| Musica -> Heavy Metal -> Death SS -> Panic Disco preferito da 6 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Paraphernalia 02:10 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Panic su ebay2. Let The Sabbath Begin! 04:27 3. Hi-Tech Jesus 04:30 4. Lady Of Babylon 05:07 5. Equinox Of The Gods 06:31 6. Ishtar 05:30 7. The Cannibal Queen 03:48 8. Rabies Is A Killer! (Agony Bag cover) 04:00 9. Tallow Doll 05:29 10. Hermaphrodite 03:47 11. Panic 05:42 12. Auto Sacramental 01:07 Tempo totale 52:08 Testi e Traduzioni Disponibili: Hi-Tec Jesus Nuovo millennio, nuove idee e nuove ispirazioni per i nostrani Death SS. Esce PANIC, disco che segna un cambiamento (accennato nel precedente DO WHAT THOU WILT) di una band storica ormai attiva da un bel po’, che dopo anni di onorato servizio, lavora ancora ottenendo un lavoro ben fatto. Serio e melodico, senza mai sfiorare la banalità e per tutta la sua durata, sempre carico di carisma. La band del vampiro Sylvester, torna in veste rinnovata e fresca fresca di sperimentazioni elettro-gotiche. I cancelli di PANIC si aprono con “Paraphernalia”, 2 minuti surreali e atmosferici che introducono (con tanto di citazioni di Mr.Crowley e LaVey) “Let the sabbath begin”, song che si ricorda dopo il primo ascolto, riff iniziale orecchiabile e coro grintoso. Tutto ok. Il full-lenght è caratterizzato da un sound d’avanguardia, dove suoni ed effetti elettronici fanno da ingrediente segreto in un piatto musicale davvero appetitoso; né sono un esempio palese “High-tech Jesus” e “Lady of Babylon”, due canzoni veramente azzeccate, ricche di suoni futuristici e di carica emotiva. La prima citata ha un spirito alquanto dark-glam. Fascinose sono “Equinox of the gods”, pompata da una decadenza che la rende imponente (in cui è presente un lavoro solista di chitarra molto bello)e “Ishtar”, che racchiude delle sonorità industrial che respirano bene tra le atmosferiche gotiche. La più glam “The Cannibal Queen” e “Panic”, sono animatamente ritmate, dall’anima heavy che ricorda molto gli anni ’80. “Tollow Doll” è una canzone cattiva e carica di aria malefica affidata alle atmosfere elettroniche, che in questo caso dovrebbero essere apprezzate da chiunque. Ben riuscita l’interpretazione di "Rabies is a killer", brano degli Agony Bag rivisitata in convincente. Rispetto al resto, “Hermaphrodite” è meno attraente, forse perché ha un variazione di stile sostanziale, quindi anche all’orecchio più aperto alle sperimentazioni, può sembrare un tantino eccessiva. “Auto Sacramental” segna la fine del disco, sempre recitata con grande stile (come nell’intro “Paraphernalia”) dal Maestro Alejandro Jodorowsky. Sylvester ha una profondità davvero da invidiare: è totalmente immerso emotivamente in quello che canta e non delude in nessuna canzone. ll lavoro di Bandera alla chitarra, che si sente abbastanza bene in tutto il lavoro di accompagnamento, è molto conciso. Da sottolineare le parti soliste, molto piacevoli e sentite. Il duo ritmico di Chain e Sose è incisivo e preciso, ma se il loro sound fosse stato leggermente più pomposo non avrebbe guastato. Il lavoro di tastiere di Oleg è perfetto, in sintonia con il resto, sempre attento e minuzioso. PANIC è un disco appartenente alla nuova era della Horror – Music, ispirata e d’avanguardia, che fa guadagnare molti punti alla band, risaltando in maniera netta la creatività sprigionata dalle menti dei Death SS. Davvero una buona prova per questa band italiana storica che sicuramente ha ricevuto davvero poco per quello che ha creato e a cui ha contribuito. Voto: 84/100. Recensito da InRockWeTrust il 01/09/2009 Altre recensioni di questo utente:
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