Storm Of The Lights Bane

Anno
1995
Tracklist
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Testi e traduzioni:
Retribution - Storm Of The Lights Bane, Night´ S Blood, Soulreaper
Recensione:
Voto:
100/100
A due anni da quel capolavoro di “The Somberlain”, i Dissection si rifanno sentire con questo “Storm Of The Lights Bane – Where Dead Angels Die” e riescono nel difficilissimo compito di confermarsi ad altissimi livelli. E già ,siamo di fronte ad un nuovo capolavoro,tanto quanto lo era stato il precedente, il tutto pur trovandoci davanti ad alcuni cambiamenti. Le differenze principali trai i Dissection del 1993 e quelli del 1995 sono principalmente tre:la prima, sicuramente più importante, riguarda il cambio di etichetta,dato che Nödtveidt e soci lasciano la No Fashion per accasarsi a sua maestà Nuclear Blast; ciò che ne risulta è una produzione pressoché perfetta. La seconda differenza sta nella line up, dove l’ottimo John Zwetsloot(rhythm guitar) lascia il posto a Johan Norman. La terza differenza sta nel sound;il black metal contaminato pesantemente da heavy e death lascia il posto ad un black-death compatto,violento e gelido,certo però che la componente più squisitamente heavy non è del tutto accantonata e rispunta fuori ad ogni strepitoso assolo del buon Jon. La copertina,ottima, ancora una volta è opera della mano di Necrolord(lo stesso che l’anno dopo disegnerà anche la copertina del capolavoro dei Dark Funeral, “The Secrets Of The Black Arts”). Passando all’album, questo si presenta con 13 tracce,della quale cinque sono bonus track.Si inizia con un opener strumentale, “At The Fathomless Depths”, dove Nödtveidt e Norman formano un azzeccato muro sonoro di sole chitarre che ci introduce alla prima vera song dell’album, la strepitosa “Night Blood”,più di sei minuti di puro e incontaminato black metal,dove l’infernale voce di Nödveidt ci accompagna verso lidi gelidi e glaciali. La batteria di Ole Öhman spazza via tutto come fosse una bufera di neve,alternando un drumming rapido ed efficace ad una doppia cassa veloce e precisa. Nödtveidt, che già in The Somberlain ci aveva dimostrato quanto fosse geniale nel rallentare il ritmo delle song per poter passare a veri e propri intermezzi acustici,si ripete anche in questo lavoro. E così nel bel mezzo della song,la musica lascia il posto all’arte. La sfuriata assassina del quartetto si ferma,la tempesta per un attimo si placa,e la chitarra acustica prende il sopravvento disegnando arpeggi sublimi…Non ci si riesce a riprendersi,quando una nuova tempesta ci riporta alla realtà,la song si chiude così com’era iniziata,ma non c’è tempo per sfuggire perché si viene travolti da quella perla nera di “Unhallowed”,probabilmente una delle migliori(se non la migliore)song mai realizzata dal combo svedese. Un assalto frontale devastante dove la sezione ritmica fa cose spaventose. Come sempre Öhman è incredibile dietro le pelli e Nödtveidt a metà song, con una serie diastoli splendidamente ricamati, dimostra di essere anche un ottimo chitarrista, e quando si arriva al quinto minuto e mezzo, rispunta fuori la chitarra acustica,pronta a deliziarci accompagnandoci per qualche secondo per poi ridare spazio a quella elettrica che ci porta sino alla fine di questa song capolavoro. Questa è una traccia che insieme a “Mother North”[Satyricon], “Transilvanian Hunger”[Darkthrone], “Mountains Of Might”[Immortal], “With Strenght I Burn”[Emperor] e poche altre,rappresenta a mio avviso,la massima espressione del genere black metal. La cavalcata tra le fredde lande scandinave continua con “Where Dead Angels Lie”,ottima traccia introdotta da un elegante arpeggio di chitarra acustica. Dalla durata poco inferiore ai 6 minuti,questa song risulta molto melodica e verso il quarto minuto,la batteria di Öhman lascia spazio ad un nuovo intermezzo molto rilassante. La gelida voce di Jon Nödtveidt ci riporta alla realtà e la traccia termina. Segue “Retribution – Storm Of The Lights Bane”,traccia compatta e piuttosto veloce che raggiunge il culmine al minuto tre quando la coppia Nödveidt/Norman ci delizia con un riff di vecchia scuola thrash seguito da un assolo impeccabile. Si passa quindi ad un altro inno nordico, “Thorns Of Crimson Death”, song che supera gli otto minuti. Anche questa è una grande traccia,strutturata come lo erano “Black Horizon” o “The Somberlain” nel precedente album.La song vive verso il terzo minuto e mezzo,una brusca accelerazione. Öhman decide di pestare veloce sulla batteria dando un esemplare prova di tecnica. A questa sfuriata segue il solito e azzeccatissimo intermezzo acustico,seguito da uno strepitoso assolo di Nödtveidt,la vera anima di questa band. Grande melodia e la traccia scivola via senza particolari intoppi. Forse non tutti sanno che le backing vocals di questa song sono opera dell’ex-Marduk Legion.Si arriva quindi alla traccia 7,una delle mie preferite,black metal al 100%,la strepitosa “Soulreaper”.Una vera mazzata di ghiaccio in faccia,un assalto frontale in stile Unhallowed,con una sezione ritmica taglia–gole e con un lavoro dietro le pelli veramente magistrale. Non manca neanche qui la parte acustica a metà song,ma è decisamente meno marcata rispetto alle altre song. L’ultima teorica traccia, è la struggente “No Dreams Breed In Breathless Sleep”,bel pezzo strumentale, circa un minuto e mezzo di pianoforte che chiude teoricamente l’album. Già, perché a seguire troviamo ben cinque bonus track. La prima è la versione demo di “Where Dead Angels Lie”,che differisce dalla versione originale per una produzione più scarna e grezza. A seguire, un arpeggio di chitarra acustica ci introduce alla ottima cover di “Elisabeth Bathory”, la cui versione originale è opera dei Tormentor.Sia questa che la precedente song sono state estratte dalla compilation “War Compilation”. A seguire troviamo un'altra cover,la celebre e storica “Antichrist” dei maestri Slayer[Show No Mercy]. Anche in questa circostanza la cover è praticamente perfetta,quasi superiore all’originale;il giusto tributo ad una band storica che ha gettato le basi di tutto il metal estremo. Questa song è stata estratta dalla compilation/tributo agli Slayer intitolata “Slaytanic Slaughter”.Arriviamo alla penultima bonus track, “Feathers Fell”,traccia già presente in “The Somberlain” si ripresenta in una versione completamente rifatta al pianoforte. Questa traccia è stata estratta dalla versione giapponese di “Storm Of The Lights Bane”. Chiude le danze “Son Of Mourning”,estratta dalla versione giapponese di “The Somberlain”.Traccia veloce e ben fatta,forse l’unica traccia “normale” rispetto ai capolavori precedenti. In conclusione,si può dire che i Dissection si riconfermano come una delle migliori band black metal di metà anni 90 e Nödtveidt si consacra come uno dei migliori leader della scena estrema europea. Quest’album è un capolavoro che consiglio caldamente a tutti coloro che amano il metal estremo,il black in particolare;un album che racchiude in sé tutti gli elementi che rendono il black metal unico ed insostituibile!!!

“Dissection would like to show their sincere appreciation to all of you morbid souls who stayed supportive throughout the years. We hail you by the Metal of Death!!”

Line Up:
Jon Nödtveidt: vocals & lead, rhythm, acoustic guitars;
Johan Norman: rhythm guitars;
Peter Palmdahl: bass guitar;
Ole Öhman: battery.
Cadavere