Iced Tears - CD Metal - Welcome To Hell
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Venom - Welcome To Hell (cd cover) Disco preferito da 34 utenti.
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Band: Venom
Disco: Welcome To Hell
Anno: 1981
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Testi e Traduzioni Disponibili: In League With Satan

TRACKLIST:
01. Sons of Satan
02. Welcome to hell
03. Schizo
04. Poison
05. Live like an angel (die like a devil)
06. Witching hour
07. One thousand days in sodom
08. Angel dust
09. In league with Satan
10. Red light fever



LINE-UP:

Cronos - vocals and bass guitar
Mantas - guitar
Abbadon - drums



Finalmente si parla dei Venom. Quindi non di un gruppo qualsiasi. E finalmente parlo di "Welcome to hell". Quindi non di un disco qualsiasi. Siamo nel lontano 1981 e, ideologie di base a parte, non esiste un confine ben delineato tra metal, punk e altre sfere del rock. Ma proprio in questi anni stanno emergendo band di un'importanza colossale, che tracceranno definitivamente una linea per separare il metal da tutto il resto e i vari sottogeneri del metal tra loro. L'arduo compito di fondare il movimento del black metal e scinderlo da tutto il resto sembra spettare a questi ragazzi inglesi, i Venom. Dopo una miriade di demo più che rustici e diverse esibizioni live a Newcastle e dintorni, dove devastarono diversi locali, nel 1981 ai Venom viene data l'opportunità di registrare un album in studio. E così, in un paio di mesi, viene alla luce "Welcome to hell", primissimo embrione del black metal: basti pensare che persino l'espressione "black metal" verrà coniata solo un anno dopo con l'omonimo album. Per ora, pur non trovandone il nome, troviamo la vera essenza di questo genere, quella che nutrirà di linfa vitale una miriade di gruppi anche non prettamente black e non prettamente satanisti. Già, il satanismo. Argomento molto scottante, da sempre parte essenziale del metal, che i Venom proposero (anzi, imposero) per la prima volta proprio qui, e sempre con incredibile rusticità! Un album, lo avrete capito, volutamente elementare ed approssimativo, nel suono come nei testi, nella produzione come nella distribuzione. Forse proprio per queste caratteristiche ha dato un contributo così importante insieme ai successivi "Black metal" (1982), "At war with Satan" (1984) e "Possessed" (1985), dando molti spunti interessantissimi e lasciandone molti altri alla libera interpretazione di altri gruppi. Non basterebbe lo spazio di un milione di siti Internet per elencare quante cover dei Venom esistano, quanti gruppi si sono dedicati e si dedicano esclusivamente a coverizzare questa band, e soprattutto quanti gruppi, album e canzoni sono hanno visto la luce grazie all'ispirazione donata da questi fantastici precursori...

"Welcome to hell", ascoltato nel 2006, non mostra grandi spunti rispetto a quelli che sono i canoni del black di vecchio stampo. Ascoltato nei primi anni '80 era invece una scarica di randellate sulle gengive con conseguente dissanguamento della vittima. La prima voce "urlata" della storia, i primi massacranti riff tipicamente black, le prime timide ricerche di quella "velocità a tutti i costi" che tutti noi abbiamo imparato ad amare. Tutte la tracce hanno qualcosa che lascia il segno: "Sons of Satan", come "Schizo", ci fa ascoltare un discreto assolo, a dispetto della tecnica approssimativa di questo trio inglese. La title-track, che si distingue per sonorità decisamente hard-rock, dimostra di essere avanti coi tempi di una ventina d'anni, introducendo addirittura una voce femminile che parla, riproposta negli anni '90 da gruppi come i Cradle of Filth. "Poison", una delle poche tracce che raggiungono e superano i 4 minuti, col suo bel riff iniziale sembra molto divertente in sede live. "Live like an angel (die like a devil)" ha un'anima un pò heavy, ma conserva le tipiche tematiche demoniache dei Venom. Dobbiamo comunque tener presente che il black sta nascendo da una commistione tra la rustica velocità dei primi Motorhead e l'oscurità dei Black Sabbath, è quindi ovvio che siano presenti spunti tipicamente old-thrash e heavy metal. E' il modo col quale vengono proposti a fare la differenza. Stesso discorso per "Witching hour", memorabile per il suo sound molto grezzo e sporco. "One thousand days in sodom" è invece uno dei brani più rappresentativi del gruppo, che inserisce la sessualità tra i pilastri del genere (anche se in modo un po' diverso dalla concezione attuale). Anche qui un buon assolo, ci voleva. "Angel dust" è la traccia più breve del disco, e forse anche la più tirata, davvero un gioiellino, sebbene il testo non racchiuda in sé niente di importante stavolta. "In league with Satan" è caratterizzata dal suono della voce di Cronos, distorto in modo tale da essere più spaventoso possibile. La canzone è molto punkeggiante ed è praticamente una marcia in nome di Satana, davvero pionieristica. La final track, "Red light fever", la più lunga del disco, si apre con una ridicola melodia violinistica, per poi dare spazio ad un thrash-black tirato e violento, perfetto per chiudere l'album nel modo più adeguato.

Ragazzi, questo non è un bel disco o un brutto disco, e questi Venom sono sono né bravi né scarsi. Stiamo parlando semplicemente di qualcosa di STORICO e LEGGENDARIO, a prescindere dai gusti, dai generi e dalle critiche. Forse è impossibile dare un voto a questo "Welcome to hell", come pure è impossibile classificarlo adeguatamente. Io comunque ci provo.

Voto: 80/100. Recensito da casizzolu   il 23/06/2006

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