Iced Tears - CD Metal - Songs Of Grief Ans Solitude

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Musica -> Black Metal -> Drudkh -> Songs Of Grief Ans Solitude
Drudkh - Songs Of Grief Ans Solitude (cd cover) Disco preferito da 2 utenti.
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Band: Drudkh
Disco: Songs Of Grief Ans Solitude
Anno: 2006(16 Ottobre)
Tracklist:
1.Sunset in Carpathians (Çàõiä Ñîíöÿ â Êàðïàòàõ) 02:47
2.Tears of Gods (Ñëüîçè Áîãiâ) 08:34
3.Archaic Dance (Ñòàðîäàâíié Òàíåöü) 03:28
4.The Milky Way (×óìàöüêèé Øëÿõ) 09:52
5.Why the Sun Becomes Sad (×îìó ÁóâຠÑóìíå Ñîíöå) 05:45
6.The Cranes Will Never Return Here (Æóðàâëi Íiêîëè íå Ïîâåðíóòüñÿ Ñþäè) 03:26
7.Grey-Haired Steppe (Ñèâèé Ñòåï) 02:08
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Dopo il meraviglioso Blood In Our Wells, gli ucraini Drudkh tornano a farci sognare con un album interamente acustico-strumentale. Il titolo è già un programma: "Songs Of Grief And Solitude". Ma vi sbagliereste, se pensaste di trovare solo dolore e solitude in questo particolare capitolo della loro discografia. Come Tristheim dei tedeschi Hel, l'album non può essere definito Folk Metal, vista la totale mancanza di strumenti elettrici e della vena goliardica che contraddistingue molte band del suddetto filone. La marcia in più dei Drudkh sta nel loro background culturale, presentando partiture Folk diverse da quelle di provenienza Europea, pregne delle tradizioni musicali delle loro terre incontaminate e così lontane dal nostro immaginario abituale. Al primo ascolto infatti si potrebbe restare un po' spaesati: tutti i nostri possibili "preconcetti" vanno in fumo difronte alla loro proposta così diversa da quelle che solitamente ci troviamo ad ascoltare.
A partire da “Sunset In Carpathians”, col suo ritmo concitato, un palpito dalle viscere della terra, con il flauto quasi sinistro nei suoi virtuosismi, come in preda al furore mistico, che riesce a far volare lontano la nostra mente. “Tears Of Gods” è la sintesi in musica del titolo dell'album: un arpeggio malinconico e toccante sorretto dalla pioggia battente in sottofondo e dal flauto che si cimenta in una melodia addolorata ed epica allo stesso tempo. Smarrimento e desolazione, come se ci trovassimo nella sterminata steppa: questo lasciano emergere i semplici ma efficaci intrecci melodici nei quali si cimentano le chitarre acustiche, che di tanto in tanto si lasciano andare in brevi ed accesi sprazzi di speranza. “Archaic Dance” è più breve della precedente, e molto diversa nelle emozioni che trasmette: un riffing straniante e misterioso allo stesso tempo, quasi “bucolico” oserei direi, in un continuo crescendo che ci proietta in uno stato di trance, come se stessimo assistendo all'inaugurazione di una cerimonia pagana. “The Milky Way” è l'apice di questo album, da far venire la pelle d'oca. Ogni nota fa vibrare la nostra anima, suscitando una cascata di emozioni, a partire dall'incedere iniziale, inquieto e solenne allo stesso tempo, come le stelle, instancabili osservatrici dell'universo per l'eternità. Un brano che osservato sotto la volta stellata (provare per credere) fa riflettere, su noi stessi, sulla nostra “finitezza” di fronte alla perfezione ed immensità dell'Universo, grazie al suo mood arcano e notturno, che ci fa dimenticare ciò che ci circonda. E nonostante la ripetizione dei pochi riffs che compongono il brano nella sua lunghezza, la monotonia non assale, incantati da tanta maestria nel saper suscitare immagini. In “Why The Sun Becomes Sad” le atmosfere mutano nuovamente passando dall'intimismo e dalla solitudine cosmico esistenziale del precedente brano, ad una calma velata di inquietudine e angoscia, come se questa canzone rappresentasse il destarsi dopo il viaggio astrale ed interiore che “The Milky Way” ci aveva costretto a percorrere. Frastornarti, disorientati dopo tanto errare, arriva il momento dell'amara riflessione sulla nostra condizione, suscitato dal crescendo verso la parte finale. “The Cranes Will Never Return” e la conclusiva “Grey-Haired Steppe” sono i brani più desolati e pregni di tristezza dell'album. Se nei precedenti capitoli,uno spiraglio di luce era riuscito faticosamente a farsi spazio nella rassegnazione più nera, è in queste tetre litanie che viene riassunto l'emblematico titolo dell'album. La steppa, sterile teatro di morte, sferzata da gelidi venti: unico segno di vita il mesto suono del flauto, ricordo dei tempi che furono, dell'equilibrato rapporto uomo-Natura, ormai spezzato per sempre dall'avidità insaziabile del genere umano. Come una lenta marcia funebre si conclude “Grey-Haired Steppe, lasciandoci in una sensazione di totale abbandono.
“Songs Of Grief And Solitude” non è un album che si presta bene ad una recensione tecnica: le parti sono semplici, talvolta ripetitive, ma proprio per questo arrivano direttamente all'anima, senza tanti artifici tecnici che possano ombrare il loro bersaglio.
Quello che colpisce è che nonostante le canzoni siano poco intricate, sono difficili da memorizzare, come se ad ogni ascolto mutassero leggermente, magari anche in base allo stato d'animo con il quale ci approcciamo di volta in volta all'ascolto.
Mettete su l'album e lasciatevi guidare ed avvolgere dalla loro arcana poesia.



Voto: 80/100. Recensito da BloodyMary   il 01/12/2007

BloodyMary (N/D)


30-10-07
18:06

Voto: 8
Commovente.
Da ascoltare prima di addormentarsi, quando si è immersi nella natura, o per evadere da questa schifosa società che ha perso il contatto con il Vero.
___________
La morte sovrasta l'esserci. La morte non è affatto una semplice presenza non ancora attuatasi, non è un mancare ultimo ridotto ad minimum, ma è, prima di tutto, un'imminenza che sovrasta".

M. Heidegger
Status:Traduttrice  Località:  Sesso:Metallara  
Nacht (N/D)


03-11-07
15:21

Voto: 8
Per niente male come album...abbastanza bello.
___________

Malkav (un mio amico) ha detto:
La sua fica è così larga che è come buttare un salame in un corridoio.

Ash ha detto:
Le donne, o sono porche, o sono puttane, o sono porche e puttane.

Status:Utente  Località:Pesaro  Sesso:Metallaro  
Mythycal (N/D)


16-05-08
19:46

Voto: 8
Bello, veramente poetico, suadente, con dei suoni di flauti da brividi!
Un pò monocorde, ma inevitabile
___________
Vendo cd di: Metallica (MOP), Death (Leprosy), Scum (Re-evolution), Dream Theater(Live at Marquee), Fifth Angel (Time will tell)
Chi interessato mi contatti per PM
Status:Traduttore  Località:Pesaro  Sesso:Metallaro  
Belzebù (N/D)


17-05-08
16:03

Voto: 10
Fantastico
Status:Utente  Località:Foggia  Sesso:Metallaro  
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