| Musica -> Thrash Metal -> Testament -> The Legacy Disco preferito da 88 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Over The Wall Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca The Legacy su ebay2. The Haunting 3. Burnt Offerings 4. Raging Waters 5. C.O.T.L.O.D. 6. First Strike Is Deadly 7. Do Or Die 8. Alone In The Dark 9. Apocalyptic City Testi e Traduzioni Disponibili: Over The Wall, Apocalyptic City Correva l’anno 1987 e l’ennesimo gruppo thrash della Bay Area pubblicava il suo full-lenght di debutto, “The Legacy”, la band in questione erano certi Testament. Cosa distingueva il loro lavoro da decine di altri anonimi imitatori di Metallica e Slayer? Anzitutto, una voce davvero fuori dall’ordinario, chiara ma allo stesso tempo aggressiva, che presenta picchi di potenza davvero ragguardevoli, signore e signori sto parlando di mr. Chuck Billy, colui che si rivelerà essere col tempo uno dei migliori thrash singer di tutti i tempi; in secondo luogo un solismo chitarristico che sa bene come stupire e farsi notare grazie alla leggiadrìa, al buon gusto e alla raffinata tecnica di quel geniaccio di Alex Skolnick ed infine come non citare una sezione ritmica che non perde neanche mezzo colpo, in virtù del riffing circolare, poco compresso ma sempre aggressivo di Eric Peterson e la martellante presenza continua di Greg Christian e Louie Clemente rispettivamente al basso e alla batteria. La produzione ovviamente non è il massimo ma non pecca di certo in qualità , considerando che stiamo parlando di un debut-album capiamo subito che Perialas ha svolto un ottimo lavoro dato il budget non certo astronomico, sicchè The Legacy non ha nulla da invidiare da questo punto di vista agli esordi di altre band più famose. L’album inizia con “Over the Wall”, traccia che fa ben capire quali siano gli intenti del gruppo: thrash metal veloce e aggressivo, ma con continue venature melodiche intessute sia dal riffing preciso di Peterson che dalla serpentina solista di Skolnick. La voce di Billy è un vulcano d’intensità , Clemente picchia che è un piacere e Christian accompagna il tutto sublimamente, cosa si può chiedere di più ad un gruppo thrash? Ovviamente la traccia successiva, “The Haunting”, a mio personale parere anche migliore della precedente, il che dimostra che i Testament hanno un potenziale di songwriting semplicemente devastante: e’ semplicemente impossibile sfuggire alla carica e alla melodia che riescono ad imprimere ai loro refrain. Si prosegue con “Burnt Offerings”, siamo sempre sullo stesso stampo delle tracce precedenti, ma qui i ritmi calano leggermente per riprendere fiato prima dell’apoteosi raggiunta con "Raging Waters", in assoluto uno dei migliori pezzi che i Testament abbiano mai scritto a mio avviso. E’ davvero incredibile la qualità della traccia in questione, aggressiva, veloce e orecchiabile a livelli eccellenti, dove la straordinaria voce di Billy raggiunge probabilmente il suo apice di intensità . A seguire troviamo la canzone più veloce e violenta del disco, “C.O.T.L.O.D.” (acronimo per” Curse of the Legions of Death”), dove l’influenza slayeriana si fa sentire bene, ma non perde certo il marchio di fabbrica Testament. “First Strike Is Deadly” comincia con un intro di doppia cassa di Clemente che rade al suolo tutto ciò che trova davanti, ed il resto della composizione non è da meno, grazie alle violente liriche declamate a gran voce da Billy, perfettamente amalgamate dallo splendido assolo di Skolnick, una perla che rende il brano in questione uno dei classici indiscussi di tutto il loro repertorio. Si prosegue con “Do or Die”, pezzo che riassume perfettamente tutto quanto di buono fatto dai Testament finora, ma forse con una dose d’orecchiabilità ancora maggiore. La traccia seguente è “Alone in the Dark”, un mid-tempo più calmo e riflessivo delle composizioni precedenti, riesce a catturare anche l’ascoltatore più distratto con un ritornello davvero ipnotico, oscuro e ossessivo. L’album termina con la cupa “Apocalyptic City”, che getta un po’ d’inquietudine sull’ascoltatore, ma la traccia resta comunque sulla falsariga delle composizioni precedenti. In definitiva, un esordio semplicemente esplosivo, che come già detto non ha nulla da invidiare a titoli più blasonati. Con questo i Testament si costruiscono un solido trampolino di lancio per i prossimi capolavori, insomma, se il buongiorno si vede dal mattino, si può intuire già da The Legacy il futuro radioso che attende questa fantastica formazione. Voto: 85/100. Recensito da born to grind il 16/05/2008 Altre recensioni di questo utente:
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