Iced Tears - CD Metal - The 8th Sin
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Nocturnal Rites - The 8th Sin (cd cover) Disco preferito da 2 utenti.
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Band: Nocturnal Rites
Disco: The 8th Sin
Anno: 2007
Tracklist:
1.Call Out to the World 03:48
2.Never Again 03:19
3.Not the Only 05:16
4.Tell Me 04:13
5.Not Like You 04:25
6.Leave Me Alone 03:00
7.Till I Come Alive 03:45
8.Strong Enough 03:13
9.Me 04:13
10.Pain and Pleasure 03:53
11.Fools Parade (Outro) 02:37
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The 8th Sin rappresenta un ulteriore tassello nel percorso musicale dei Nocturnal Rites, davvero una bella conferma! Con questo album il gruppo mostra di aver affinato il proprio stile, proponendo un power metal davvero originale, che rifugge la facile melodia e la facile drammaticità tipica di certo power. I brano sono mediamente relativamente, lenti, colmi sì di melodia, ma alquanto ricercata, e il cantante offre una prestazione vocale che solo raramente ricorre al falsetto.
Anche la tecnica è migliorata sensibilmente, certi assoli presentano una caratura non indifferente per un gruppo power.
Una pecca dell’ album consiste in una certa ripetitività delle idee che ne costituiscono il nerbo, rovinando, anche se poco, l’ ascolto dello stesso.

Call Out To The World parte subito arrembante con un bel giro di chitarra per smorzarsi appena da
una strofa sostenuta dalla tastiera; azzeccato il ritornello, ben interpretato vocalmente, molto interessanti anche i rapidi interventi di chitarra solista. La parte migliore di questa canzone è però rappresentata dall’ assolo vero e proprio, ottimo anche per l’ intrecciarsi fra chitarra solista e ritmica, che poi reclama il suo spazio riprendendo il giro iniziale, davvero assassino.
Never Again parte quasi industrial, per continuare con un giro di tastiera particolarissimo che lascia spazio ad un altro riff corposo di chitarra. Dolcissimo il ritornello, qui davvero la voce raggiunge alti livelli di interpretazione. L’ assolo già si diversifica da quello di Call Out To The World, più meditato. In chiusura, il giro di tastiera iniziale.
La tastiera apre con un giro maestoso, da colonna sonora epica, anche la successiva Not The Only, e continua per la strofa, priva di chitarra e basso. Sempre alla tastiera viene riservato lo spazio maggiore anche nel ritornello, e si configura così come lo strumento mattatore di questa canzone, almeno fino all’ assolo, lento e breve ma impreziosito da estemporanei ma ottimi tecnicismi.
Tell Me parte in odore di ballata, in realtà presenta un’ interessante alternanza fra momenti più aggressivi e tirati e rallentamenti melodici. La forza del ritornello stempera ogni dubbio circa la natura del brano, buono ma inferiore ai precedenti.
Torna la chitarra prepotente in Not Like You, regalando alcuni giri molto buoni che culminano in un riff centrale ferale dopo il ritornello. Forse stona un po’ in tal senso il carattere melodico del ritornello, anche se fortunatamente non penalizza il risultato complessivo della canzone, suggellato da un altro assolo efficace.
In Leave Me Alone il gruppo offre passaggi atmosferici e la tastiera si esibisce in passaggi diversi rispetto a quanto fatto in precedenza, anche di matrice lievemente classica, che crea un interessante contrasto con la voce potente e il riffing di chitarra.
Till I Come Alive parte misteriosa, con una chitarra lancinante in sottofondo su cui si innesta la tastiera, fredda e minimale. La canzone si evolve in un giro impetuoso e melanconico. Canzone indubbiamente particolare, caratterizzata da un riff spezzato, con rallentamenti, accelerazioni, un assolo intenso… molto ricca quindi.
Anche Strong Enough inizia in maniera particolare, sembra quasi un pezzo techno – dance, in realtà il gruppo ripropone un brano gradevole, anche se penalizzato da una certa ripetitività, in quanto gli elementi proposti sono già emersi in precedenza diverse volte.Fortunatamente ci pensa la chitarra ritmica a mantenere l’ attenzione grazie ad un altro buon riff, su cui si innesta efficacemente la doppia cassa.
In Me tutto si gioca fra il pianoforte e la voce, un balletto ben riuscito grazie ad una valida performance vocale molto ben diversificata, e anche i toni del pianoforte cambiano pian piano, dal melanconico, all’ arcano, al misterioso, al rassegnato. Ottimo l’ inserimento di una seconda voce in chiusura del pezzo.
Un ritmo lento pervade l’ intera Pain And Pleasure. Una tastiera simile ad un organo apre il brano, e proseguendo offre sferzate più affini a rasoiate violinistiche. Buono il coro del ritornello.
Siamo arrivati alla conclusione con il lugubre (all’ inizio) Outro; in realtà un brano dominato da un lento assolo di chitarra, da cui traspare un certo senso di melanconia, ma anche di fierezza.

La produzione del disco è molto buona, forse solo per il basso si sarebbe potuto fare qualcosa di più, anche se complessivamente i brani non ne risentono.
Acquisto consigliato per chi è alla ricerca di power originale!


Voto: 76/100. Recensito da Mythycal   il 06/07/2007

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