Powerslave

Anno
1984
Tracklist
1. Aces High (Harris)
2. 2 Minutes To Midnight (Smith/Dickinson)
3. Losfer Words (Harris)
4. Flash Of The Blade (Dickinson)
5. The Duellists (Harris)
6. Back In The Village (Smith/Dickinson)
7. Powerslave (Dickinson)
8. Rime Of The Ancient Mariner (Harris)
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Voto:
97/100
Quando si parla di Iron Maiden, come tutti sanno, ci si deve rendere conto che non si parla di una band qualunque…..qui si parla di una band che non solo ha contribuito in modo impressionante all’heavy, ma che ha rivoluzionato e dato una botta di vita alla musica in generale; quindi non si puo’ assolutamente non considerare questo loro quinto album studio: Powerslave appunto.

Questo disco è un capolavoro del genere, maestoso ed egregiamente interpretato, come solo la Vergine di Ferro ha saputo fare, raggiungendo cosi’ sonorita’ tirate ed aggressive davvero uniche.

L’album è composto da 8 brani imponenti proprio come la copertina del cd, dove è rappresentato, in uno scenario “egiziano” , all’ombra di una piramide, un tempio faraonico di Eddy (la mascotte di casa Maiden) che viene venerato dai suoi sudditi.

Si aprono le danze con “Aces High”, che sicuramente non ha bisogno di presentazioni in quanto ogni singolo fan dei Maiden sulla faccia della terra ne conosce a memoria ogni singola nota, per non parlare del grandioso e inconfondibile riff iniziale; struttura perfetta, compattezza musicale, melodia, ottima performance vocale del grande Bruce…unica.

Si passa poi a “2 Minutes to Midnight”, che come “Aces High”, ha una vena di ottimo Heavy metal ben strutturato ed eseguito; brano davvero molto bello, dove Dickinson mostra una buona parte di se, ammaestrando acuti difficili da eseguire e da mantenere in piedi, con un risultato vacale ottimo.

La seguente “Losfer Words (Big 'Orra)”, è un brano strumentale molto buono, dove Smith e Murray si divertono molto con le loro chitarre, producendo una buona dose di melodia (punto focale della musica dei Maiden), facendo acquistare al brano un’ottima allegria musicale.

“Flash of the Blade” ha inizio con un riff tagliente, che porta l’ascoltatore a porre la propria attenzione al susseguirsi del brano, fino ad arrivare al ritornello, dove compare una doppia voce ben curata, che valorizza la vocalità di Dickinson.

La seguente è “The Duellist”, brano dove sono presenti le chitarre che creano una sorta di “doppia voce” che non dispiace; il brano ancora una volta, è interpretato e tirato da Bruce in ottimo modo grazie agli altissimi acuti del singer; molto fluida è “Back in the Village”, song valorizzata da riff dal sapore hard rock, che sembrano vogliano sottolineare i gusti con cui è nata e si è evoluta la Vergine di Ferro. Buon pezzo anche se poco conosciuto agli ascoltatori saltuari dei Maiden.

Il settimo brano è quello che da’ il nome all’album, “Powerslave” che si apre con un’atmosfera particolare, urla e risate alquanto sinistre; l’intro prosegue con le chitarre che creano una melodia che sembra ricordare appunto l’antico Egitto. Il brano è molto convincente, interpretato e costruito in maniera davvero molto ispirata, fondendo durezza e melodie, e ricreando nell’ascoltatore una vera e propria atmosfera accattivante e cupa. Anche i musicisti fanno del loro meglio …. e appunto per questo, bisogna per forza citare i passionali assoli di chitarra che vengono egregiamente eseguiti e interpretati con una carica unica d’emozione …. ottima prestazione.

L’album si chiude con “Rime of the Ancient Mariner”, brano che con i suoi oltre 13 minuti si ispira ad uno dei grandi capolavori della letteratura inglese (The Rime of the Ancient Marine di Samuel Taylor Coleridge ), evidenziando cosi’ non solo un’ottima attitudine alla musica, ma anche un ottimo interesse alla letteratura e alla cultura. Come “Powerslave”, questo brano cerca di evidenziare atmosfere cupe ed epiche; infatti l’ascoltatore si immerge in un ascolto profondo e ansioso, dove viene ricreato uno scenario(specialmente intorno ai 5 minuti, dov’è presente un intermezzo composto sapientemente da Harris) in cui si avverte dolore, paura, attesa, ma anche speranza, ricreando impeccabilmente così le sensazioni dell’anziano marinaio descritte sia nel brano dei Maiden che nell’opera di Coleridge . In questo pezzo, si puo’ notare un impegno da parte di tutti i musicisti, che contribuiscono in modo importante alla musica e fanno rivivere le sensazioni della speranza, precedute da situazioni emozionali molto pesanti e dubbie.

Si puo’ concludere che quest’album è un ulteriore passo avanti della carriera di una band che ha contribuito con i 4 album precedenti, alla crescita indiscussa di un genere che loro sanno rappresentare ed interpretare nel migliore dei modi. La Vergine di Ferro ha sempre saputo svolgere il compito di portabandiera nella composizione di album unici e insostituibili, e ”Powerslave” è uno di questi …... da libro di storia.
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