| Musica -> Melodic Death Metal -> In Flames -> The Jester Race Disco preferito da 65 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
Moonshield Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca The Jester Race su ebayThe Jester's Dance Artifacts Of The Black Rain Graveland Lord Hypnos Dead Eternity The Jester Race December Flower Wayfaerer Dead God In Me Testi e Traduzioni Disponibili: Moonshield The Jester Race. Solo il nome basterebbe a mettere un 100 come valutazione finale del disco, senza raccontare altro. Sicuramente uno dei dischi fondamentali per la scena del death metal svedese, insieme ad altri mostri sacri del calibro di "Slaughter of the Souls" degli At The Gates e "The Gallery" dei Dark Tranquillity. Pubblicato nel lontano 1996, con una produzione ancora un pò grezza, l'album fonde in maniera perfetta potenza e melodia, dove gli arpeggi melodici danno vita a composizioni a dir poco magnifiche, nella quale il basso e la batteria non fungono solo come strumenti decorativi, ma anzi, danno quel tocco in più a tutto il lavoro. La voce di Friden (più che degno successore di gente come Henke Forss dei Dawn o il più conosciuto Mikael Stanne dei Dark Tranquillity) rende l'album unico nel suo genere. Analizzando track-by-track l'intera opera, veniamo subito introdotti da "Moonshield" probabilmente uno dei pezzi più belli che gli In Flames abbiano mai composto. La chitarra acustica si intreccia alla perfezione con con quella elettrica e con il growl di Friden, violento ed acuto. Subito dopo parte la strumentale "The Jester's Dance", molto epica che ci accompagna verso la traccia successiva, "Artifacts of the Black Rain" molto più veloce delle due precedenti ed in questa possiamo godere dell'ottimo drumming di Gelotte. "Graveland" è una canzone molto grezza e veloce, valorizzata però dal tipico stile In Flames, che di sicuro piacerà anche ai fans del death vecchia scuola. Appena concluso il brano, parte "Lord Hypnos" una delle hit del disco. Veramente notevoli i cambi di tempo da mid-tempos a parti più veloci dove la sezione ritmica è a dir poco straordinaria. La seconda metà del cd inizia con "Dead Eternity". Dopo una breve introduzione abbastanze veloce, il brano si ferma per poi riattaccare con degli ottimi giri di basso e ripartendo più violentemente di prima. Il growl rabbioso e disperato di Friden rendono la traccia una delle migliori. La title track, si presenta come un brano potente, dal ritornello ossessivo e con qualche elemento elettronico (fateci caso, soprattutto quando la voce del singer viene distorta). Neanche il tempo di riprendere fiato e "December Flower" ci porta nel vivo della canzone con un doppio pedale ad elicottero. Qui è possibile ascoltare forse il miglior assolo di tutto il disco. A seguire la stessa riga della traccia precedente, "Wayfaerer" si presenta con un doppio pedale corposo. A migliorare il tutto, c'è anche la presenza della tastiera suonata da Kaspar Dahlqvist (ex tastierista dei Dionysus) a rendere unico nel genere la canzone. A concludere il disco, troviamo "Dead God In Me", dove sono palesi le influenze thrash, soprattutto nel drumming. Ed è in questo modo che termina The Jester Race, uno dei dischi migliori degli In Flames senza dubbio, che ha consacrato la band al grande pubblico della scena heavy metal (e non solo). Voto: 83/100. Recensito da Antares il 03/04/2008 Altre recensioni di questo utente:
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