| Musica -> Melodic Death Metal -> Amorphis -> Skyforger Disco preferito da 9 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
01. Sampo Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Skyforger su ebay02. Silver Bride 03. From The Heaven Of My Heart 04. Sky Is Mine 05. Majestic Beast 06. MY Sun 07. Highest Star 08. Skyforger 09. Course Of Fate 10. From Earth I Rose Testi e Traduzioni Disponibili: My Sun, Course Of Fate, Sampo Gli Amorphis ritornano nella scena musicale nel 2009 con “Skyforger”, che così conclude la trilogia iniziata nel 2006 con “Eclipse” e poi proseguita da “Silent Waters”. La prima impressione che ci dà questo “Skyforger” è che gli “Amorphis” si siano stabilizzati nello stesso genere musicale dei precedenti album, a differenza di quello che successe in passato, visto che i nostri ci avevano abituato a numerosi cambi di stile tra un disco e l’altro. Ma questo non significa che i cd del nuovo corso (da quando Tomi Joutsen è subentrato nella band) siano uno la fotocopia dell’altro: nelle atmosfere malinconiche che pervadono i dischi, ci possiamo accorgere delle sfumature particolari che ciascuno acquisisce: “Eclipse” è forse il più diretto dei tre, “Silent Waters” è pervaso da un senso di cupa tristezza, mentre “Skyforger” è il più dolce e raffinato dei tre. Ma forse è anche giusto che sia così, visto che i dischi in questione fanno parte di una trilogia basata sul “Kalevala”, il poema nazionale finnico, che gli Amorphis hanno trattato più volte anche in passato. Attraverso dei bellissimi testi, gli Amorphis in “Skyforger” narrano la storia del fabbro Ilmarinen, uno dei tre protagonisti del poema, e, come suggerisce il titolo del disco stesso, il forgiatore del cielo. Attraverso l’opener, “Sampo”, i nostri ci presentano la più grande opera del fabbro, il Sampo appunto, un oggetto magico in grado di produrre in quantità infinite oro, sale e grano. La miglior capacità del brano è quella di catturare l’ascoltatore con un intro di piano davvero molto pregevole, introducendolo nel mondo del “Kalevala” attraverso delle strofe molto cariche, che però finiscono per sfumarsi in un ritornello tenue e raffinato. Un altro punto a favore di questa opener è anche il growl regalatoci dall’ottima prestazione di Joutsen, bravo ad alternare parti vocali molto dolci ad altre urlate. La seconda traccia è una delle migliori del lotto, “Silver Bride”, che non per nulla è stata scelta come singolo, complice anche il ritornello un po’ easy listening in grado di coinvolgere subito l’ascoltatore, ma comunque sempre lontano dal cadere nella banalità . Una traccia che ricorda “House of Sleep” per la sua immediatezza e per essere molto toccante per tutta la sua durata. La traccia successiva è “From the Heaven of My Heart”, attraverso la quale il sestetto finlandese fa emergere tutta la sensibilità di cui è capace, con un ritornello molto soft e con un assolo davvero emotivo. “Sky Is Mine” invece narra di come Ilmarinen sovrasti il cielo sull’aquila di fiamme, carica di pathos e composta di ottime liriche. La successiva “Majestic Beast” non parla altro che dell’aquila gigante sulla quale il fabbro solca il cielo, con le salde radici Death Metal delle strofe in un possente growl fa ricordare i primi Amorphis, ma recherà una sorpresa su chi la ascolta: un refrain calmo e soffice, che però non risulta fuori luogo, perché fuso alla perfezione con le strofe cantate con voce sporca. Tutto ciò a rendere perfettamente l’idea di un’enorme aquila di fuoco a contrasto con la purezza del cielo azzurro che sta attraversando. “My Sun” è, con “From the Heaven of My Heart”, la traccia più tenue del disco, con il suo sognante ritornello nostalgico e delle emozionanti parti di piano. Successivamente l’attenzione focalizza sull’energia del ritornello, composto di una parte in clean e di una in growl, e su alcune pregevoli venature folk di “Highest Star”. La traccia successiva è la title track, la traccia più potente e maestosa nella sua interezza, composta da un bellissimo intro, cupo al punto giusto. Grandiosa la conclusione con i cori alternati alle linee vocali di Joutsen ancora una volta in growl. A mio parere è una delle migliori tracce del disco. La nona traccia, “Course of Fate”, inizia con la chitarra di Esa che intona note molto tenui e malinconiche, che pervaderanno anche il ritornello della canzone, uno dei più riusciti dell’intero concept. Un brano dove non mancano però la violenza, resa anche esplicita nel testo nel momento in cui viene squartata la moglie di Ilmarinen, e la nostalgia che invece pervade il finale. Sicuramente è uno dei pezzi che merita di più, anche in fatto di liriche, che sono quelle che mi hanno coinvolto di più a livello emotivo. Il disco chiude con “From the Heart I Rose”, un altro buon pezzo dal sapore folk in cui il growl si alterna con le clean e il ritornello si impregna della caratteristica malinconia, ma il punto forte sono i suoi ultimi due minuti dell’assolo, perfetti come chiusura per l’album. Insomma, “Skyforger” è sicuramente uno dei lavori più maturi della band, che però secondo me non raggiunge la bellezza del precedente, che preferisco, anche se credo sia una cosa del tutto soggettiva. In ogni caso, amanti del genere o no, esorto tutti ad ascoltare almeno una volta “Skyforger”, ne rimarrete affascinati, seppure per essere apprezzato appieno richieda più ascolti. Recensione scritta da bossk Voto: 81/100. Recensito da Mythycal il 22/07/2009 Altre recensioni di questo utente:
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||