| Musica -> Power Metal -> Stratovarius -> Polaris Disco preferito da 4 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
01. Deep Unknown Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Polaris su ebay02. Falling Star 03. King Of Nothing 04. Blind 05. Winter Skies 06. Forever Is Today 07. Higher We Go 08. Somehow Precious 09. Emancipation Suite: I Dusk 10. Emancipation Suite: II Dawn 11. When Mountains Fall Dodicesimo-attesissimo disco per gli Stratovarius, reduci da un cambio significativo di line-up, non certo numericamente parlando, ma di indubbia qualità , che vede l'allontanamento di Timo Tolkki (fondatore della band), il quale, di conseguenza, ha fondato i Revolution Renaissance, che hanno prodotto già un album e via dicendo... Polaris vede la luce esattamente a quattro anni dal precedente omonimo disco, sicuramente il peggiore della band. Quattro anni sono un bel pezzetto di tempo per ragionarci sopra, rivedere gli sbagli commessi, ritrovare l'ispirazione perduta ecc. Eppure, ascoltando quest'ultimo disco, sembra che l'unico con un pò di ispirazione, per lo meno vocale, sia Timo Kotipelto, in forma e capace di una buonissima prova al microfono, che però, ovviamente, non basta per capovolgere in modo drastico il valore di un dischetto che, per essere considerato di valore, avrebbe bisogno di un booklet d'oro, visto che musicalmente non c'è quasi niente di veramente apprezzabile. Era da immaginarselo, cambio di chitarrista, e il nuovo arrivo, al posto di incrementare la scarsa ispirazione di fondo del gruppo, si accontenta di fare quanto basta per vendere un buon numero di copie, riciclando praticamente qualche manciata di riff e un pò di melodie dai precedenti album, e provando a buttarci sopra alcuni arrangiamenti di tastiera quasi mai azzeccati. Insomma, mancanza di idee quasi totale, che si salva leggermente perchè la band bene o male, sa suonare come si deve. Purtroppo c'è anche da notare una banalità di fondo che vede un ascoltatore capace di prevedere quasi ogni virgola del disco, se non per i solos, con ritornelli scontatissimi, spesso costituiti da coretti a mio avviso un pò modaioli, strofe spesso leggere e noiose (in cui, per fortuna, il cantante salva la situazione), tastiere alle volte ai limiti dell'industrial, come se bastassero due accordi di synths "innovative" per cambiare il tutto, tracce come l'opener, che magari partono con un riffone più pesante e dopo i trenta secondi di intro si affievoliscono diventando pappa-molla, per non parlare dell'impatto di fondo che è pari a zero, se non per qualche ritornello, come già detto, da hit di All Music. L'album in questione, tra l'altro, finisce praticamente con tre ballate di seguito, pensate un pò che due palle ci si fa ascoltandolo. Questo è Polaris. C'è davvero poco, troppa poca decenza in un album così atteso e partorito in tanto tempo, una vera delusione per i fans accaniti, i quali comunque apprezzeranno un pochino, ma due canzoni abbastanza riuscite ed esenti da cali drastici non bastano per un ascoltatore neutrale. Se volete una conferma, ce l'avete: gli Strato dicono addio alla scena power. Di power, per grazia del signore, ce nè di molto superiore! Voto: 55/100. Recensito da Hellrob il 19/05/2009 Altre recensioni di questo utente:
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