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Musica -> Thrash Metal -> Megadeth -> Untitled Abominations
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Band: Megadeth Disco: Untitled Abominations Anno: 2007 Tracklist:1. Sleepwalker 05:53
2. Washington Is Next! 05:19
3. Never Walk Alone... A Call To Arms 03:54
4. United Abominations 05:35
5. Gears of War 04:25
6. Blessed Are the Dead 04:02
7. Play for Blood 03:49
8. A Tout le Monde (Set Me Free) 04:11
9. Amerikhastan 03:43
10. You\'re Dead 03:18
11. Burnt Ice 03:47 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Untitled Abominations su ebay
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The system has failed, nel 2004, non aveva fatto gridare al miracolo, ma quantomeno aveva rimesso in carreggiata definitivamente i Megadeth dopo le buone avvisaglie viste nel precedente The world needs a hero. Visto che però la line up da studio era destinata a sfasciarsi visto che erano presenti unicamente dei turnisti (nonostante la presenza di Poland) ci si chiedeva in molti se Mustaine avrebbe vinto una duplice scommessa: ricreare una line up stabile (anche se spero sempre in una reunion :mrgreen: )e definitiva e, con questa, produrre un album di un certo livello.
Ecco che, dopo alcuni rinvii, nel 2007 esce UNITED ABOMINATIONS, con musicisti apparentemente dotati e destinati a rimanere a lungo (nonostante una variazione dell'ultimo momento: Glen e Shawn Drover (chitarra e batteria) e il bassista James LoMenzo, che all ultimo momento sostituisce James MacDonough.
Facendo una panoramica generale, diciamo che la critica è stata molto discorde su questo lavoro: chi dice che le parole di Mustaine (ritorono ai livelli di Countdown to extinction, diceva) sono state decisamente esagerate, chi dice invece che la band, cambiando pelle di nuovo, ha trovato una strada su cui marciare a lungo; obiettivamente devo dire che, per come la vedo io, non è ancora questa la strada giusta, vediamo perchè. La voce di Mustaine è cambiata un po con l'età, ed in effetti in alcune prestazioni live recenti ci siao accorti benissimo che certe song non è in grado di cantarle come prima (fatto normalissimo), ma bisogna ammettere che una tonalità piu aggressiva nella maggior parte delle song poteva anche utilizzarla, e ciò influisce parecchio nella valutazione track by track; l'aggressività tanto prospettata nelle interviste non si vede piu di tanto visti i ritornelli Youthanasia (1994) style che si vanno ad incastrare male con alcuni ritmiche decisamente potenti o poco compatibili; sicuramente questa formula era riuscita molto meglio in passato. Ciò non toglie che ci siano anche lati positivi: l'opener Sleepwalker, dopo un intro melodica, parte con un riffone di quelli che fanno ben sperare, e qui il refrain piuttosto tranquillo ci sta alla perfezione, nel complesso un ottima composizione. Segue Washington is Next! con un inizio di chitarra che ricorda vagamente gli Iron Maiden; qui si può parlare tranquillamente di una traccia che ci riporta al 1994 in tutte le sue sfaccettature. Arrivati alla numero 3 iniziano i dolori, infatti Never walk alone presenta un enorme difetto: un ritornello piuttosto ruffiano ripetuto spesso durante tutto l'ascolto; peccato perché sennò sarebbe stato un tris iniziale fulminante. Passando alla title track il mio giudizio è quello di una song discreta, che passa senza infamia e senza lodi, per fortuna che alla numero 5 si presente una Gears of War maligna, abbastanza oscura, sicuramente dura e convincente. Per Blessed are the dead vale lo stesso discorso di United Abominations mentre la banalità prende il sopravvento su Play for blood, anche se tengo a precisare che i testi sono, nel complesso, taglienti, più o meno come lo erano ai tempi d'oro. Arrivo così al pomo della discordia, l'idea che ha convinto alcuni e fatto storcere il naso a molti: il rifacimento di A tout le monde (che dimostra ancora di piu la vicinanza di questo album a certe sonorità melodiche) che ci prospetta un duetto tra MegaDave e la bella Cristina Scabbia degli italiani Lacuna Coil. Il risultato non è male per niente, magari la voce non è ai livelli antichi e Glen Drover non è Friedman (rimpiangerò Marty a vita), ma sono lungi dal criticare l'idea. Andando avanti Amerikhastan e You're dead non hanno molto altro da dire rispetto a quanto già detto, mentre Burn Ice tenta di chiudere con relativa cattiveria il cd. Per quel che riguarda la prestazione dei singoli su Dave non cè molto altro da dire rispetto a quanto detto sopra, gli altri si comportano senza infamia e senza lode.
Come conclusione dico che United Abominations non è ancora quel che mi aspetto io (e non solo) dai Megadeth, e il precedente lavoro non ha nulla da invidiare a questo.
Voto: 67/100. Recensito da Newsted88 il 07/11/2007 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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