Iced Tears - CD Metal - Spectral Universe
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Achernar - Spectral Universe (cd cover)
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Band:Achernar
Disco:Spectral Universe
Anno:2009 (?? Giugno)
Tracklist:
1. Sky\'s Suicide
2. The Sign Of The Moon
3. Into The Depth
4. Morning Star
5. Infinity
6. Spectral Universe
7. Afflicted By Your Mind (Bonus Track)
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L’underground italiano è popolato da una miriade di band pronte a proporre dei generi frequentemente legati alle radici “metalliche” scandinave. Gli Achernar, band proveniente dalla splendida Sardegna, sono un esempio di queste band, proponendo in questo debutto discografico chiamato “Spectral Universe”, delle sfumature davvero interessanti, modellate grazie a melodie fresche ed intense, capaci di trasportare l'ascoltatore in una dimensione sonora molto comunicativa.

L’album ha inizio con “Sky's Suicide”, che parte con un intro di chitarre acustiche dal sound alquanto folk; dall'atmosfera che esse creano, si intuisce subito la profondità con cui è stato concepito il disco in questione. Con lo scorrere del tempo si manifestano distorsioni thrash e tempi non velocissimi ma molto marcati, che continuano a essere vivi e vegeti nella seguente “The Sign Of The Moon”, brano dal muro sonoro molto potente, che richiama atmosfere melodic-black e hardcore.
“Into the Dept” è caratterizzato da una vena melodica che cavalca un’onda heavy metal: il pezzo scorre bene e sa essere aggressivo al punto giusto, lasciando ampio spazio agli intrecci di chitarra. Da notare la chiusura…molto suggestiva.
“Morning Star” occupa la quarta traccia, offrendo un brano leggermente più statico e pesante da digerire, ma non per questo mediocre; leggermente meno visibile degli altri.
Si procede poi con “Infinity” che si evolve in una variegata soluzione strumentale fatta d’irrequietezza d’animo, sensazione riscontrabile soprattutto dal testo, che descrive una natura che si fonde alla spiritualità.
La title-track è un pezzo molto gradevole dalla durata di circa due minuti, dove vengono proposti giri di chitarra tipicamente epici. Questo lavoro si conclude con la bonus-track “Afflicted By Your Mind“(Cerement-Flight Through The Night Sky. 1997), prova convincente che racchiude un feroce mix di sound estremi.
Passando l’occhio sul supporto fisico (per essere un lavoro autoprodotto) si può notare come esso sia confezionato molto bene: il booklet innanzi tutto è accompagnato da immagini astrali bellissime che fanno da sfondo ai testi delle song, scritte in inglese con le relative traduzioni in italiano; scelta saggia, in quanto ritorna sicuramente utile a chi ha un orecchio poco allenato per capire le parole dei brani solo dall’ascolto. Così facendo, gli Achernar hanno dato risalto anche al profondo songwriting.
Presentiamo la band: la voce e una chitarra, sono guidate da Okram, che si rivela fin da subito un ottimo cantante e compositore; esegue uno screaming da invidiare, potente, che dilania i timpani. Il punto di forza di questo singer è l’interpretazione: ha unito dei testi particolari ad uno stile di canto sofferto e feroce, che risalta un atmosfera molto intensa . Misa sulla sei corde si destreggia in maniera sciolta, eseguendo, insieme a Okram, dei contrasti sonori che si lasciano ascoltare con gusto; da citare anche che due brani dell’album sono firmati da lui. La ritmica degli Achernar è guidata da Antonio, che al basso effettua una buona prova, fatta di giri compatti e ben amalgamati al tessuto sonoro, e da Franz: l’ex drummer della band (ha registrato la batteria nel disco, ma ora nella band è entrato Reshaim al suo posto) da l’impressione di saper controllare bene i tempi, ma purtroppo in molteplici occasioni la batteria produce un suono poco nitido, risultando confuso.
Lo stile musicale proposto, è un incrocio di diverse sonorità: si parte dal melodic-death di stampo svedese, eseguendo alcune parti con una freddezza che richiama molto il black/doom. Alcuni sprazzi heavy metal e i tempi medi che accompagnano quasi tutto l’album, fanno notare che la band non si fossilizza sui soliti tempi serratissimi comuni ormai alla maggior parte delle band che militano nei generi estremi, ma essa invece prova a sperimentare anche in chiave rock/gotica. L’album è essenzialmente concepito sul lavoro di riffing delle chitarre: lo stile con cui vengono suonate ricorda molto i boati pulsanti e melodici del nuovo metalcore.
Il mio dispiacere è solamente quello che il disco di questi ragazzi non sia uscito per una label…peccato davvero…
Il consiglio che qualunque ascoltatore potrebbe dare alla band è migliorare sempre più, soprattutto per evitare di cadere nel baratro della ripetitività, in quanto la proposta musicale degli Achernar è ok e quindi, sarebbe un peccato vedere che in futuro la musica di questi ragazzi si possa trasformare in una minestra riscaldata.
Concludendo, per essere il primo disco (…e per di più, tengo di nuovo a precisare, “autoprodotto”…), gli Achernar hanno fatto davvero un buon lavoro.
Consigliato soprattutto a chi ama gli intrecci di melodie e atmosfere visionarie.






Voto: 75/100. Recensito da InRockWeTrust   il 28/01/2010

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