| Musica -> Heavy Metal -> Empyrios -> The Glorious Sickness Disco preferito da 0 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
01 The Eve Arose Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca The Glorious Sickness su ebay02 PSG 03 PandǼmonium 04 Hesitation 05 Entering The Boulevard 06 Decadence Parade 07 Empire 08 The Glorious Sickness 09 The Chaosbreeder 10 Destination: Null 11 Timelapse 12 A New Dawn Dopo un cambio di line-up abbastanza drastico e stavolta accompagnati dalla nostrana Scarlet Records, tornano con questo secondo disco i connazionali Empyrios, band da Rimini che si era già fatta notare con l'album d'esordio "...Amd The Rest Is Silence", uscito praticamente un anno fa. The Glorious Sickness è molto più potente del precedente lavoro, infatti i cinque emiliani questa volta puntano più sull'aggressione delle chitarre, e spesso e volentieri ci piazzano davanti una frana di riff quadrati come pietre, formando una montagna implacabile, che non teme l'assenza delle tastiere ma viene appreziosita con un tocco di elettronica, ciliegina sulla torta in un riffing sempre compatto e protagonista di tantissimi stacchi possenti, che formano una fase ritmica da paura, spesso costituita da mid-tempos che ricordano i Meshuggah, in un contesto tenuto sempre ben saldo da una voce "powereggiante" molto calorosa, che ogni tanto lascia spazio anche al growl death metal. Insomma aggressività letale, solos ipertecnici e refrain leggeri ma mai scontati sono il marchio di fabbrica di questo nuovo lavoro degli Empyrios, un prog-metal in cui è quasi assente la melodia, se non proprio per causa della voce e degli assoli. Tra le dodici tracce sicuramente si fanno notare maggiormente l'apripista The Eve Arose, che entra più facilmente in testa rispetto alle altre. Pandaemonium dal ritornello stupendo. Hesitation che ha un assolo pazzesco e degli "stop and go" mostruosi. Empire dalle ritmiche sincopate e dal bellissimo chorus. Destination:null, dall'incedere leggermente più catchy e dalle aperture vocali che fanno venir voglia di cantare. Il disco si chiude con la cadenzosa A New Dawn, il cui ritornello mi ricorda i danesi Mercenary. Un cd davvero ben prodotto e ben suonato. Grande band! Voto: 84/100. Recensito da Hellrob il 11/02/2009 Altre recensioni di questo utente:
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