| Musica -> Thrash Metal -> Metallica -> Ride The Lightning Disco preferito da 223 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. - Fight Fire With Fire Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Ride The Lightning su ebay2. - Ride The Lightning 3. - For Whom The Bell Tolls 4. - Fade To Black 5. - Trapped Under Ice 6. - Escape 7. - Creeping Death 8. - The Call Of Ktulu Testi e Traduzioni Disponibili: Fade to Black, Fight Fire With Fire, Trapped Under Ice, For whom the Bell tolls, Ride The Lightning, Creeping Death, Escape Con "Ride the Lightning", i Metallica compiono un balzo in avanti in termini di professionalità davvero ragguardevole. Infatti, se i fan erano rimasti strabiliati dalla durezza e dalla velocità di un album come "Kill'em All", di fronte a questo secondo full-lenght c' è da rimanere davvero a bocca aperta. La produzione, tanto per cominciare: decisamente più curata e raffinata rispetto al primo, è elastica ma al contempo esplosiva, dato che nel disco, stemperata un po’ la furia iconoclasta del predecessore, si alternano senza problemi episodi più meditati ad altri decisamente più aggressivi, il tutto sotto l'egida di una precisione e una tecnica ancora maggiore. Il riscontro di tutto ciò lo si può ritrovare già a partire dalla prima traccia, "Fight Fire with Fire": dopo una gentile schitarrata acustica che termina in dissolvenza, compare, in un crescendo di tensione, quello che è sicuramente il riff più duro e veloce mai composto dal gruppo fino ad allora, accompagnato da una batteria decisamente martellante e ossessiva. James canta (con voce un pò ringhiosa e rauca, anche se decisamente migliorata rispetto KEA) l' esaltazione della violenza e della vendetta, anche nel caso della minaccia di una guerra nucleare che potrebbe distruggere il pianeta; l'assolo di Kirk è perfetto nell'accrescere la tensione che il brano vuole trasmettere, che infine sfocia nella ripetizione ossessiva del titolo. Il brano termina con il rumore di una testata nucleare che precipita ed esplode, poi di colpo inizia la title-track: questa è principalmente un intenso mid-tempo che presenta un ritornello molto melodico e coinvolgente, e un testo a mò di “flusso di coscienzaâ€, narrante lo stato d' animo di un condannato alla sedia elettrica (questa è presente anche nella copertina, davvero eccellente nel trasmettere soggezione: il classico logo della band è percorso da una scarica elettrica dovuta a dei fulmini che colpiscono anche una sedia elettrica sullo sfondo del cielo cupo, occorre però tenere presente che non è una condanna della pena capitale, come ad esempio sosterrà James, affermando che nella traccia vuole solo trattare lo stato d'animo di una persona condannata a morte ingiustamente). La parte centrale del brano però è a dir poco entusiasmante, in quanto propone un cambio di tempo guidato da un paio di riff velocissimi e un' assolo decisamente fulminante che dura la bellezza di due minuti circa. La traccia successiva, l' esaltante "For Whom the Bell Tolls", è un altro mid-tempo decisamente duro: dopo l'introduzione (guidata prima da un solo di basso di Cliff, poi da delle vivaci armonie di Kirk) entra, in un crescendo d'attesa, uno dei riff più coinvolgenti mai prodotti dal gruppo, e che si riaffaccerà nei ritornelli successivi. Il testo è ispirato dall' omonimo romanzo di Hernest Hemingway, "Per chi suona la campana", narrante le vicende di un gruppo di anti-fascisti nella guerra civile spagnola; potrebbe anche essere considerato il primo brano "impegnato" dei Metallica, dato che vi è un' esplicita critica alla follia della guerra. Dopo l'outro a suon di campane, compare un pezzo che meravigliò non poco i fan della band, la triste semi-ballad "Fade to Black". Un anelito intorno questa composizione riguarda il fatto che essa, trattando il difficile tema del suicidio a causa della sofferenza che provoca la vita, spinse diversi ammiratori della band con gravi problemi esistenziali a ringraziare i quattro cavalieri per averli salvati dal compiere gesti sconsiderati, ma al contempo arrivarono anche lettere di fan più estremisti che si volevano suicidare a causa del brano, che ritenevano essere troppo sdolcinato!!! Tuttavia esso fu poi ben accetto da tutti i loro seguaci, anche perchè è un'episodio singolo (decisamente ben fatto e strutturato tra l'altro) e non manca poi quel tocco di durezza che allontana il brano dalla sdolcinatezza pop, e anzi diventerà addirittura un classico del repertorio. Al quinto posto troviamo "Trapped under Ice", un pezzo molto veloce e al contempo melodico, grazie soprattutto al ritornello dai toni alti. Il testo claustrofobico è molto curato e cantato addirittura quasi con allegria. Successivamente c'è un altro mid-tempo, "Escape", un pezzo che invita appunto a fuggire dalla conformità della vita sociale e a mantenere il proprio personale modo di vivere. E’ un brano decisamente accattivante, anche se non proprio fondamentale, che prima di terminare ci regala un outro in dissolvenza sulla scorta di James che sussurra con voce profonda frasi inneggianti alla libertà personale. A questo punto troviamo la traccia che la maggior parte dei fan considera come la più bella dell' album, la mitica "Creeping Death": non sarà velocissima, ma rimane comunque abbastanza rapida da rientrare in ambito thrash, anche grazie a due sfuggenti riff che obbligano l' ascoltatore all' headbanging forzato. Le liriche a carattere apocalittico di James, narranti le varie vicende delle piaghe d' Egitto, sono assolutamente esaltanti, ma il brano presenta anche un ritornello molto melodico e ben cantato, per non parlare poi della parte centrale del pezzo: dopo l’ allegro assolo di Kirk, comprendente un finale in doppio tapping velocissimo, segue un pesante riff lento, pesante e maestoso, che fa da sfondo al racconto dell’ angelo della morte (chiamato "morte strisciante", come suggerisce il titolo) che ci narra, accompagnandosi ad un martellante "Die", cantato sempre dal pubblico in sede live, le sue azioni omicide. Dopo la poderosa conclusione, dei sibili di vento preannunciano l'arrivo della lunga composizione successiva, l' inquietante "The Call of Ktulu", paradossalmente segnalata su alcune copie mal stampate dell' album come "The Cat of Ktulu". E' un brano totalmente strumentale (il primo in cui i Metallica suonano tutti insieme) che comincia con degli arpeggi veramente inquietanti: in effetti il brano è ispirato al mitico mostro dal volto tentacolare Chtuluhluh, il “Grande Antico†che tanto aveva tormentato i sonni dello scrittore horror H.P. Lovecraft (e non solo…), autore amato da Cliff, che evidentemente lo fece conoscere al resto del gruppo. Il resto della composizione è veramente ipnotico e d' atmosfera, ed era considerata il modo migliore per concludere l' album in modo trionfale. In definitiva, un lavoro veramente eccellente, un classico immortale che si avvicina di molto alla perfezione assoluta. Peccato per “Escapeâ€, a mio avviso l’unico episodio un po’ sottotono rispetto al resto dell’album. Voto: 95/100. Recensito da born to grind il 26/09/2006 Altre recensioni di questo utente:
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