| Musica -> Black Metal -> Abyssic Hate -> Suicidal Emotions Disco preferito da 16 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1.Depression: Part I 12:37 [view lyrics] Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Suicidal Emotions su ebay2.Betrayed 11:43 3.Depression: Part II 07:23 4.Despondency 17:33 Testi e Traduzioni Disponibili: Betrayed, Depression Part I, Despondency, Depression Part II Il buon Shane Rout, unica mente della one man band australiana Abyssic Hate, sogna di diffondere nel mondo la peste dell’odio peggiore, cioè l’odio per se stessi, e vorrebbe servirsi di un lavoro come questo “Suicidal Emotions” per adempiere al suo scopo. Nelle intenzioni questo “Suicidal Emotions” dovrebbe essere un platter che anticipa la scena depressive black metal, ma nei fatti si tratta del classico black metal nordico reso con i ritmi meno veloci possibili, calcando un po’ troppo la mano sulle atmosfere che risultano poco spontanee. Malgrado ciò sarete felici di sapere che tutti i clichè del genere sono stati ampiamente rispettati: chitarre motosega, batteria lenta e cadenzata, ripetizioni a non finire, lyrics incentrate su riflessioni tremende sulla morte, produzione zanzarosa, abnorme servilismo nei confronti di Burzum (certe volte addirittura a quello del primo lavoro omonimo) e atmosfere talvolta troppo ariose rubate ai primi Katatonia. Nulla di nuovo insomma. Parlando dei dettagli tecnici si nota innanzitutto che la batteria risulta registrata ad un volume particolarmente basso, e nonostante il rullante abbia un suono piuttosto acuto, i pedali si faticano a sentire. Lo scream invece fa capolino piuttosto di rado, e con tutta sincerità la cosa risulta un bene, per prima cosa perché davvero non cambia le carte in tavola, secondo motivo perché non risulta né inumano né lancinante, particolare quasi imprescindibile per il genere. Quindi sono le chitarre a farla da padrone, riuscendo talvolta a rubare addirittura un’alzata di sopracciglio grazie a qualche intervento solista piuttosto carino. Sporadicamente qua e là quando meno te lo aspetti fanno capolino nei brani riff alla Darkthrone, come per esempio il riff stoppato che si fa sentire per pochi secondi in apertura del secondo brano “Betrayed”. L’umore del disco però risulta troppo omogeneo e plumbeo, è troppo melodico per opprimere come vorrebbe, ed è troppo ossessivo per mantenere alta l’attenzione con la vena melodica dei brani. Senza dire che i brani sono piacevoli per i primi 3-4 minuti (su una media di 10 minuti a brano), perché poi si cade inesorabilmente nella noia e nel dejà -vu. Non contando che è palese lo sforzo di allungare i brani fino allo spasimo, come nella conclusiva “Despondency” a cui sul quattordicesimo minuto viene attaccato senza motivo un inserto dark ambient, quando la proposta non ha mai contemplato tastiere fino ad un minuto prima. La varietà poi è ridotta al minimo sindacabile, tant’è che già dal secondo brano si ha l’impressione che venga usato sempre il solito giro di note dissonanti. In poche parole non lasciatevi ingannare: l’odio del nostro Rout può essere abissale, ma se siete avvezzi a questo genere galleggerete senza problemi su questo profondo mare di disperazione. Peccato perché se la proposta fosse meno forzata e più emotiva avrebbe senza dubbio funzionato, le doti non mancano. Attendiamo Abyssic Hate al prossimo disco, sperando in una maturazione, peccato che non si faccia sentire da ormai 9 anni. Voto: 54/100. Recensito da Tristan il Necrofilosofo il 28/08/2009 Altre recensioni di questo utente:
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