Volume 4

Anno
1972
Tracklist
1.Wheels of Confusion/The Straightener
2.Tomorrow's Dream
3.Changes
4.FX
5.Supernaut
6.Snowblind
7.Cornucopia
8.Laguna Sunrise
9.St. Vitus' Dance
10.Under the Sun/Every Day Comes & Goes
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Testi e traduzioni:
Snowblind
Recensione:
Voto:
90/100
A pensare che gli anni ‘60 erano gli anni hippy si capisce che dai ‘70 nulla sarà più come prima; l'atmosfera "peace and love"
verrà progressivamene abbandonata grazie ai Black Sabbath, che con loro suono cupo e oscuro, diedero il via a movimenti che sarebbe poi diventati l’heavy metal e il doom.
Il loro suono cupo sembra però attenuarsi con questo Volume 4. Un titolo banale e controverso, il disco doveva infatti chiamarsi “Snowblind” ma per i riferimenti alla cocaina il titolo venne cambiato.
Con “Wheels of Confusion”, dalle prima note del disco si percepisce un alterazione dell’atmosfera sabbathiana, il blues viene accantonato per lasciare spazio ad un terso hard rock con influenze progressive ( Iommi suonò infatti per un breve tempo con gli Jhetro Tull ). Tutto questo procede fino al cambio totale con un momento che ha dell’epico: un arpeggio e dei synth lasceranno spazio ad un riff proto-metal con un assolo avanti 20 anni.
Si ritorna poi a un suono più classico, nei canoni del gruppo; le care vecchie influenze blues miste alle nuove e già sperimentate tecniche del quartetto fanno di “Tomorrow’s Dream” una traccia piacevolmente ascoltabile.
Qui si assiste ad uno sbalorditivo cambiamento, la canzone in questione è appunto ”Changes” (che darà il via a una lunga serie di ballads dei gruppi heavy del decennio successivo ) una canzone tranquilla fatta di pianoforte e synth; ed è proprio con uno di questi che la band ha sperimentato i suoni FX che danno il nome alla successiva traccia, che ha dello psichedelico e ci introduce verso il fantastico riff iniziale di “Supernaut”; una canzone movimentata e puramente hard rock, ricca di assoli e ritmi folli.
A questo punto la tanta contestata “Snowblind”, il titolo significa infatti “accecati dalla neve” e per neve sappiamo bene cosa intenda Ozzy; una versione originale del testo ripeteva infatti varie volte “cocaine” ma fu censurata. La traccia da il via allo stile che avrà il successivo album della band ( Sabbath Bloody Sabbath ) ed è uno degli ascolti più piacevoli del lavoro.
Si ritorna sulle sonorità “Doom” ( tra virgolette perché nel 72 non si parlava ancora di questo genere ) con il primo giro di “Cornucopia” che si evolve il giri blues rallentati e sostenuti da una batteria esaltata. “Laguna Sunrise” è altro pezzo tranquillo , arpeggiato e sostenuto dai synth che fa da stacco per lasciarci con l’allegra e ritmata “St. Vitus’ Dance”.
Proprio alla fine che viene il meglio.
Anche chi non avesse mai ascoltato questa canzone la troverà familiare perché il primo riff è stato usato dagli Helloween nella ben famosa “Halloween”.
Un ritmo semplice della batteria fa da sfondo perfetto per il successivo riff che sa veramente trascinare. A questo punto la ritmica spazia tra l’hard rock e il beat alla “The Who”. Un forte assolo e un ritmo avvincente ci lasciano con un finale hard rock puro sostenuto da potenti powerchord .
Che dire, i primi anni di questo gruppo hanno davvero segnato la storia della musica per sempre.
Undeth