| Musica -> Death Metal -> Open Fire -> Sipario di notte vestito Disco preferito da 1 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Ouverture: l’Altra Faccia Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Sipario Di Notte Vestito su ebay2. Cancelli della percezione 3. Il peso del cielo 4. Palpebre 5. Sipario 6. L\'ultima parola 7. Mantide 8. Ingiurie all’intelletto 9. Coma 10. Audrey 11. Il cammino della polvere 12 Settimo Sigillo (quadro I) 13 Settimo Sigillo (quadro II) Gli Open Fire, dopo avere raggiunto una certa stabilità di line-up, hanno sfornato il loro primo vero e proprio album ( hanno all'attivo un EP pubblicato nel luglio 2006) intitolato Sipario Di Notte Vestito. Ispirandosi decisamente all'onda “alternative†contemporanea, questi ragazzi emiliani hanno preso spunto da band appartenenti a questo filone musicale come Deftones e Mudvayne. Il sound proposto, si affaccia su vari orizzonti, mescolando anche elementi di gothic rock (presenti nell’esecuzione violini e pizzichi di pianoforte) che rende il tutto abbastanza ispirato. Il popolo ammette che gli Open Fire appartengano al death metal, ma onestamente il loro genere spazia su contesti più ampi, dove gli elementi dell’alternative metal ne fanno da portabandiera. Particolare attenzione viene data ai testi che si dimostrano fin da subito carichi di visioni angoscianti che risaltano a pieno il significato teatrale dell'album, fatto di atmosfere oscure e di una moltitudine di melodie emozionanti. Il songwriting in italiano è una peculiarità che sottolinea una scelta stilistica coraggiosa e che dimostra la voglia di proporre un nuovo tipo di approccio al genere. Dando uno sguardo al lato esecutivo del disco, si scorgono intrecci di linee vocali ben costruite, condite di doppie voci che risaltano la malinconia dei testi. Davide effettua la sua prestazione cimentandosi nell’alternanza di growl, voci pulite e dialoghi che accentuano il visionario songwriting; approccio vocale da perfezionare, ma tutto sommato sembra abbastanza preparato. Le strutture ritmiche create dal basso di Emanuele e dalla batteria di Davide sono solide; tirano bene principalmente nelle parti con più groove e fanno del lavoro di riffing delle chitarre di Andrea e Daniele,un pistone che pompa energicamente e che dona elasticità alle esecuzioni. L’unico rimpianto è che nelle parti più vuote, qualche assolo poteva starci tranquillamente. In linea di massima, la performance strumentale è ok. Essendo il primo lavoro è nomale non sbilanciarsi troppo, ma si può affermare con una certa tranquillità che gli Open Fire hanno iniziato con delle idee di tutto rispetto, lanciando un disco che piacerà particolarmente a chi desidera ascoltare un fresco “Made in Italyâ€. Voto: 75/100. Recensito da InRockWeTrust il 26/05/2010 Altre recensioni di questo utente:
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