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Non mi stancherò mai di elogiare questa band, così come mai mi stancherò di ascoltare e riascoltare la loro discografia: dai classici senza tempo come “The Ten Commandments”, “Retribution” e “Stillborn”che hanno indelebilmente segnato la storia dell’old school death metal, a perle fantastiche come “The Fine Art Of Murder” e “Envenomed” con un Brett Hoffman ai massimi livelli, fino ad arrivare alle ultime violentissime uscite come “The Will To Kill” e “Warkult”. Una discografia ricchissima e di altissima qualità che pochissimi gruppi estremi possono vantare. Nonostante tutto ciò, questo incredibile combo viene ancora oggi clamorosamente sottovalutato. Pur essendo costantemente alle prese con problemi legati al budget, la band però riesce ancora oggi a deliziare i propri fans con ottimi album. Siamo di fronte ad un gruppo che si è fatto il mazzo,nel vero senso della parola, per 15 anni; ha sudato, lavorato sodo, è riuscito a risolvere problemi interni alla formazione con molta professionalità, problemi economici con grande sacrificio, e tutto per fare ciò che ama di più: suonare metal. E quando ci si mette così tanta passione, il risultato è quasi sempre ottimo. A 11 anni dallo storico debut “The Ten Commandments”, questo combo ,che ruota attorno alla figura del mitico Phil Fasciana,vero pilastro dei Malevolent Creation , è ancora pronto a devastare tutto: “The Will To Kill” è un album incredibilmente violento,suonato con una perizia tecnica che lascia senza parole. Una tecnica frutto di una line up che,come tradizione della band,risulta costantemente diversa da album ad album; stavolta è cambiata per metà rispetto all’album precedente,quella gemma di “Envenomed”. Il cambiamento più importante è sicuramente quello riguardante il vocalist: il grandissimo Brett Hoffman lascia il gruppo(cosa già avvenuta dal 1995 al 97),stavolta definitivamente,causa seri problemi di droga conditi da vari casini con la legge, e viene sostituito da Kyle Simons,scelta veramente azzeccata. Il secondo cambio riguarda il batterista: quella macchina da guerra di Dave Culross viene egregiamente sostituito da Justin Di Pinto. Chi non cambia sono invece la coppia di asce formata da Barrett e ,ovviamente, Fasciana e il bassista Gordon Simms . Infine, ma anche questo fa parte della storia del gruppo, si ha l’ennesimo cambio di etichetta, con il passaggio dalla Arctic Music Records alla blasonata Nuclear Blast(che va ad aggiungersi all’iniziale Roadrunner e alla Pavement). Questi cambiamenti importanti non hanno però influito sulla nuova proposta musicale dei floridiani. Il livello di preparazione dei musicisti si mantiene elevatissimo e la proposta musicale risulta ancora più pesante.
“The Will To kill” si compone di undici tracce per una durata totale poco superiore ai 41 minuti.
Il platter si apre con la title-track: una traccia spaventosamente brutale dove impressiona soprattutto Justin Di Pinto dietro le pelli e le due chitarre che creano riffs lancianti e mostruosi. Ottima la prova alle vocals di Simons che dimostra di possedere un timbro vocale intelligibile. Sotto questo punto di vista,pur avendo un growl decisamente più profondo,la sua prova(in quanto a compattezza vocale) mi fa venire in mente quella di Peter dei Vader.
Dopo quest’opener killer,caratterizzata da un chorus costantemente vomitato fuori con furia omicida, tocca a “Pillage And Burn” che enfatizza ancora la brutale potenza sonora espressa dai floridiani. Simons dimostra la sua versatilità alternando al suo growl bastardo affondi urlati in screaming che rendono la proposta ancor più malsana. Un altro pezzo dall’impatto spaventoso,anche se l’opener qualitativamente è leggermente superiore.
Così come lo è la terza composizione, “All That Remains”, brano dalle ritmiche strabilianti e ricco di riffs tecnicissimi e imprevedibili. Anche in questo pezzo, ottimo il lavoro dietro le pelli con doppia cassa millimetricamente precisa e rullanti dalla velocità inumana. Lo stile viene arricchito di particolari come un breve ma intenso assolo e una serie di improvvisi break.
La successiva “With Murderous Precision” mantiene l’album su livelli altissimi; ottimo il mid-tempo a metà brano,quasi spiazzante,che rallenta per pochi istanti una sezione ritmica tritatutto. Dopo queste tre tracce iniziali si può notare come il combo curi molto la resa sonora dei pezzi. Ciò permette all’ascoltatore di notare l’intersecarsi chirurgico di tutti gli strumenti: un processo che vede i Malevolent Creation assoluti maestri.
Segue “Lifeblood” ,traccia caratterizzata da una performance variegata e tecnicamente ineccepibile da parte dei due chitarristi. L’attitudine distruttiva del combo viene confermata ancora una volta dall’overdose di growl ficcanti e dai numeri circensi dietro le pelli del solito Di Pinto. Un brano che non raggiunge il livello altissimo dei due precedenti ma che rimane comunque di buonissimo livello.
Arriviamo quindi al giro di boa con “Assassin Squad”,brano ricchissimo di riff stoppati e continui stop’n’go. Forte è la presenza di assoli intelligibili ,mai caotici o convulsi. Anche questo brano è caratterizzato da un chorus decisamente minaccioso ,arricchito dall’apporto di backing vocals acidissime.
“Rebirth Of Terror” mette in risalto ancora il lavoro immenso di Justin Di Pinto dietro le pelli. La compattezza vocale di Simons e i soliti riff squadrati dei due axe-man fanno il resto.
“Superior Firepower” si presenta subito come un brano intricato , ricco di mid-tempos con l’ossessivo allungamento e contrazione dei tempi. Molto armonico risulta il riffing . Un pezzo ricco di virtuosismi che dimostra,se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia ricco di tecnicismi il songwriting messo in atto dai Malevolent Creation. Pezzo interessante anche perché prestando attenzione si possono scorgere i giri di basso di Gordon Simms ,fino a quel momento messo in sordina.
Ci avviciniamo così alla conclusione dell’album, ma non prima di esserci soffermati su tracce come “Divide And Conquer” e “The Cardinal’s Law”,rispettivamente nono e decimo brano del platter, due canzoni quadrate e robuste dal chorus decisamente trascinante, sicuramente due pezzi forti di questo “The Will To Kill”. Splendidi raddoppi ritmici, riff low-tuned a profusione, blast-beat millimetrici, il tutto condito dalla furia vocale di un Simons decisamente efficace. Anche in queste due composizioni si riesce a distinguere il basso,che per la prima metà dell’album risultava assente.
La chiusura del platter viene affidata a “Burnt Beyond Recognition”,brano caratterizzato da riff frenetici e affilati che sostanzialmente non aggiunge valore al disco. L’album si chiude con la stessa violenza con la quale si era aperto.
Un platter,questo, che rappresenta l’ennesima conferma dei Malevolent Creation ai massimi livelli, un album destinato a tutti gli amanti del death. Se chiedete violenza,brutalità suonati con tecnica sopraffina e dedizione completa,la risposta la trovate su “The Will To Kill”, ennesimo album di classe dei grandissimi Malevolent Creation…
Voto: 89/100. Recensito da Cadavere il 24/09/2006 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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