| Musica -> Black Metal -> Blut Aus Nord -> MoRT Disco preferito da 0 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Chapter I 06:04 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Mort su ebay2. Chapter II 04:44 3. Chapter III 05:08 4. Chapter IV 05:41 5. Chapter V 06:35 6. Chapter VI 05:01 7. Chapter VII 06:38 8. Chapter VIII 07:19 L’abbraccio della nera signora è arrivato. L’annullamento è dietro l’angolo, ed è impossibile spiegarlo, non esistono parole umane per lo stato finale di grazia che ad ogni uomo è concesso. Sembra che sia questo il messaggio che i Blut Aus Nord vogliono lasciare all’ascoltatore con questo “MoRT”, malgrado la band francese non ci aiuti in questo senso, titolando ogni brano con un semplice “Chapter” numerato e rendendo inaccessibili i testi. Poco male, perché di cose interessanti a livello musicale su questo disco ci sono da dire. Innanzitutto sembra che la band abbia evitato di adagiarsi sui facili (un vero proprio eufemismo) allori del precedente capolavoro “The Work Which Transforms God”, preferendo premere sul lato sperimentale della proposta, con la sicurezza di chi è realmente in grado di manipolare certe sonorità . Dove in principio il black metal glaciale e distorto stava a mollo nell’elettronica, ora ne viene totalmente avvolto, affogando in un oceano fatto di industrial, ambient e tentazioni drone. Il riffing dissonante si fa più ossessivo, le ritmiche lugubri si fanno campionate, la voce si sovrappone spesso a se stessa, creando un effetto cavernoso di pure terrore. “MoRT” crea la bestialità mantendendo il suo essere cerebrale all’estremo. Qui il concetto di armonia è inesistente, la melodia in senso stretto è dimenticata, le strutture sono confuse fino a toccare l’assurdità , la maestosità sta tutto nel sovrumano incedere della dolorante fine dell’essere. Tutto qui dentro sembra plagiato nei suoni disturbanti, andando spesso e volentieri oltre le barriere metalliche, ignorandole come se non esistessero. Sussurri e lamenti accompagnano i brani in un marasma sonoro unico senza eguali, impiantato su una struttura ritmica che puzza di doom, inanellato nel religious spaziale tipico dei nostri. E’ questo quello che risalta nei vari “Chapter”, e ogni sforzo per distinguerli sembra inutile. Inutile come l’essere precisi nello spiegare come suona “MoRT”, per comprenderlo realmente bisogna metterselo sul lettore e ascoltarselo fino alla nausea. Certo, sicuramente questo incubo in formato compact disc non è certo un lavoro di facile assimilazione, in quanto è fruibile come può esserlo un autocarro. “C’est la vie” direte voi. Nulla di più errato. “C’est la MoRT”. Voto: 75/100. Recensito da Tristan il Necrofilosofo il 12/03/2009 Altre recensioni di questo utente:
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