Iced Tears - CD Metal - The Dark Ride
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Musica -> Power Metal -> Helloween -> The Dark Ride
Helloween - The Dark Ride (cd cover)
Disco preferito da 22 utenti
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Band:Helloween
Disco:The Dark Ride
Anno:2000
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Testi e Traduzioni Disponibili: If I could fly, Escalation666, Salvation, The Departed (Sun Is Going Down), Mr. Torture, Immortal
Album in gran parte bistrattato dalla critica, e dagli stessi Helloween, soprattutto dal buon Weikath che lo definisce un album senz'anima e in cui lui non ha avuto alcuna voce in capitolo(tutti sanno che si tratta solo di gelosia). Il Disco in questione invece, se non un capolavoro, e' comunque un ottimo album, che a mio parere, fa il culo alla totalita' delle discografie di gente come Sonata Arctica, Stratovarius e compagnia.
Mai si è sentito un power metal del genere, Oscuro come non mai, Pesante e Oppressivo, in cui non manca però la tipica vena Happy Helloweeniana, anche se presente in maniera limitatissima (2 o 3 canzoni).Quest'album è praticamente unico nel suo genere, e ha moltissime influenze "moderne", soprattutto la produzione, che non ha nulla da invidiare ad altre bands.
Si parte con l'Intro "Beyond The Portal" che ci catapulta davvero oltre il Portale della Vita di Tutti i Giorni e ci scaraventa in un Abisso fatto di Oscurità e Dolore.Ed è proprio di dolore che si parla nella vera e propria opening track "Mr.Torture", caratterizzata da una ritmo non molto veloce, una batteria spaccaorecchie e delle chitarre dal suono pesantissimo e modernissimo. Pesantezza e Modernità, le 2 caratteristiche principali di questo album, che però mostra comunque una devozione verso le sonorità del passato (più che altro, l'unico che ne sentiva la nostalgia era Weikath, e le uniche canzoni di questo album che richiamano quelle sonorità, sono state scritte proprio da lui)proprio con la song successiva "All Over The Nations", classica Happy Helloween song sparata a 1000 all'ora, il risultato è comunque notevolissimo.Con la canzone successiva si ritorna a sprofondare nell'Oscurità più oppressiva, "Escalation 666" suona come un Inno all'Odio più profondo, ritmo lento e claustrofobico, un Deris incazzato e feroce come non mai, tastiere in sottofondo come contorno al Clima di cattiveria che aleggia nella canzone.Un Episodio unico nella discografia della band.E l'oscurità continua a dominare in "Mirror, Mirror..", pezzo sulle stesse coordinate del precedente, e di conseguenza i risultati sono gli stessi. E' il turno del singolo "If I Could Fly" pezzo abbastanza commerciale con una bella melodia di fondo e un bel tappeto chitarristico e ritmico, nulla di soprendente, ma comunque un pezzo da ascoltare.
Arriva la seconda mazzata nostalgica ad opera del buon Weiki, "Salvation" richiama tutti i vecchi clichè Helloweeniani e li modernizza, strofe, ritornello e assolo al massimo dell'epicità."The Departed( Sun is Going Down)" altro pezzo dal ritmo lento, pregno d'atmosfera (garantita soprattutto dalle tastiere)."I Live For Your Pain" parte con un bel giro di basso per rivelarsi uno dei pezzi più duri del disco, ma in sostanza, un brano non eccezionale che poteva anche essere omesso dall'album.Di seguito c'e poi uno dei pezzi più belli del disco, "We Damn The Night", la giusta miscela di modernità, pesantezza, allegria ed epicità che sfociano in un assolo dal sapore leggermente neoclassico ad opera del sempreverde Roland Grapow (principale artefice assieme al batterista Uli Kusch, della svolta di questo album), il punto di forza del pezzo è comunque lo splendido ritornello che vi si stamperà in testa per non andarsene mai più. A Seguire c'e la ballad del disco, "Immortal", anch'essa contraddistinta da una certa epicità, è comunque un brano da non sottovalutare in quanto riesce a non essere melensa, difetto di cui "In the Middle of a Heartbeat" su Master of The Rings, risentiva un po.
E' il momento della traccia di chiusura del disco, che merita un discorso a parte, "The Dark Ride"da cui prende il nome anche l'album, pezzo scritto da Roland Grapow, con un significato nascosto e puramente metaforico.
Il testo del brano è alquanto difficile da analizzare, parla della Vita vista come un Folle Giro su un'altrettanto folle Giostra, in un LunaPark in cui bisogna lasciare l'anima all'entrata, perdendo il proprio "Io", la propria essenza, e siamo noi, che cadendo totalmente nelle tentazioni di Satana, ci siamo fatti assalire dalla Lussuria, dall'Odio e dalla Follia, e abbiamo trasformato la Vita in qualcosa di Orribile, e ora andiamo tutti su questa giostra che altro scopo non ha che quello di portarci velocemente giu all'Inferno, e nessuno di noi si chiede perché siamo arrivati a questo punto e perché abbiamo lasciato che tutto diventasse così, dobbiamo trovare un modo per arrivare alla Luce, per rimuovere le pietre dal nostro cuore, ma siamo così stupidi e ostinati, ed Egli (Satana) sa bene, che lo seguiremo giù (All'Inferno).
Una Storia raccontata in quasi 9 minuti di musica, con alternanza di parti veloci a parti lente e acustiche, assoli di stile neoclassico e armonie a 2 chitarra....questo è qualcosa di Sublime, che nel Power non ha eguali.
Capolavoro.

Voto: 100/100. Recensito da PUMPKIN   il 10/09/2006

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