Konkurs

Anno
2008 (15 Ottobre)
Tracklist
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Voto:
95/100
Dopo uno sbalorditivo Pulver ed un più deludente Erotik, i Lifelover ritornano con questo “Konkurs” a solo un anno di distanza dal precedente. Se con Pulver i Lifelover erano riusciti nell’impresa di mischiare varie influenze nella loro proposta, come black metal, depressive rock e darkwave (tanto per citarne qualcuna) ad intermezzi che poco centravano con la canzone, con il successivo Erotik erano riusciti comunque nell’impresa di produrre un ottimo album, penalizzato solo da una leggera monotonia scaturita dalla riproposizione di idee già usate per Pulver, levando ogni effetto sorpresa che avevano caratterizzato l’esordio. Questo Konkurs invece riesce ad unire le varie esperienze accumulate con i due dischi precedenti creandone uno più maturo e ragionato, senza perdere però quella bizzarria che ha da sempre caratterizzato il gruppo (già dal loro nome lo si dovrebbe capire). A valorizzare ancor di più questo cd ci pensa anche l’ottima produzione, che non era proprio perfetta in Pulver.


Parlando del disco vero e proprio, dopo un secco rintocco di orologio parte il riffing ossessivo di “Shallow”, brano celato da una melodia triste e angosciosa, spesso accompagnata da dei colpi secchi sui piatti e dalla voce straziante di ( ), master mind del progetto Hypothermia. Ad impreziosire il tutto anche qualche cameo di pianoforte, minimale ed incisivo nel suo breve compito. Ad aprire il pezzo successivo c’è il grido di “Mental Central Dialog”, dove a farla da padrone sono delle maestose tastiere messe in risalto rispetto gli altri strumenti. In perfetto stile Lifelover, il brano si conclude con una melodia melanconica che potrebbe riportare alla mente l’ultimo disco degli Ulver, “Shadows of the Sun”.
“Brand” è forse una delle migliori canzoni di tutto il disco; ottimi i cambi di tempo, la sezione ritmica e la prestazione di ( ) altamente teatrale ed espressiva. Anche la successiva “Cancertid” mette in risalto le doti narrative del gruppo. B, ( ) e 1853 donano al pezzo un intensità che viene messa in risalto dall’ottima melodia di H., magistrale nell’usare i bending.
A caratterizzare invece “Konvulsion”, il brano seguente, ci sono gli arpeggi tristi e cadenzati che fanno da sottofondo al monologo di 1853. La canzone si conclude in maniera alquanto atipica (ma non per i Lifelover); infatti parte un pezzo di valzer che esula da tutto il contesto prima creatosi.
A far ritornare il disco ad atmosfere più cupe ci pensa “Twich” dove arpeggi dilatati e distorsioni ovattate fanno da intermezzo per “Narcotic Devotion” dove quello che salta subito all’orecchio è l’ottima prestazione della batteria con un doppio pedale preciso e pulito. Anche la prova chitarristica è ottima, dando vita verso il finale ad arpeggiate orientaleggianti che concluderanno il brano.
“Alltid – Aldrig” è un altro dei migliori pezzi del disco; un mid-tempo sofferente e malinconico, che riesce con il suo andamento a catturare l’ascoltatore come solo pochi riescono.
A seguire troviamo “Stangt p.g.a. Semester”, brano dal sapore urbano e desolante. Il classico pezzo che non sfigurerebbe di certo in un film dove il protagonista si ritrova in un bar, da solo, attorniato dai suoi pensieri. Infatti una batteria dalle tinte jazzistiche ed una prestazione chitarristica minimalistica ma ricercata danno al brano un atmosfera unica.
La strumentale “Original” è un buon pezzo che fa da ponte per “Bitter Reflektion”, brano che ricalca molto lo stile metropolitano che fu intrapreso in Erotik. La canzone si divide in due fasi: la prima, molto malinconica e desolante; la seconda è molto più cupa ed aggressiva, impreziosita dalle harsh vocals di ( ).
“Mitt Annexia”, invece, riprende il mood malinconico già mostrato in “Stangt p.g.a. Semester”. Ad una prestazione minimale di tutti gli strumenti alla quale si aggiunge in secondo piano il rumore delle onde, che danno alla canzone un atmosfera onirica ed evanescente. Un brano dalla presenza intangibile ed unica.
A condurci verso la fine ci pensa “Spiken I Kistan”, canzone che riprende la struttura di “Bitter Reflektion”: inizio calmo e finale più aggressivo, dove però questa aggressività viene contenuta e non fatta esplodere come nel pezzo sopracitato. A chiudere quest’album ci pensa “En Tyst Minut”, registrazione del ticchettio di un orologio che dura per l’appunto un solo minuto, facendo terminare dopo quasi un ora di musica questo Konkurs, che, almeno per me, è il lavoro più maturo della band svedese ed uno dei migliori dischi di questo 2008 abbastanza deludente.
Antares