| Musica -> Heavy Metal -> Metal Church -> Metal Church Disco preferito da 34 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Beyond The Black Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Metal Church su ebay2. Metal Church 3. Merciless Onslaught 4. Gods Of Wrath 5. Hitman 6. In The Blood 7. (My Favorite) Nightmare 8. Battalions 9. Highway Star Testi e Traduzioni Disponibili: Metal Church, Beyond The Black, Battalions, Gods Of Wrath Ogni volta che ascolto questa perla, ogni volta che le note immortali di Metal Church (la canzone), mi assalgono, donandomi una sensazione di potenza incommensurabile, mi domando stupito come sia possibile che un disco di tale caratura sia rimasto sepolto, confinato al ruolo di disco di culto. Eppure non sarebbe mancato veramente niente perché sfondasse e sopravvivesse all’ ondata grunge che spazzò via tutto (o quasi). Metal Church è tutto ciò che si poteva trovare negli anni ’80: heavy, epic, thrash. Uno dei termini di paragone potrebbe essere Tales Of Terror dei contemporanei Hallows Eve: una della poche operazioni in cui questi elementi, in apparenza distanti ma in realtà molto più vicini di quanti si pensi, coesistono, integrandosi, fondendosi mirabilmente. Ecco così che a sconvolgere l’ ascoltatore appassionato passano prima un heavy ruggente, poi un thrash potente (non si tratta del thrash dei Metallica e degli Slayer, una sua versione meno aggressiva, ma non per questo meno efficace), e infine il vero tratto distintivo di questo album, un epic annichilente, maestoso. Né la produzione non certo eccellente basta a sminuire lo straordinario valore di questo disco; la ristampa rimissata ad opera di Terry Date, edita nel 1985, fornisce maggiore potenza alle chitarre e mette ben in evidenza il basso, ma la batteria resta comunque un po’ penalizzata. Beyond The Black, prima canzone del disco, diventata da subito una delle canzoni manifesto del gruppo; un delicato ed oscuro arpeggio, su cui si innesta la voce distorta di David Wayne, che delinea scenari apocalittici di guerra e devastazione; un’ esplosione di chitarra elettrica in un assolo dall’ epicità straordinaria; poi i toni si acquietano lievemente, e la vera, incredibile voce di Wayne, stridula ma senza essere stonata, fa il suo ingresso; e una cavalcata finale formidabile, in cui le due asce si sfidano a colpi di duelli incrociati. Metal Church, la canzone più bella del disco, quella che accompagnerà sempre Beyond The Black come pezzo conclusivo delle esibizioni, un pezzo da headbanging sfrenato; eppure l’ inizio non lascia presagire nulla di eccezionale. Ma l’ illusione dura mezzo minuto, il tempo necessario perché attacchi il riff della strofa: stordente, micidiale, epico come non ho mai sentito, eppure semplicissimo, giocato tutto su tre semitoni; e una strofa esplosiva; nella parte finale il gruppo propone toni più pacati, ma sempre di ottimo livello, e le due asce si lanciano in un’ altra sfida, spezzata solo da un efficacissimo break eseguito all’ unisono dalle chitarre e dal basso. Merciless Onslaught è invece uno strumentale che consente al gruppo di esibire tutta la sua perizia tecnica (veramente buona, almeno per l’ epoca!), ma senza strafare, un pezzo veramente gradevole, che il gruppo decide saggiamente di non allungare. L’ altra canzone simbolo dei Metal Church è Gods Of Wrath; è qui che il gruppo dà mostra di tutta la sua versatilità , primo fra tutti Wayne, che sulle note tenui, delicate e sofferte dell’ arpeggio staglia una voce suadente e dolcissima; poi un’ altra esplosione epica di chitarra elettrica, e la sua voce si lancia in grida acutissime; straordinaria, poi, la sezione centrale dedicata agli assoli. Con Hittman si cambia registro, e inizia un trittico di canzoni più incentrate sull’ heavy/thrash. Un pezzo molto veloce, che presenta ritmiche di grande presa; allo stesso modo le successive In The Blood (il pezzo più thrasheggiante, e senza dover ricorrere alle velocità tipiche del thrash) e (My Favorite) Nightmare; quest’ ultima presenta soluzioni più inaspettate ed originali, e ritmiche più intricate; lodevoli gli assoli. Battalions è forse, per certi aspetti, la summa di questo disco; è qui che la fusione tra gli elementi del disco raggiungono l’ apice: veloce, potente, presenta diversi cambi di atmosfera, arrembante nel riff d’ apertura, lievemente malinconica nella strofa, aggressiva nella strofa successiva, epica nel pre-chorus (un pezzo magistralmente cantato da Wayne, da urlare a squarciagola ai concerti!). E siamo giunti alla conclusione con Highway Star, la mitica canzone dei Deep Purple. Kurdt Vanderhoof è sempre stato un accanito fan dell’ hard rock degli anno ’70 (tanto da fondare poi un gruppo a suo nome che pubblicherà due album improntati proprio su questo genere) al punto da inserirla; certo manca la tastiera di Lord, ma i brillanti assoli delle due asce compensano bene, e Wayne non fa rimpiangere per nulla Gillian, anzi… la riproposizione della cover in questo disco è molto più veloce dell’ originale (quasi il doppio); un altro punto di forza delle esibizioni dal vivo. Cosa aggiungere che non sia già stato detto? Metal Church è un trionfo in tutti i sensi; piace ai nostalgici degli anni ’80, ha tutte la carte in regola per piacere anche agli amanti delle sonorità più moderne e pesanti. Se vi capita l’ occasione, procuratevelo… non ne rimarrete delusi! Voto: 100/100. Recensito da Mythycal il 07/01/2007 Altre recensioni di questo utente:
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