|
Esce nel 2005 per la Karmageddon Media questo breve (13 minuti) Ep di Glittertind, giovane stella nascente del panorama viking metal norvegese. Til Dovre Faller ("finché il Dovre non cadrà, epica espressione tipica delle genti delle sue parti e iscritta in cima alla Costituzione Norvegese per indicarne la solidità, traducibile con il nostro "fino alla fine del mondo") vanta la preziosa collaborazione alla tastiera del famoso Trollhorn (Finntroll, Moonsorrow ed ex-Ensiferum) e ciò garantisce alla musica di Torbjørn Sandvik di possedere una certa raffinatezza mai raggiunta prima in Mellom Bakkar Og Berg e Evige Asatro.
Un Ep particolarmente breve ma denso di contenuto almeno a livello culturale: si tratta infatti di una doverosa celebrazione dell'one-man band ai 100 anni di indipendenza della Norvegia. Per questo motivo, l'intero album è stato dedicato ai grandi combattenti per la libertà della nazione, dai tempi delle invasioni Vichinghe fino ai moderni combattenti dell'Europa, ma tralasciando questa digressione storico-culturale posso subito iniziare con l'analisi del disco.
Dalla copertina del celebre Skrymer (chitarrista dei Finntroll), già artista delle copertine dei Finntroll, si parte con "For Norge, Kjæmpers Fødeland" (Per la Norvegia, terra natia dei combattenti), che non è altro che il tema di "Norges Skaal" cantato a cappella per circa 30 secondi per poi lasciar spazio a "Flaumen Går, I Noreg er Vår!" (Il vento sparisce, in Norvegia è Primavera!) vecchia canzone norvegese del 1906 dedicata a coloro i quali parlano la lingua dei dialetti, il Nynorsk (innalzata anche dai Windir), e scagliata contro gli abitanti delle grandi città, i quali parlano una lingua più vicina al danese e per questo spocchiosa e imperialista. Si prosegue con "Rolandskvadet" (Canzone di Roland), antichissimo canto di guerra norvegese che si dice fosse cantato per incoraggiare le truppe prima della battaglia di Hastings del 1066. La canzone fu tramandata di generazione in generazione fino al XVIII secolo, finché non ne fu persa la memoria. Questa è anche la canzone messa a disposizione degli ascoltatori sul sito di Glittertind, e si nota immediatamente che è una canzone proveniente dal medioevo visti i toni marziali, i cori epici e le interessanti parti di tastiera suonate nientemeno che da Henri "Trollhorn" Sorvali (e si sente). L'epico furore porta quindi alla celeberrima "Norge i rødt, hvitt og blått" (Norvegia in rosso, bianco e blu), famoso inno patriottico relativamente moderno ancora lungamente cantato in Norvegia il 17 maggio, festa nazionale della costituzione. Presenza obbligata, la sua, in questo 2005 che festeggia i 100 anni di liberazione dagli svedesi e i 60 anni di liberazione dal quinquennio di dominazione nazista. Fino a questo punto però l'ascoltatore si accorgerà che la componente thrash\punk nella musica di Glittertind pare godere di una certa considerazione e per fortuna ciò sfuma improvvisamente con "Per Spelmanns Bane" (Il Sentiero di Per il Suonatore), onirico brano quasi recitato che racconta della morte di un suonatore di armonica che viene ucciso da un prete che gli ruba mucca e donna e gli brucia l'armonica. Un brano oppressivo, atmosferico, breve.
Segue "Svart Natt" (Notte Nera), canzone estremamente Finntrolliana per via del pesante apporto di tastiere di Henri Sorvali, e prima canzone composta interamente da Glittertind, che parla di un guerriero vichingo che si lascia guidare dalle stelle per trovare la via nel mare in tempesta. Gran traccia pregna di epicità e di discreto valore artistico, sempre scandita da cori pomposi e da un gusto decisamente viking, a metà tra folk e sonorità tra il black e lo speed. Segue poi "The Battle of Stiklestad", vero cuore spirituale dell'album in cui si racconta la famosa battaglia in cui la Norvegia si trovò a scontrarsi contro i cristianizzatori. Anche questa traccia ricorda molto la precedente e conclude l'EP con una doppietta carica di epicità che rimembra agli amanti dei Thyrfing la parte finale di quel Valdr Galga che lanciò la band svedese e la consacrò definitivamente.
Concludendo, posso solo dire che il ragazzo ha i mezzi per poter sfondare ancora, l'ep risulta ascoltabilissimo e lascia una vena di attesa per i prossimi lavori, probabilmente un full lenght è quello che ci dovremmo aspettare per la fine del 2006 e fino ad allora non resta che ascoltare ripetutamente "Til Dovre Faller" e apprezzarne l'essenza.
Voto: 80/100. Recensito da Somnium il 06/09/2006 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
|
|