzante di quest'ultima, con un vasto uso del doppio pedale che non trova molto spazio in altre tracce. Pa Leting, tra tutti gli intermezzi acustico-riflessivi dell'album, atmosferiche è la più epica e meglio riuscita seguita dall'highlight del disco, "Dancing With The Midnight Sun" che presenta soluzioni innovative rispetto alle precedenti tracks, come se fosse stata composta a sè, dall'incipit concitato e apocalittico, al riffing tirato e tagliente. E come conclusione migliore non poteva esserci la "fiabesca" Tapt av Håp", un brano toccante e a tratti commovente, che mette in risalto le qualità di ogni singolo membro dei Midnattsol. Una band che seppur acerba, ci ha presentato un buon lavoro, dove la personalità a tratti emerge in modo più evidente, in altri resta sommersa in soluzioni un pò ripetitive, ma che ha buone possibilità per il futuro di evolversi e creare un sound personale che la renda ancor più distinguibile dalla massa. Voto: 70/100. Recensito da BloodyMary il 22/01/2008 Altre recensioni di questo utente:
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