Ultima Ratio

Band
Anno
2008
Tracklist
1. Carthago delenda est 01:14
2. Excidium 04:38
3. Proxime morbum 04:10
4. Pro aliqua roma vitam profundere 05:18
5. Annibalem 05:13
6. Manes 06:20
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Voto:
81/100
Con “Ultima Ratio” la band capitolina Ade (qui ancora composta da tre elementi) si affaccia sul panorama musicale estremo con una maturità compositiva già indiscutibile. Cinque canzoni, più un' intro, compongono questo EP che denota infatti sicurezza e padronanza, sia a livello meramente strumentale, che per l' appunto compositivo.
Ciò è dimostrato dal fatto che, sostanzialmente, questo EP contiene le linee su cui su muoverà la band anche per il successivo Prooemivm Sangvine, a parte per alcune idee ritmiche.
Una delle differenze consiste nel fatto che Simone (il musicista in seguito all' opera con gli strumenti antichi) qui non c' è, quindi è il chitarrista solista Messor a estrarre dal sintetizzatore quei suoni tipici di altre epoche, che troveranno forma compiuta e organica nel full proprio grazie all' innesto in formazione di Simone. La sinteticità dei suoni di sintetizzatore ha però un pregio: in virtù delle sue caratteristiche conferisce ai brani una dimensione più cupa, e aggiungerei, più fosca, quasi d' inquietudine.
Ritmicamente la band si muove entro i tracciati di un death metal alquanto variegato nei riff; superficialmente si scorgono riff che si rifanno alla tradizione classica, mentre altrove la band tenta una commistione fra questi e passaggi più moderni, con risultati molto buoni. Altrove, ancora, emerge una bella vena atmosferica che diversifica ulteriormente la proposta che, nonostante la massiccia presenza di blast beat, resta comunque death. Ed inoltre (caratteristica, questa, che verrà enfatizzata nel full) compaiono riff che, pur restando entro un tempo standard, sono vorticosi, non lineari, dando così l' impressione che in realtà siano circoscritti in un tempo particolare.
Naturalmente la parte del leone la fa l' epicità, pronta a sgorgare non solo dalle parti di musica antica, ma anche dalle stesse chitarre, il che aumenta la compattezza e il senso di organicità della proposta.
C' è da dire come, nonostante l' estrazione, Ade sia una band tutt' altro che pesante, o meglio, pesante senza esagerare, ma abile nel calibrare tutti gli ingredienti.

Dopo la (come già detto) cupa introduzione, parte Excidivm, e subito questo EP svela un' altra caratteristica vincente: la produzione di livello ottimo. Messor non fa mistero di usare la strumentazione Mesaboogie, e si sente da subito la potenza delle chitarre, sia che si vada sugli accordi aperti, sia che si tratti di palm muting. Coraggiosamente, ma non sorprendetemente a questo punto, la produzione dà maggior enfasi alla chitarra; la batteria è sempre in evidenza, ma mixata lievemente sotto, specialmente per quanto riguarda il rullante. L' incipit di questo brano è lento, quasi maestoso, per poi passare poi a cavalcate mitragliate a velocità sostenuta. Non manca la varietà nei tempi, o la presenza di passaggi più ragionati, segno della volontà della band di non puntare tutto sulla velocità. Di questa canzone esaltante il finale che, partendo da una momentanea interruzione nella ritmica, va in crescendo di tensione, fino a sfociare in un riff epicissimo nella sua semplicità.
Proximae Morbvm attacca con tre riff alquanto violenti, per poi lasciare spazio ad una parentesi più atmosferica. Successivamente si fanno vivi anche dei potenti palm muting, che spezzano la continuità fra le parti atmosferiche. Il nuovo riff così segnato procede sino quasi alla conclusione della canzone, quasi minaccioso nelle note in tremolo.
Pro Aliqva Roma Vita Profvndere è probabilmente il brano meno incisivo dell' EP, questo per la presenza di riff che pescano maggiormente dalla canonicità del genere, oppure poco elaborati ed ispirati. Questo soprattutto nella parte centrale della canzone, che segue ad un inizio nonostante tutto apprezzabile. Ottimo il finale, invece, un riff particolarissimo e che assorbe tutta la musicalità ancestrale di cui il gruppo è capace. Un riff ipnotico e ossessivo, saggiamente però anche intervallato da alcune variazioni. Una canzone, quindi, dalle due facce, difficilmente assimilabili l' una con l' altra.
Giunge però subito Annibalem a ripristinare lo standard qualitativo, e questo da subito grazie ad un incipit mozzafiato, impreziosito dalla voce femminile così suadente e abile nel recuperare le nenie vocali mediorientali. Come per Excidivm anche questa canzone si evolve poi in un passaggio furioso, che lascia spazio poi anche a riff dalla struttura elaborata e avvincente, oppure a “semplici” ma azzeccate cavalcate. Anche qui la parte finale è la sezione migliore, dove dominano i riff basati su accordi dissonanti, e altre parti atmosferiche.
Manes, l' ultima canzone, comincia serafica e pacata, con i suoni di flauto e di strumenti a corde, oltre che di tamburo. Qua subentra cattivissima, con una violenza stordente, la ritmica vera e propria, ed è proprio sulla violenza annichilente che si gioca la canzone. Niente parti necessariamente velocissime, ce ne sono anche di lente, e con pochi accordi, ma il tutto sempre giocato bene, anche se non molto originale. Alcuni riff avrebbero forse necessitato di una lavorazione maggiore, ma poco importa.
Questo nel complesso è un EP di grande valore, sorprende constatare come le case discografiche non si siano fatte avanti già all' ascolto di questo prodotto.
Mythycal