| Musica -> Thrash Metal -> Sepultura -> Schizophrenia Disco preferito da 35 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Intro 00:33 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Schizophrenia su ebay2. From the Past Comes the Storms 04:57 3. To the Wall 05:39 4. Escape to the Void 04:41 5. Inquisition Symphony 07:16 6. Screams Behind the Shadows 04:51 7. Septic Schizo 04:34 8. The Abyss 01:03 9. R.I.P. (Rest in Pain) 04:39 Testi e Traduzioni Disponibili: Troops Of Doom, R.I.P. (Rest In Pain), Screams Behind The Shadows, Escape To The Void Corre lâanno 1987,il âvirusâ del thrash metal comincia a diffondersi in tutto il globo e a contagiare parecchi gruppi,allâepoca ancora emergenti. Tra questi,ve nâè uno particolarmente illustre che porta il monicker di Sepultura, proveniente dal Brasile. Il giovane quartetto capitanato dallâistrionico Max Cavalera, decide di cambiare le coordinate del proprio sound ,passando da un primordiale e grezzissimo death metal ad un thrash ruvidissimo influenzato dalle sonoritĂ di gruppi come Metallica ,Slayer ed Exciter. Il risultato è un full-lenght di nove tracce(piĂš altre quattro bonus-track nella versione Remasters) intitolato âSchizophreniaâ che nonostante una produzione scarna,risulta essere gradevole e rappresenta,soprattutto,la svolta stilistica-musicale del combo brasiliano(e non sarĂ lâunica nella storia dei Sepultura).Il gruppo infatti risulta essere piĂš maturo, sia sul piano del songwriting ,sia sul piano delle lyrics, abbandonando le velleitĂ pseudo sataniste di âMorbid Visionsâ e âBestial Devastationâ per passare a tematiche decisamente piĂš introspettive e complesse; i demoni interiori di Max Cavalera risultano essere decisamente piĂš spaventosi rispetto a quelli fittizi e anticristiani citati nei precedenti lavori. Per quanto riguarda il songwriting e lâefficacia dei brani,oltre il salto di qualitĂ dei fratelli Cavalera, molto ha giovato al combo brasiliano lâingresso in line-up del talentuoso Andreas Kisser,ex ascia dei Pestilence, al posto del mediocre Jairo T. Il difetto piĂš grosso in questo lavoro riguarda la produzione,che non esalta abbastanza il grosso lavoro dietro le pelli di Igor Cavalera ed azzera praticamente il basso di Paulo Jr.Ma bisogna anche dire che questo fa parte della storia del thrash(âKill Em âAllâ e âShow No Mercyâ insegnano)e il budget dei quattro giovani,peraltro provenienti da situazioni economiche tuttâaltro che agevoli,era decisamente basso per poter permettersi di meglio. Ma passiamo alla musica. Lâalbum si apre con un intro di violini acuti e un tappeto sonoro composto da sintetizzatori che verso la fine(circa trenta secondi) lasciano spazio ad un growl, riprodotto al contrario,di Max Cavalera. Schizofrenia allo stato puro! Subito dopo inizia la prima vera traccia del platter, âFrom The Past Comes The Stormsâ .Un riff sporco e ruvido fa da pilastro portante e ad esso si poggiano le ficcanti percussioni di Igor Cavalera e la sgraziata,ma possente, voce di Max; al secondo minuto,un cambio di tempo con conseguente accelerazione della sezione ritmica,ci porta al primo assolo dellâalbum,decisamente azzeccato,ad opera di Kisser. Entusiasmanti i riff al terzo minuto e 40, thrash allo stato puro!Segue âTo The Wallâ;le coordinate sono praticamente le stesse della traccia precedente. Riff portante per una ventina di secondi,quindi spazio ad una sezione ritmica acerba ma allo stesso tempo dinamica. Al minuto e dieci parte a briglia sciolta la prima accelerazione seguita da un rallentamento e successivo mid-tempo con pattern di doppia cassa;quindi si inserisce Kisser,che con un assolo rimarchevole,ci delizia per 30 secondi buoni. âTo The Wallâ in sostanza risulta piĂš complessa di âFrom The Past Comes The Stormsâ pur seguendone la stessa formula. La traccia si conclude con un Igor Cavalera sugli scudi,anche se la sua doppia cassa assume un suono che definirei tra il piatto e il âpastosoâ. âEscape To The Voidâ si apre con un Kisser subito in risalto,grazie ad un assolo intricato che ben si sposa con la ritmica di Max Cavalera,allâapparenza piĂš cadenzata rispetto ai precedenti episodi;infatti non si fa in tempo a pensarlo che al minuto e 10 parte una sezione ritmica nella quale si distinguono una serie di riff poco ortodossi seguiti da un efficace rullata di Igor Cavalera. Il meglio che la traccia riesce a sprigionare,lo troviamo al secondo minuto e 40,con il solito Kisser pronto a sciorinare una serie di assoli intelligibili e con la ruvida voce di Max che forma un tuttâuno con la sua chitarra ritmica;il risultato è una cavalcata metallica dal suono crudo,ma allo stesso tempo,coinvolgente. La definitiva prova di maturitĂ dei Sepultura la si ritrova in âInquisition Symphonyâ, probabilmente la miglior traccia strumentale mai composta dal combo brasiliano. Si inizia con un tappeto sonoro di soli sintetizzatori,seguito dal soave arpeggio di chitarra acustica dellâonnipresente Kisser che introduce la rhythm guitar di Max,poi,al secondo minuto,la vena thrash del gruppo riprende sopravventoâŚle chitarre formano un muro sonoro da applausi,con riff chiaramente esportato dalla Bay Area.Al terzo minuto e 15 è ancora Kisser a deliziare i nostri timpani con un altro azzeccatissimo assolo. Dopo il quarto minuto,pattern di doppia cassa si incastrano a meraviglia con una serie di assoli ben ricamati. Da lĂŹ in poi una serie di âstop and goâ ci trascinano fino alla fine(oltre i sette minuti)di questa ottima traccia strumentale. Ottimo pezzo ,nulla da eccepire;la definirei come la âCall Of Ktuluâ dei Sepultura. Segue âScream Behind The Shadowsâ con il riff-maker Max Cavalera sempre in primissimo piano,accompagnato dalla doppia cassa del fratello Igor. Dopo mezzo minuto ,un ottimo arrangiamento chitarristico fa partire lâennesima sfuriata dellâalbum,per poi ritornare ad una serie di âstop and goâ. Allâinterno di questo brano,in alcuni tratti di sezione ritmica,si sentono partiture quasi death metal,che ritorneranno anche nel capolavoro Arise;i vecchi tempi non si scordano mai. Fate molto attenzione al pezzo,in particolare dal terzo minuto e mezzo in poi:lâennesimo assolo di Andreas Kisser,accompagnato dallâincessante drumming di Igor e dalla chitarra ritmica di Max rappresenta,a mio avviso,una perfetta anticipazione di ciò che i Sepultura partoriranno con âBeneath The Remainsâ. âSeptic Schizoâ è il pezzo dove,seppur con qualche difficoltĂ ,si riesce a sentire meglio il basso di Paulo Jr.Questa settima traccia,è caratterizzata dalla presenza di una ritmica decisamente Slayer-oriented. Il riff presente dopo il primo minuto sembra essere stato preso direttamente da album come âHell Awaitsâ o âReign in Bloodâ (e scusatemi se è poco!). Persino gli assoli di Kisser,talvolta rumoristici,sembrano figli illegittimi di Mr. Kerry King.Il pezzo risulta essere assolutamente efficace,nonchĂŠ,a mio avviso,uno dei pezzi forti dellâalbum. Con lâarpeggio di chitarra acustica da parte di Andreas Kisser nella strumentale âThe Abyssâ, i Sepultura dimostrano di saper contrapporre alla velocitĂ una spiccata componente melodica. Ma il tempo per rilassarsi dura poco piĂš di un minuto;infatti segue subito âR.I.P. (Rest In Pain)â ,una vera mazzata sonora,un concentrato di brutal thrash che non lascia scampo allâascoltatore;una tortura sonica senza ostentazioni con imprevedibili cambi di tempo e assoli ultra veloci che danno luogo a delle vere e proprie sfuriate intessute allâinterno dello schema compositivo. Al termine di tutto, si può anche sorridere,sentendo la canzoncina da giostra inserita come outro della tracciaâŚaltro sintomo di Schizofrenia! Si passa quindi alla prima delle quattro tracce bonus presenti nella versione rimasterizzata dalla Roadrunner:la celebre âTroops Of Doomâ, pezzo storico dei Sepultura continuamente riproposto in sede live ancora oggi, sia dagli stessi Sepultura,sia dai Soulfly di Max Cavalera.La versione presente in questo platter è la riproposizione,targata 1990, dellâoriginaria song apparsa su âMorbid Visionsâ .Fa sicuramente effetto sentire il contrasto tra la produzione di questo pezzo e quella di tutte le altre tracce dellâalbum:un vero e proprio abisso. La nuova âTroops Of Doomâ ha un suono molto vicino a quello di âBeneath The Remainsâ e risulta essere nettamente superiore alla versione originale. Messo ben in risalto il drumming pulito di Igor e la chitarra di Max;insomma un classico da ascoltare e riascoltare. Non si fa in tempo ad assaporare la pulizia sonora di questa decima traccia,che subito, come da contro altare, si arriva allâundicesima e ruvidissima song: âThe Past Reborns The Stormsâ,la demo-version di âFrom The Past Comes The Stormsâ. Versione decisamente piĂš cruda e corrosiva della futura,con una produzione quasi alla âBestial Devastationâ. Infine troviamo i due rough-mix di âSeptic Schizoâ e âTo The Wallâ,riproposte senza vocals,basso e lead guitar,dove vengono messe in risalto le prove dei due fratelli Cavalera,con Igor alla batteria e Max alla rhythm guitar. In conclusione, questâalbum ,seppur poco considerato da molti,è un lavoro dâimportanza storica notevole, che sicuramente non può competere con i due successivi capolavori(âBeneath The Remainsâ ed âAriseâ)ma che rappresenta un importante passo avanti dal punto di vista stilistico-musicale,nonchĂŠ sul piano della maturitĂ , di questo storico combo sudamericano. Line Up: Max Cavalera: vocals, rhythm guitar; Andreas Kisser: lead guitars, acoustic guitar, backing vocals; Paulo Jr.: bass; Igor Cavalera: drums Henrique: all synthesizers; Paulo Gordo: violins. Voto: 76/100. Recensito da Cadavere il 21/06/2006 Altre recensioni di questo utente:
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