| Musica -> Melodic Death Metal -> Necroart -> The Opium Visions Disco preferito da 0 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1 - The Crimson Minority Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca The Opium Visions su ebay2 - Le Fleur Noir 3 - Necronova 4 - Pandemonic Opium Night 5 - Capricorn Years 6 - A Visionary\'s Trip 7 - Lullabye 8 - L\'Inverno Dell\'Anima Arrivano al debutto discografico anche i nostrani Necroart. Nati come black metal band nel '99, i nostri hanno già pubblicato tre demo, e ora come ora, esattamente sei anni dopo, li troviamo molto maturati con questo The Opium Visions, ad opera della connazionale Officina Rock. Come già detto, il sestetto pavese un tempo suonava black metal, successivamente è passato ad un death metal tecnico e sinfonico, e attualmente ci propone un disco di progressive death sulla scia degli Opeth, influenzato anche da Dark Tranquillity e primi In Flames, con inserti di tastiere, passaggi folkeggianti e un tocco di gothic. Insomma, un sound che in otto tracce riesce a variare molto, senza mai risultare fuori luogo o noioso, ma al contrario, la proposta del combo è sempre ben retta da un songwriting eccellente, in cui ogni apertura melodica si addice perfettamente alla precedente o successiva ripartenza "più death metal". L'opener The Crimson Minority è l'esempio di quanto appena detto, con il suo ritmo incalzante che sfocia nella brutalità e poco dopo in un walzer di tastiere. Le Fleur Noir è una delle tracce più emozionanti dell'intero platter, composta da una strofa molto lenta ed emozionante, da arpeggi degni di nota e da un riffing In Flames style. Necronova trasmette una carica fuori dal normale, complice anche la prova vocale di Massimo Finotello, davvero perfetto in ogni frangente (in tutto l'album comunque!). Pandemonic Opium Night è l'esempio che i Necroart sanno pestare duro, mentre Capricorn Years nonostante il ritornello di doppia cassa, è leggera e più catchy delle altre canzoni. A Visionary's Trip è l'esatto mix tra le due canzoni precedenti: melodia e aggressione. Una dolce tastiera si mescola ad arpeggi di chitarre acustiche e a clean vocals poetiche, per poi lasciar spazio ad un ritornello sinfonico assistito da un gran lavoro di batteria, un assolo molto bello, pianoforte e ancora lacrime, questa in poche parole è Lullabye. L'inverno Dell'Anima è un outro molto triste, tutto in lingua madre, e chiude un bellissimo album. Un esordio che merita! ..."dolce pioggia lava i miei peccati. L'inverno che gela il cuore è come un bimbo che cade, dorme e muore"... Voto: 81/100. Recensito da Hellrob il 09/02/2009 Altre recensioni di questo utente:
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