Iced Tears - CD Metal - The Shadowthrone
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Satyricon - The Shadowthrone (cd cover) Disco preferito da 39 utenti.
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Band: Satyricon
Disco: The Shadowthrone
Anno: 1994
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Testi e Traduzioni Disponibili: The King Of The Shadowthrone, Woods To Eternity, In The Mist By The Hills

Ad un anno di distanza dal micidiale debutto “Dark Medieval Times” i norvegesi Satyricon confezionano un nuovo capolavoro del black metal, il grandioso “The Shadowthrone” destinato anch’esso a divenire presto un classico del genere. Il talento del duo Satyr e Frost non evapora,anzi, trova una nuova consistenza ed una maturità impressionante che non fa altro che aumentare la qualità di questo nuovo platter. Una qualità decisamente superiore rispetto a quella del seminale debutto grazie anche ad una produzione indubbiamente migliorata ed una tecnica ancor più versatile.
In questo nuovo “viaggio” alla scoperta delle magiche terre della madre patria Norvegia , Satyr e Frost vengono accompagnati dall’abilissimo chitarrista Samoth(nome abbastanza conosciuto nel black metal,si ricordino le sue collaborazioni con gruppi come Emperor, Burzum, Gorgoroth, Ziklon-B, Arcturus).
Fedelmente ancorati alle tradizioni musicali e folkloristiche della loro terra natia , i Satyricon propongono un black metal violento ma ragionato che si distacca definitivamente dalle influenze darkthroniane tanto presenti nel primo album.
“The Shadowthrone” lo ritengo personalmente il miglior lavoro mai realizzato dal combo norvegese: un platter ricco di emotività, di passione,di atmosfere incontaminate che rimandano innegabilmente alle gelide lande una volta abitate dal glorioso popolo vichingo. Una scia di sensazioni incredibili che ritengo più presenti in quest’album che nel successivo “Nemesis Divina”, da molti definito il vero apice della carriera dei Satyricon.
L’opera si compone di sette brani, sette sinfonie maestose ,dinamiche,armoniche ed allo stesso tempo glaciali,malvagie,violente: sette composizioni dalla quale trasuda tutta la spiritualità nordica…
Le prestazioni dei tre musicisti raggiungono livelli impressionanti: Frost da il via ad attacchi frontali di batteria a dir poco travolgenti,un lavoro di incredibile ferocia dietro le pelli gravido di stacchi a velocità assurde,una tempesta sonora presente in tutto il platter; Satyr sevizia divinamente la sua ugola dando vita ad uno degli screaming più sontuosi che si possano sentire nel black metal raggiungendo il suo massimo dietro il microfono,inoltre risulta encomiabile il suo lavoro alle tastiere ,decisamente più presenti che in passato,con cui da il via ad interludi lenti ed incredibilmente evocativi(sentitevi “I En Svart Kiste”). Non bisogna certo dimenticare il suo apporto alla chitarra in cui viene coadiuvato ottimamente da Samoth: il riffing abbandona totalmente le rauche distorsioni presenti in “Dark Medieval Times” rimanendo comunque sporco,minimale e malato.
Nonostante il cambiamento qualitativo-stilistico del sound, i Satyricon rimangono coerenti alla loro filosofia musicale: la dinamica delle canzoni rimanda senza dubbio al precedente platter,così come l’organizzazione della tracklist: ad aprire l’album infatti troviamo due nuovi monumenti sempiterni , “Hvite Krists Død” e “In The Mist By The Hills”(più che degni eredi di “Walk The Path Of Sorrow” e “Dark Medieval Times”). Due brani che riportano in primo piano l’abilità del combo norvegese nel riuscire ad alternare sfuriate assassine a momenti di pura melodia riflessiva in cui sono le tastiere a dominare la scena. Due brani decisamente dinamici dove non mancano intrecci armonici di incredibile raffinatezza ed in cui regnano strutture sensate ed elaborate. Frost si fa subito notare con pattern di doppia cassa finalmente udibili e con un drumming che riesce a reggere tempi quasi impossibili, le chitarre nel mentre ronzano sporche e ruvide sorrette da semplici pad di tastiera. Infine i vocalizzi di Satyr , incredibilmente bastardi e glaciali ,cantano le lodi alla terra madre con una passione e un impeto fuori dal comune.
La maestosità delle atmosfere nordiche avvolgono l’ascoltatore nel proseguo del suo viaggio mistico attraverso tetri paesaggi selvaggi… così con “Woods To Eternity” e “Vikingland” i Satyricon dipingono un quadro spettrale in cui compaiono elementi nuovi e antichi: Satyr da il là ad un originale “canto” pulito ma profondo,baritonale, un coro in bilico tra sonorità dark e doom, mentre ritorna prepotente la sinistra presenza di oscuri arpeggi. L’atmosfera si impregna di un aura epica contaminata da una serie incredibili di sensazioni che solo un album di classe può dare.
All’aura epica si aggiunge quella vichinga che si fa sentire con tutta la sua potenza barbarica; il gelo si fa più pungente fino a quando non vengono aperti i cancelli dei “Dominions Of Satyricon” e si viene travolti da un implacabile tormenta di ghiaccio… Un brano semplicemente leggendario che nonostante la sua incredibile lunghezza non stanca assolutamente. Gli ultimi due minuti di questo pezzo capolavoro sono da annoverarsi come uno dei migliori “frammenti” che si possono udire su un disco black metal. Una composizione incredibile ,sicuramente tra le migliori mai realizzate dai Satyricon.
Il platter però continua a girare nel lettore e il suono che ne scaturisce continua ad essere incredibilmente malvagio,aggressivo, epico ed evocativo…Inchiniamoci di fronte a “The King Of Shadowthrone”,altra composizione dall’imbarazzante perfezione: un brano che rappresenta l’ideale incrocio tra la violenza più pura e un atmosfera quasi decadente. Il riffing minimale fa da contrappunto all’oscura presenza delle tastiere mentre il drumming risulta sinistramente teso nel creare una melodia cadenzata in cui inserire terrificanti vocalizzi intervallati da sublimi arpeggi di chitarra acustica… Satyr va a chiudere la sua prestazione dietro il microfono con un parlato dall’incredibile pesantezza emotiva… “I am spirit, I am stone, And I am immortal”(Io sono spirito, io sono pietra, ed io sono immortale)…
Abbandoniamo le fredde lande norvegesi sospinti da un gelido vento che sussurra le incredibili note di “En Svart Kiste” : organo e tastiere danno vita ad un connubio incredibilmente ricco di pathos, la conclusione del platter non poteva essere migliore.
Con questo capolavoro di inestimabile bellezza i Satyricon si confermano come uno dei migliori gruppi black metal di sempre.
Un album,questo, che suscita un incredibile sequenza di sensazioni ed emozioni che rende la musica al suo interno vera e propria arte, scritta,realizzata ,prodotta da due geni musicali , Satyr e Frost; due personaggi che ,aldilà del loro cambiamento stilistico avvenuto dal 1996 sino ad oggi,penso debbano godere del massimo rispetto da parte di tutti gli amanti della scena metal estrema. Un rispetto che ,ahimè, troppo spesso viene a mancare.
“The Shadowthrone” rappresenta una delle massime espressioni del black metal e dell’intera scena estrema,la cui magnificenza non può essere descritta a parole(il che rende futile questa recensione)ma deve essere provata fisicamente…inserite il cd nel lettore,premete play e chiudete gli occhi…

Voto: 98/100. Recensito da Cadavere   il 06/10/2006

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