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Fondendo la follia, l'estremismo e la velocità del punk più radicale con la precisione e il tecnicismo della New Wave of British Heavy Metal, i Metallica fecero nascere, ovviamente grazie all' aiuto dei precursori Venom, un nuovo, esaltante genere musicale in ambito metal: il Thrash. Difatto, è proprio in Kill'em All che molti critici riconoscono l'avvento del vero e autentico metal estremo, ancor più che nei lavori dei Venom. Quante persone, ai primi passi col metal, sono rimaste sconvolte dall' irresistibile energia che sprigiona la velocità di quest' album? Per inciso: mai prima d' allora si era sentito qualcosa di così rapido e duro. Difatti l’ essenza del genere stà nei riff in semicroma suonati sulla prima corda (sono troppo veloci per poter usare accordi pieni) e nel rullante a doppia velocità della batteria. Ecco così delinearsi la formazione che resterà tale fino al 1986: alla chitarra ritmica e alla voce James Hetfield (che diventerà, col passare del tempo, un precisissimo chitarrista ritmico nonchè un potente cantante; anche se qui la sua voce è ancora acerba, comunque perfettamente in linea al contesto di violenza dell'album), al basso quel geniaccio di Cliff Burton (probabilmente l' unico membro della band che poteva propriamente fregiarsi del titolo di "musicista", sia come esecutore che come compositore, ma questo lo si apprezzerà soprattutto nei lavori successivi), alla batteria Lars Ulrich (batterista competente, ma non certo sfavillante), e infine alla chitarra solista Kirk Hammet, ex Exodus, che rimpiazza l'appena cacciato Dave Mustaine.
La leggenda vuole che il titolo prescelto per l' album fosse "Metal Up Your Ass" ("metallo su per il culo", con tanto di copertina programmaticamente eloquente, raffigurante un tizio che si siede su una tazza del cesso e un braccio che esce da lì e gli infila un machete nel didietro!!!) ma i distributori dell' epoca lo censurarono ritenendolo troppo esplicito, cosa che fece infuriare alquanto Cliff il quale esclamò: "Sapete che vi dico, ammazzateli tutti!" (kill'em all). Da qui il titolo dell'album, poi un martello e una pozza di sangue in copertina fecero il resto. Il primo pezzo dell' album, "Hit the Lights", è perfetto come apripista, essendo una esplosiva dichiarazione d' intenti ("stanotte vi spacchiamo il culo!", “canta” Hetfield all'inizio): comincia con un'entrata in dissolvenza che presto lascia spazio ad un riff rapidissimo intervallato da liriche mezze urlate e da fulminanti assoli di Hammet. Alla metà c'è un riff più ragionato che fà partire uno scatenato giro solista apparentemente infinito che ha fatto perdere la testa a generazioni di headbangers. Successivamente, troviamo il pezzo più strutturato dell'album, "The Four Horsemen" (che diventerà poi il loro nomignolo più usato); concepito originariamente da Mustaine col titolo "The Mechanix", fu successivamente rielaborato e riscritto da Hetfield & soci: la base è un semplice riff grattato che tuttavia apre a parti più complesse come quella centrale in cui si descrivono i cavalieri dell' Apocalisse. Vanta anche un ritornello molto melodico e due ottimi assoli, a mio avviso sottovalutati. La traccia successiva, "Motorbreath" è il secondo pezzo veloce dell' album: i testi si concentrano soprattutto sulla passione per i motori e per l'alta velocità, aspetto che si nota soprattutto all'inizio e alla fine della canzone. Il brano che segue è "Jump in the Fire", in cui si riscontra una chiara influenza NWOBHM, data anche la velocità non esaltante. Anche questo scritto da Dave Mustaine, è uno dei pochissimi in tutta la discografia Metallica in cui si parla del demonio, anche se bisogna dire che il tono è piuttosto scherzoso e canzonatorio, dato che i quattro cavalieri non si sono mai accostati al Satanismo. In quinta posizione troviamo "Anaesthesia (Pulling Teeth)", lo strepitoso assolo di basso composto da Burton accompagnato dalla batteria essenziale di Lars, composto da parti diverse ma coerenti, fà da preludio al brano successivo, la leggendaria "Whiplash", brano thrash per eccellenza. E' infatti una scarica di velocità (parlo sempre in termini relativi all'epoca) che si abbatte sull' ascoltatore in tutta la sua interezza: come una frustata appunto. I testi stradaioli di James sono intervallati da due assoli fulminanti e dal mitico urlo "Whiplash", che hanno contribuito a rendere il brano un classico. La settima traccia è "Phantom Lord" (altro brano inizialmente concepito da Mustaine), molto melodica, rapida e abbastanza complessa: comprende anche una parte centrale arpeggiata dall’aria profondamente malinconica che spezza egregiamente l'atmosfera d' intensa energia che si stà accumulando. Il testo fà riferimento ad una enigmatica creatura nonchè mitica figura metal: il "Phantom Lord"per l'appunto. Successivamente troviamo la vivace "No Remorse", il brano dalle liriche più efferate dell’album. Occorre però dire che anche questo pezzo è leggendario, in quanto presenta un finale a dir poco entusiasmante: dopo il cambio di tempo guidato dalla rullata di Lars e dall' urlo "Attack!!!" di James, scoppia un riff a velocità pazzesca accompagnato da una batteria scatenata che conduce ad una conclusione impetuosa, anche grazie a dei testi violentissimi e musicalmente (per quanto melodica possa essere una linea ritmica di questa intensità) coinvolgenti. La nona traccia è il manifesto thrash di "Seek & Destroy", un mid-tempo melodico anche se un pò minimale che invita a distruggere tutto ciò che intralcia il proprio cammino. Infine, rimane l'immensa velocità di "Metal Militia" vero è proprio inno metallhead nonchè "chiamata alle armi" per i metallari di tutti il mondo, descritti come un grande esercito. Costruita su un serpeggiante riff di Mustaine, vanta anche un assolo fulminante e un' outro in dissolvenza con tanto di rumori di guerra come spari e marcia di soldati etc. etc..
Si chiude così questo album fondamentale, che generò successivamente milioni di imitatori, dei quali però nessuno riuscì a riprodurre l' originale atmosfera ed emozione che sono, almeno a mio parere, incontenibili, nonostante la produzione tutto sommato grezza anche se eccezionale per un album low-budget dell'epoca, e che comunque riesce a mettere in risalto una precisione unica per il genere.
Voto: 90/100. Recensito da born to grind il 18/09/2006 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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