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I Malevolent Creation sono un gruppo storico che non dovrebbe aver bisogno di lunghe presentazioni: attivi dal 1991(“The Ten Commandments”)con alle spalle una ricca discografia(10 album escludendo live e Best Of)di altissima qualità,una line up sempre diversa ma sempre efficace, sono da considerarsi a tutti gli effetti uno dei gruppi death metal più importanti di sempre. Francamente mi viene impossibile muovere una critica nei confronti del combo statunitense: tecnicamente ineccepibili, sempre in costante evoluzione pur rimanendo fedeli al vecchio e caro death metal, negli ultimi tempi hanno ancor di più brutalizzato la loro proposta(“The Will To Kill” e “Warkult”),insomma cosa pretendere di più?Senza scordare che nella loro discografia possono annoverare una serie di capolavori(il presente “The Fine Art Of Murder”, “Envenomed” e il già citato “The Will To Kill”)che rappresentano una delle massime espressioni del movimento death metal. Eppure tutto ciò non basta,visto che ancora oggi questo incredibile gruppo gode di poca considerazione,un vero peccato. Come peccato è quello di non possedere questo “The Fine Art Of Murder”,assoluto capolavoro del genere,uno dei più grandiosi lavori mai partoriti da un gruppo death metal. Tredici tracce di death metal suonato con maestria e abnegazione. Death caratteristico , diverso da qualsiasi altro grazie all’apporto delle due asce d’oro di Phil Fasciana e Rob Barrett(ex Cannibal Corpse),alle inimitabili vocals del mostruoso Brett Hoffmann e all’inumano Dave Culross dietro le pelli. Una vera enciclopedia del death metal racchiusa in poco più di 56 minuti. Il disco impressiona anche per la sua immediatezza;non si fa in tempo a pigiare il tasto play che “To Die Is At Hand” parte a briglia sciolta e travolge l’ascoltatore grazie ad una sezione ritmica subito intricata e un drumming dalla velocità “aliena” nella quale si incastrano le strepitose vocals di Brett Hoffmann. Un pezzo pressoché perfetto che rende subito l’idea di quanto sia grandioso quest’album. A fare il palio con questa traccia ci pensa la successiva “Manic Demise” ,altro fantastico pezzo che enfatizza le qualità del combo,grazie ad una serie di riff taglienti chirurgicamente inseriti nello scheletro del brano. I Malevolent Creation dimostrano di avere il gusto per massicci rallentamenti e in questa traccia lo si nota già dopo 30 secondi. Un pezzo breve che risulta notevolmente orecchiabile pur suonando tremendamente marcio! I capolavori si susseguono uno dietro l’altro, e dopo “Manic Demise”è il tempo di “Instinct Evolved” ,pezzo che parte piuttosto compassato,con pattern di doppia cassa dapprima rallentati poi mitragliati nei timpani. Traccia dinamica e varia in cui prende sopravvento una melodia malsana;anche in questa song,massicci rallentamenti comportano un elevato grado di ascoltabilità. Una tripletta iniziale da infarto che rende onore al grande lavoro svolto in fase compositiva e di arrangiamento dal combo statunitense. Segue “Dissect The Eradicated” ,traccia buona,ma non allo stesso livello delle tre mostruose precedenti. Un brano che risulta lineare, con un paio di mid-tempo di buonissima fattura;particolarmente presenti Fasciana e Barrett,veri e propri generatori di riff serrati. Con “Mass Graves” si ritorna ai livelli inumani d’inizio album. La sezione ritmica viene avvolta completamente da una melodia morbosa ma di sicuro impatto;è il primo di quattro pezzi presenti nel platter, ad avere una durata abbastanza lunga(ben 6’15) rispetto ai canoni alla quale la band ci aveva abituati,ma è soprattutto un brano strepitoso:una semplice dimostrazione arriva dopo due minuti e 20 secondi,quando una orgasmica sezione ritmica parte come un treno;ascoltando questo pezzo mi si sono rizzati i peli sulla schiena,questo è death metal,un opera d’arte incastonata all’interno della traccia,ricca,anch’essa di svariati rallentamenti. Ascoltate questo pezzo e lasciatevi trasportare in un devastante “viaggio”(con headbanging incluso!) “cullati” dalla chitarra di Phil Fasciana e dal muro di percussioni di Dave Culross…Ci riporta alla realtà la title-track con il suo incipit quasi industrial. Rimarchevole,in questa traccia, è il cambio di tempo al secondo minuto e mezzo, con i due axe-man Fasciana e Barrett che partoriscono una serie di riff pesantissimi;immancabile come sempre l’apporto di Culross,magistrale ancora dietro le pelli. Anche questa traccia risulta piuttosto lunga (5’50):nel finale trova luogo un inedito Hoffmann che dà spazio ad un parlato in clean voices a tratti claustrofobico. Arriviamo al settimo brano,e ancora una volta ci troviamo di fronte un pezzo straordinario: “Bone Exposed” parte subito con un Culross sugli scudi che infiamma la sua grancassa;dopo mezzo minuto spunta una sezione ritmica inarrivabile e il capolavoro è gia bello confezionato. La voce di Brett si “tuffa” nell’orgia di chitarre e percussioni,un pezzo veramente veloce che impressiona ancor di più notando il minuzioso lavoro di rifinitura che ogni componente opera dietro il proprio strumento:dei veri e propri fuoriclasse!A seguire troviamo “Purge”,particolarmente interessante al secondo minuto dove emerge un delizioso assolo del solito Fasciana;non vi sono molti virtuosismi di questo genere all’interno del full-lenght, anzi, pochi ma tutti decisamente buoni.Nulla da aggiungere su questa traccia,che a grandi linee segue le stesse coordinate di “Dissect The Eradicated”. Merita sicuramente attenzione “Fracture”,nona traccia del platter,altro pezzo di lunga durata(6’33):si parte con un incedere quasi monolitico,con chitarre pesanti che fanno da tappeto al parlato di Brett Hoffmann che ricorda molto quello già sentito nel finale della title-track.
Questo è seguito da un cambio di tempo repentino in cui rispunta il growl originale di Brett;un altro eccellente assolo ci ipnotizza al terzo minuto e 50,poggiando su una serie di riff serrati e gli immancabili pattern di doppia cassa al fulmicotone. Una traccia che con la sua melodia ammaliante risulta quasi “opprimente”. Sicuramente uno dei brani più originali di tutta la discografia dei Malevolent Creation. “Rictus Surreal” e “Scorn”,rispettivamente decimo e undicesimo pezzo,sono due pezzi dai quali trasuda l’amore del combo per le elevate velocità,musicalmente parlando,ovviamente!Due tracce che sostanzialmente non aggiungo ne tolgono nulla la platter;direi le uniche tracce normali,a differenza di “Day Of Lamentation”, l’ultimo dei quattro lunghi brani(ben 7’00),dodicesima traccia dell’album:un capolavoro nel capolavoro,un vero e proprio inno in formato death metal!L’apertura viene affidata alla chitarra acustica,una cosa rarissima per un brano death metal: il risultato è un arpeggio soave che introduce ad un assolo struggente,quasi emozionante;segue il growl caratteristico di Brett,che per svariati secondi viene ancora accompagnato dall’arpeggio acustico,creando un inedito,ma allo stesso tempo eccellente ed efficace,matrimonio tra due sonorità completamente differenti. Successivamente la chitarra acustica lascia spazio alla ritmica,che rimane comunque decisamente cadenzata. A metà pezzo il ritmo lento lascia spazio ad un classico mid-tempo ed all’ennesima strepitosa sezione ritmica. Hoffmann e le sue aberranti vocals vengono accompagnate in una portentosa cavalcata death dalla solita ed efficacissima coppia di asce di Fasciana e Barrett e dalla chirurgica doppia cassa di un Culross al suo massimo. Al sesto minuto il cielo burrascoso si squarcia lasciando filtrare un luminoso raggio di sole;percussioni e chitarre lasciano spazio al arpeggio acustico di inizio pezzo seguito da una serie di assoli melodici che chiudono questo incredibile brano;diviene difficile,alla fine del pezzo,non essere tentati dal pigiare il tasto “repeat” e riprovare nuovamente un turbine di emozioni che raramente il death è stato capace di regalare. Se dovessi citare un pezzo da affiancare a questo “Day Of Lamentation” ,come grandezza compositiva ed emozioni provate nell’ascoltarlo,sicuramente direi “Perennial Quest” degli indimenticabili Death di Chuck Schuldiner(R.I.P.). “Scattered Flesh” a mio modesto avviso è una traccia di cui si poteva fare a meno,non perché sia sgradevole,tutt’altro,ma perché avrei affidato a “Day Of Lamentation” la chiusura magistrale di questo inarrivabile “The Fine Art Of Murder”,un capolavoro che tutti gli amanti del metal,estremo e non,dovrebbero avere.Un pezzo di storia del death metal tirato fuori dalla mente geniale di una band che rappresenta al meglio questo genere;un platter da sbattere in faccia(in senso metaforico,si intenda!)a tutti coloro che pensano e dicono che il death metal sia soltanto baccano,caos e urla incomprensibili. Quando il death metal lo si fa con devozione,sacrificio e passione,allora non è solo musica con la “M” maiuscola,ma è vera e propria arte!!!Onore ai Malevolent Creation,onore al death metal!
Line Up:
Brett Hoffmann: vocals;
Phil Fasciana: guitars;
Rob Barrett: guitars;
Gordon Simms: bass;
Dave Culross :drums.
Voto: 97/100. Recensito da Cadavere il 23/06/2006 Cadavere (N/D)

23-06-06 10:01 Voto: 10 | Minchia,nessuno commenta questo disco? BOhhhh!!!!E' mostruoso!!! ___________
Adolf Hitler ha detto: Chi vuol vivere combatte e chi non vuol combattere in questo mondo di eterna lotta non merita di vivere
Metal a palate!
Sardinian Metal | | Status:Recensore Località:Nuoro Sesso:Metallaro | daught dog (N/D)

13-05-07 07:44 Voto: 9 | vera e proprio arte ___________ more_gore e astemio beve solo acqua minerale
duke mi fai entrare nello staff di iced tears HO 16 ANNI
P.S. HO 16 ANNI
L'ERRORE | | Status:Utente Località: Sesso:Metallaro |
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