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Nuovo acuto per i nostrani SPITE EXTREME WING. Argento e la sua creatura (completano la line-up Azoth al basso e Rigel alla batteria) ritornano alla ribalta con questo “Non dvcor,dvco”, capace di oscurare il pur ottimo debut-album “Magnificat”. Tutto funziona alla perfezione in questo lavoro, tanto che una “novità” come può essere il cantato in italiano sembra invece una collaudata consuetudine. L’album, registrato in una costruzione rurale, Forte Geremia, ci presenta un gruppo al massimo della forma e della vena compositiva; il suono è grezzo e sporco il giusto, e allo stesso tempo riesce ad essere glaciale e atmosferico. Prova ne è “Decadenza”, pezzo strumentale che ipnotizza l’ascoltatore con una melodia malata; o “In su la vetta”, con il suo riffing tagliente e ossessivo che molto deve ai darkthrone di “Transylvanian hunger”
“Non dvcor,dvco” affascina comunque nella sua interezza e per la capacità di trasmettere emozioni nuove ad ogni ascolto, caratteristica questa essenziale per un album di black metal
Una splendida gemma nera a cui è doveroso prestare attenzione. In silenzio e con devozione
Voto: 100/100. Recensito da iconoclasta il 01/10/2005 Il miglior lavoro dei genovesi Spite Extreme Wing è uno dei capolavori black della scena moderna.
Ricco di phatos, registrato a Forte Geremia, mantenendo il riverbero naturale, raggiunge vette altissime in quanto a composizione e testi, che assumono un forte valore filosofico. Inoltre si nota un perfetto cantato di Argento in italiano, cosa poco consueta ma di grandissimo impatto. Inoltre alla batteria troviamo Rigel che lavora splendidamente in ogni singolo istante dell’opera, e al basso Azoth, come già nel precedente lavoro Magnificat. Il brano di apertura “A Chi l’Ignoto” è un introduzione perfetta all’incredibile “Non Dvcor, Dvco”, brano che trae ispirazione dall’impresa di Fiume, a cui partecipò anche D’Annunzio. Un riffing semplice ma che suscita un sentimento strano nell’ascoltatore. Il testo poi è un inno all’uomo e alla sua aggregazione, coma ha spiegato argento in una sua intervista, che parte da solo (“marcio da solo”) per poi riunirsi ai suoi simili (“attraggo corpi” e “legione”). Segue la stratosferica “In Su La Vetta”, 9 minuti di viaggio oltre le nuvole. Anche qui riffing tagliente e ossessivo, e un lavoro di batteria davvero espressivo. Ci ritroviamo di fronte dopo questa magnificenza alla “Torre Del Silenzio”, un capolavoro che con i suoi stacchi e ripartenze trasmette grandissime emozioni, brividi lungo la schiena. Eccezionali i momenti in cui Argento grida “Dio è silenzio”. E quindi arriviamo alla intimistica “Decadenza”, un brano da ascoltare nel silenzio della propria anima, che si ispira alle riflessioni di J. Evola. Infatti questo pezzo è la messa in musica di una sua passeggiata a Vienna, nel 1945, durante la quale rimase coinvolto in un bombardamento e perse l’uso delle gambe. Nella seconda parte del brano sono contenute tracce di psicofonia. Si giunge quindi alla devastante “Disperazione- Il Ciclo Si Chiude”, oppressiva e pesantissima nel suo ossessivo riffing ripetuto per i circa 9 minuti e mezzo del brano. Un inno alla decadenza e fragilità dell’uomo, come il testo mirabile ci suggerisce. Infine abbiamo “Il Sole di Notte e La Rivolta” veloce e intrepida grazie ad un Rigel davvero in forma. Così si chiude un’opera che credo sia migliore della metà della produzione scandinava odierna. Semplicemente un pezzo che non deve mancare alla collezione di ogni buon Blackster. Per comprenderlo appieno c’è bisogno di alcuni ascolti ma quando se ne scopre la grandezza non lo si abbandona più.
Voto: 100/100. Recensito da the minstrel il 10/07/2006 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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