Iced Tears - CD Metal - Scars Of The Crucifix
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Deicide - Scars Of The Crucifix (cd cover)
Disco preferito da 23 utenti
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Band:Deicide
Disco:Scars Of The Crucifix
Anno:2004
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Abbiamo dovuto aspettare ben sette anni prima che Glenn Benton rimettesse la testa a posto e rifacesse le cose sul serio. I Deicide sono tornati Deicide. Molti infatti,dopo aver ascoltato album come “Insynerate Hymn” e “In Torment In Hell”,ne avevano decretato la morte,e come dargli torto! Due lavori(se così vogliamo chiamarli)che hanno rovinato una discografia di altissimo livello,in cui figuravano capolavori del calibro di “Deicide” e “Serpents Of The Lights”,senza dimenticare gli ottimi “Legion” e “Once Upon The Cross”. E se “Insynerate Hymn” vedeva,oltre ad un alleggerimento del sound,una palese mancanza di idee, “In Torment In Hell”,che qualche idea l’aveva,veniva malamente castrato da una produzione che definire oscena è poco! “Scars Of The Crucifix” è così il nono full-lenght di casa Deicide,includendo la raccolta “Amon, Feasting The Beast” e il live “When Satan Lives”. Con una line up oramai consolidata nel tempo,con Benton al basso e alla voce, Eric e Brian Hoffman alle chitarre e Steve Asheim alla batteria,i Deicide,in poco più di mezz’ora vomitano fuori nove tracce di puro e blasfemo death metal che ci rimandano di sette anni indietro nel tempo. Una delle cose più importanti ,oltre al ritorno a sonorità decisamente apprezzabili,è sicuramente il cambio di etichetta; infatti ,dopo quasi 14 anni di sodalizio con la Roadrunner,i Deicide passano alla Earache. Questo “Scars Of The Crucifix” rappresenta una delle migliori uscite in campo death metal,di tutto il 2004,inferiore soltanto al capolavoro dei ben tornati maestri Suffocation (“Souls To Deny”)e all’ennesima bestialità dei Cannibal Corpse(“The Wretched Spawn”).E’ sicuramente il miglior ritorno che Benton e soci ci potessero proporre. Un album diretto,blasfemo, malvagio con la malefica voce di Glen che ,come da suo stile, si sdoppia a mo di posseduto,la batteria di Steve Asheim,veloce e chirurgica come ai bei tempi e dalla doppia cassa onnipresente, il muro di chitarre dei due Hoffman,con riff veloci e compatti, mid-tempo eccellenti e con una buona dose di solos di vecchio stampo slayeriano. L’album si apre con la title track(nel cui video, Benton si presenta in versione “Renegade”)nonché una delle migliori song di questo platter,le cui componenti citate prima si amalgamano benissimo; una traccia di ottimo livello,dove il vocione di Glen sembra provenire direttamente dagli inferi,e alla quale affiancherei sicuramente song come “Conquered By Sodom”, “When Heavens Burn” e “From Darkness Come”. Inutile fare l’analisi traccia per traccia di questo lavoro, procuratevelo e noterete come suoni maledettamente Deicide!Veramente un ottima prova del combo statunitense,non molto lontano dall’essere un capolavoro,sicuramente,visto i due precedenti lavori, questo suona come un miracolo!Grazie a questo ottimo album i Deicide escono dal baratro nella quale si erano gettati ed il death metal ritrova una delle sue band storiche e più rappresentative. La speranza per il futuro è che il gruppo non commetta più gli errori del passato e prosegua verso questa strada…Fuck Your God!!!

Voto: 89/100. Recensito da Cadavere   il 03/06/2006

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