| Musica -> Gothic -> Lacuna Coil -> Shallow Life Disco preferito da 1 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
01. Survive Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Shallow Life su ebay02. I Won\'t Tell You 03. Not Enough 04. I\'m Not Afraid 05. I Like It 06. Underdog 07. The Pain 08. Spellbound 09. Wide Awake 10. The Maze 11. Unchained 12. Shallow Life Attesissimo disco per i Lacuna Coil, band che attualmente è la porta-bandiera del metal (ormai rock) italiano all'estero, soprattutto oltreoceano, dove i nostri hanno deciso di registrare e produrre quest'ultimo album (pensate che il produttore è niente di meno che Don Gilmore, già al lavoro con Avril Lavigne e altri "gruppetti" da scatafascio del genere). Stati Uniti che sembrano aver influenzato il sound dei Lacuna, mi rode ammetterlo, ma con una bella dose di pop in stile Madonna (ascoltate per esempio I Won't Tell You, che potrebbe essere benissimo il nuovo singolo di Cristina Aguilera). Ebbene si, di metallo quì ne gira davvero pochissimo, infatti, la proposta del combo è sterzata verso territori pop/rock/alternative, con un minimo di nu-metal che si fa comunque quasi fatica a sentire, sebbene lo stile che contraddistingue da sempre questa grandiosa band, riesca a farsi spazio all'interno del dischetto in questione. ...Se non sbaglio c'è un detto del tipo: "i soldi non bastano mai". Ora io non voglio certo schierarmi in questa fascia di pensiero, però l'impressione che il quintetto stia cercando pian piano di asfaltarsi una strada per ogni classifica mondiale, salta alla mente, come è facile farsi un'idea di come la Century Media possa aver fatto pressione sui nostri, già non troppo a proprio agio nel mondo del metal, e finalmente usciti quasi del tutto da tale catalogazione per allargare di molto le vendite della major. In ogni caso, nonostante le tante critiche che potremmo fare, i Lacuna Coil hanno enormi capacità artistico-compositive, lo denotano ancora una volta, le melodie azzeccatissime (pensate un pò ad I Like It o all'opener Survive, la cui melodia d'apertura sembra assomigliare parecchio a "Samarcanda" del grandissimo Roberto Vecchioni) e il riffing, sempre sorretto da un'ottimale fase ritmica, che, seppur semplice, riesce a dare un bel tocco in più, come d'altronde le due voci, le quali si intrecciano perfettamente (un esempio potrebbe essere The Pain). Dodici tracce degne di arrangiamenti perfetti e curati in ogni singolo frangente, ognuna delle quali potrebbe fungere da vero e proprio singolo d'assalto alle radio in estate. Peccato per due ballads riuscite solo parzialmente (Wide Awake e Shallow Life). Un disco che lascia un pò di amaro in bocca a chi segue la band dagli esordi, ma che si fa ascoltare, ed è di presa diretta da quanto risulta mieloso. Voto: 67/100. Recensito da Hellrob il 06/05/2009 Altre recensioni di questo utente:
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