Tomb Of The Mutilated

Anno
1992
Tracklist
Hammer Smashed Face
I Cum Blood
Addicted To Vaginal Skin
Split Wide Open
Necropedophile
The Cryptic Stench
Entrails Ripped From A Virgin's Cunt
Post Mortal Ejaculation
Beyond The Cemetery
L'immagine non è disponibile
Testi e traduzioni:
Hammer Smashed Face, I Cum Blood, Split Wide Open
Recensione:
Voto:
96/100
Cannibal Corpse: 10 album da studio, 2 mini-cd, 1 live album, 1 Best Of… 16 anni di carriera più che onorata per la band più rappresentativa del panorama death metal mondiale. 16 anni di massacro sonoro che nessun altro gruppo è mai riuscito a proporre a livelli così alti. Amateli o odiateli,ma i Cannibal Corpse erano, sono e rimarranno ancora a lungo delle “Istituzioni” del metal estremo. Da “Eaten Back To Life” a “Kill” sono passati 16 anni, ma la ferocia,l’ispirazione, la voglia ancora matta dei cannibali floridiani di pestare duro non è per nulla svanita. Anni ricchi di soddisfazioni e di un meritato successo di pubblico(con ringraziamenti anche a mister Ace Ventura!)che poche band death possono vantare. In tutti questi anni i Cannibal Corpse sono riusciti a tirar fuori vere e proprie gemme brutali come “Butchered At Birth”, “Tomb Of The Mutilated”, “Vile”, “Bloodthrist”e in tempi recenti “The Wretched Spawn” . Tra tutte queste spunta “Tomb Of The Mutilated”,uno dei loro lavori dal maggior tasso tecnico,che personalmente, insieme a “Effigy Of The Forgotten”,considero quanto di meglio il brutal death abbia mai proposto nella sua storia. Partorito nel 1992, “Tomb Of The Mutilated” può essere considerato come il capolavoro assoluto dei Cannibal Corpse. Caratterizzato dall’ormai consueto artwork super censurato dalle fortissime tinte splatter-gore e da una tracklist dove compaiono brani dai titoli(e dai testi) che definire disgustosi è un complimento,il platter si compone di 9 tracce dalla spaventosa aggressività,nove brani perversi che dilaniano l’udito,dove la brutalità lascia poco spazio ad una melodia insana. Grazie ad una produzione compressa che enfatizza molto bene il suono brutale creato dal five-piece floridiano, “Tomb” è un album dal devastante impatto. La line up rimane la stessa di “Butchered At Birth”,con Chris Barnes alle vocals, Alex Webster al basso, Rob Rusay e Jack Owen alle chitarre e l’immancabile Paul Mazurkiewicz alla batteria. Tutti si comportano egregiamente e la produzione,come scritto prima ,compressa, riesce comunque a mettere in evidenza tutti gli strumenti,compreso il basso,facilmente udibile in ogni composizione. Trasferendoci al lato musicale,basta dare un occhiata alla tracklist per rendersi conto di quanto possano essere perverse le lyrics di questo platter: emblematici titoli come “I Cum Blood”, “Addicted To Vaginal Skin”, “Necropedophile”, “Entrails Ripped From A Virgin Cunt” e “Post Mortal Ejaculation”. Non mancano ovviamente pezzi classici,fra tutti sicuramente “Hammer Smashed Face” ,uno dei pezzi storici della band. Quest’opener devastante lascia annichilito l’ascoltatore: riffs irregolari e bastardi si susseguono su una base di doppia cassa e rullanti turbina, accompagnati dalla malevola presenza di un basso letteralmente violentato. Se già la ritmica è devastante così,ancor di più lo diventa con l’inserimento del growl più basso e gutturale che i Cannibal Corpse abbiano mai avuto nella loro carriera,ad opera di un Chris Barnes al massimo della forma. Un pezzo spacca sassi che mette subito in chiaro le cose: per i prossimi 30 minuti i vostri timpani subiranno atroci torture. 30 minuti che scorrono omogenei grazie ad una qualità dei brani costantemente elevata: i gusti personali possono invitarmi a soffermarmi più su brani come la già citata opener,ma anche “Split Wide Open”, “Post Mortal Ejaculation” o “Beyond The Cemetary”,ma ripeto, i pezzi sono tutti di ottima qualità è diventa complicato avere preferenze a riguardo. Mi limito dunque,più che all’analisi dei brani dove il rischio di risultare ripetitivo è elevato, alla prestazione dei musicisti. Partiamo da Chris Barnes, vocalist che fino al 1996 poteva essere tranquillamente definito come il migliore della scena brutal. Impressionante la sua prova dietro il microfono dove Chris riesce a “giocare” bene con la metrica di ogni brano;mentre il platter è finito da un pezzo,io ,ancora imbambolato, mi chiedo come può una voce umana essere così cavernosa,come due tonsille possano reggere questo massacrante sforzo…In alcuni brani,poi, il buon Barnes riesce ad alternare il growl a brevissime urla vomitate in pseudo-screaming, dimostrando comunque una buona versatilità. Ottimo anche il lavoro di Owen e Rusay alle chitarre: autori di riff micidiali, tecnici, imprevedibili,i due dilaniano tutto ciò che incontrano con un incontrollata furia omicida. Blast-beat a profusione e un overdose di mid-tempos rendono i pezzi piuttosto complessi ed enfatizzano ancor di più il bagaglio tecnico dei due chitarristi. Da applausi anche la prova di Alex Webster al basso: si sente chiaramente il suo passaggio in ogni brano,la sua costante presenza che accompagna egregiamente le chitarre, il suo arpeggio morboso e ipnotico. Infine arriviamo alla prova di Mazurkiewicz ,abilissimo dietro le pelli,alternando pattern di doppia cassa a rullante sui tom, senza dimenticare di andare giù pesante sui charleston…insomma una macchina da guerra. I Cannibal Corpse sono questi; una delle massime espressioni del metal estremo è “Tomb Of The Mutilated” ,un album devastante,brutale, acerbo ma tremendamente efficace e convincente. Un lavoro immancabile per chiunque si definisca deathsters o amante del metal estremo, un capolavoro assoluto del death metal,un classico senza tempo…Onore ai Maestri…
Cadavere