Iced Tears - CD Metal - Karma
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Musica -> Power Metal -> Kamelot -> Karma
Kamelot - Karma (cd cover)
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Band:Kamelot
Disco:Karma
Anno:2001
Tracklist:
01. Regalis Apertura
02. Forever
03. Wings of Despair
04. The Spell
05. Don't You Cry
06. Karma
07. The Light I Shine on You
08. Temples of Gold
09. Across the Highlands
Elizabeth Trilogy:
10. I - Mirror Mirror
11. II - Requiem for the Innocent
12. III - Fall From Grace

Ne Pleure Pas (USA & french bonustrack)
Once and Future King (japanese bonustrack)
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Testi e Traduzioni Disponibili: Don´t You Cry, Karma, Forever, The Spell, Elizabeth, Part III: Fall From Grace, Elisabeth, Part I: Mirror Mirror, Elizabeth, Part II: Requiem for the Innocent, Across the Highlands, The Light I Shine on You, Wings of Despair, Temples of Gold
"Karma" è indubbiamente, assieme a "The Black Halo", la vetta più alta mai raggiunta (sinora) dal combo statunitense. Quest'album può essere considerato infatti come la summa di tutti gli elementi caratterizzanti il suo sound: vi è melodia, potenza, equilibrio e malinconìa (elemento immancabile), miscelati fra loro in maniera armonica e magistrale. Questo non significa che l'ascolto di questo album sia semplice: tutt'altro. "Karma" non è certamente un album esplosivo: rivela i suoi segreti ascolto dopo ascolto, e solo dopo che lo avrete sentito e risentito fino alla nausea riuscirete a carpirne l'anima più profonda. Non voglio certo paragonarlo ai capolavori storici del genere: sarebbe inutile oltre che insensato. La definizione "capolavoro" è riservata a quelle opere che sono capaci di rivelare a tutti, immediatamente e senza ombra di dubbio la loro propria grandezza, e certamente non lo si può dire per questo album. Ma posso affermare con sicurezza che, se amate questo gruppo e siete in grado di dedicare tempo a questo album, difficilmente dimenticherete presto le sensazioni che può trasmettere.
Come dicevo poco sopra, il punto di forza di questo album è il modo in cui le diverse atmosfere che lo compongono vengono miscelate. Qui sono presenti tutti gli elementi che hanno reso la band amata (e odiata): la suadente melodia della voce di Khan (al massimo del suo splendore); l'atmosfera orientaleggiante già protagonista del precedente "The Fourth Legacy" (e che andrà scemando di qui in avanti, fino a risultare quasi del tutto assente in "Ghost Opera"); l'introspettività e la malinconìa troveranno qui la loro piena attuazione, e da questo album poi verranno gettate le fondamenta per il successivo concept sul Faust.

Per trovare conferma delle mie parola basta iniziare l'ascolto dell'album: ritengo inutile commentare ogni singola traccia, in quanto rischierei soltanto di snocciolare una serie di sinonimi, tanto sono simili e costanti le emozioni che la musica trasmette all'ascoltatore, pur non essendoci assolutamente alcuna canzone stilisticamente identica o somigliante alla precedente.
Dopo il breve intro ("Regalis Apertura") inizia la splendida "Forever", che da sola potrebbe benissimo rispecchiare in toto l'equilibrio che vige all'interno dell'opera: potenza-melodia-malinconìa; da segnalare anche la successiva "Wings Of Despair", volta più verso gli stilemi classici del genere, mentre poi prende il sopravvento l'atmosfera più prettamente riflessiva, che si traduce in momenti di pura melodia (la ballata "Don't You Cry" e "Temples Of Gold"), senza però dimenticare il fattore potenza, egregiamente espresso dai riff orientaleggianti della title-track ("Karma", appunto, una delle canzoni più belle mai create dalla band). Da segnalare anche la veloce "Across The Highlands".
Un commento a parte merita la trilogia finale "Elisabeth I, II e III", che considero una sorta di miniatura dell'album in sè: molto melodica la I (e nuovamente ci ritroviamo di fronte ad un'immensa prestazione di Khan), cadenzata la II e addirittura furiosa la III (molto potente, con un riff di matrice prettamente power/simil-thrash di stampo teutonico).

Alla fine di questa recensione sento di dover ripetere quanto già detto in precedenza: non sono così ingenuo da spacciare questo album come un capolavoro, conscio che la particolarità del sound su cui è basato potrebbe renderlo ai più anche monotono o addirittura noioso. Sono comunque convinto che, a chi avrà la pazienza e la volontà di ascoltarlo più volte nella sua completezza, saprà dare delle emozioni durature, trasportandolo in luoghi remoti di un tempo passato. Sensazioni di questo genere sono prerogativa di pochi album, e credo di poter affermare in sicurezza che "Karma" è uno di questi.


"Sono un re d’ onore
D’oro e gloria
Ma anche ogni re deve morire"

Voto: 85/100. Recensito da Ironman   il 16/01/2009

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