Iced Tears - CD Metal - Ivth Crusade
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Bolt Thrower - IVth Crusade (cd cover) Disco preferito da 9 utenti.
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Band: Bolt Thrower
Disco: IVth Crusade
Anno: 1992
Tracklist:
1.IVth Crusade
2.Icon
3.Embers
4.Where Next to Conquer
5.As the World Burns
6.This Time It’s War
7.Ritual
8.Spearhead
9.Celestial Sanctuary
10.Dying Creed
11.Through the Ages
12.Crown of Life
13.Lament
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Testi e Traduzioni Disponibili: As The World Burns

È con immenso piacere che recensisco questo disco.Perchè?Ma perchè è un capolavoro!!E nonostante io tenga su Itunes sempre 5-6 canzoni di tal cd, anche tutto il resto è veramente da urlo.Finito il mio timido excursus, parliamo di questo disco.
Esso può tranquillamente definirsi il capolavoro dei Bolts, dato che i Nostri non riusciranno più a ripetersi a certi livelli.La copertina è niente popò di meno che L'entrata dei crociati a Costantinopoli di quel signor pittore che risponde al nome di Delacroix, e di cui questo è probabilmente il miglior dipinto.Non a caso, il disco è un concept sulla quarta crociata, tenutasi tra il 1002 e il 1004.Qui i Bolts si consacrano, giungendo al loro già personale stile maturato nelle precedenti releases.
Si parte con la title track, che ci introduce nella fantastica ambientazione di questo disco, cupissima e diffidente sui valori cristiani esaltati dal ponteficie dell'epoca, organizzatore delle crociate, le "Guerre In Nome Di Dio".Tutti i musicisti sono migliorati sotto il punto di vista tecnico, su tutti i nostri beneamati Gavino e Barry(mi accorgo adesso che non si chiama Richard,chedo scusa a lui e a chiunque si sia offeso per ciò), che, nonostante i solos notevolmente migliori rispetto a "Realm Of Chaos" e "Warmaster", ci fanno capire che sono sempre gli stessi axeman.Da qui in poi si potranno notare assonanze nella struttura delle title track nella varie pubblicazioni, al punto che, se ascoltati bene, tutti i cd si rivelano far parte di un lungo concept.
La successiva Icon si fregia dell'unica accelerazione slayerana del disco, e potrebbe anche essere considerata leggermente prog, dato il cambio di tempo nella lunga intro, senza per questo perdere un briciolo di fascino e potenza.Embers si apre invece con il riff finale di "World Eater" e di "Cenotaph", riff da cui è anche conclusa, ovviamente con la dissolvenza.Il cambio di tempo presente nella traccia precedente qui si concretizza nella parte intermedia della canzone, una sorta di "Crusader Blues", salvo poi ripartire con il ritornello e con "IL" riff dei Bolt Thrower."Where Next To Conquer" ha un incedere stranamente più snello, al punto che, con un pò di fantasia, si potrebbe ripubblicarne una versione alternativa con come ospite d'onore Ice-T.Qui il drummer ci dimostra anche che ha imparato perfettamente ad usare il doppio pedale, e cè anche spazio per un semplice assolo, dal sorprendente gusto mediorientale.In pratica uno degli apici del disco.
A tranqullizzare i più inossidabili metallari per la snellezza del brano precedente ci pensa "As The World Burns", brano che narra delle varie distruzioni in terra giudaica, con poche accelerazioni.Altro apice del disco qui è il finale, talmente cupo da far sembrare il Leopardi un comico di bassa lega.Ad enfatizzare lo scenario già reso ottimamente da tutti gli strumenti è l'effetto praticato sulla voce di Karl Willets,veramente "da pajura", per non parlare degli assoli.
Manco a farlo apposta, "This Time It's War" è un altro highlight del cd, cd che anche per le prime sei tracce esaminate finora, vale ampiamente il gesto di tirar fuori la pecunia dal portafoglio.Come dicevo, questa canzone, dopo l'intro epico, sfocia in un altro cambio di tempo che rimanda direttamente a "Where Next To Conquer", se non altro per la possibilità di rapparci sopra.Comunque state tranquilli, non è mica il neo metallo.Così il brano diventa un susseguirsi di passaggi epici da morire, ed il finale altro non è che la strofa iniziale, qui con il raddoppio di tempo da parte della batteria.
Ritual ,il brano successivo, è più immediato, e ai rallentamenti contrappone uno tra i ritornelli meglio riusciti del disco, così come lo è la parte dell'assolo, a dir poco spettacolare.Subito dopo l'assolo si possono sentire in lontananza delle tastiere, tra l'altro.Un'altra possibile esemplificazione di questo disco è Spearhead.Il brano più lungo della release (6:45,8 minuti e oltre in un altra versione)si apre con un crescendo di batteria, su cui poi si staglia l'atmosfera delle crociate.Degno di nota è poi il rallentamento cardine del pezzo, veramente ossessivo, al punto da ricordarmi, per questa peculiarità, Burzum e i Meshuggah, rallentamento con cui si conclude anche la traccia.Segue "Celestial Sanctuary", altro brano eccellente, il cui ritornello ricorda "Season In The Abyss" di slayerana memoria.Qui una nota di merito va agli assoli, ispirati come non mai, soprattutto quando la base diventa il ritornello, raggingendo un intensità unica.Altro richiamo qui presente è il giro della strofa che ricorda il brano con cui i Bolts ci lasciarono all'epoca di Warmaster, ovvero Afterlife.Dying Creed, ultima traccia nella prma versione, presenta invece un assonanza della chitarra ritmica con quella della title track, ma l'atmosfera che si respira in questo brano è comunque mozzafiato.Nota di merito anche al drummer per un suo ottimo lancio(ovvero rullata), e al testo.
Nella ristampa, pubblicata inizialmente solo nella Terra del Sol Levante(per i meno eruditi parliamo del Giappone), il disco include altre 3 tracks.Così, il seguito di Dying Creed è "Through The Ages", brano lento, incentrato su 2 giri, con un utilizzo di tastiera per la serie "cori da ultima redenzione" e con un testo che pare un riassunto di un capitolo di storia dedicato alle guerre durante i secoli, dai romani al Vietnam, tema che sarà trattato nel successivo "...For Victory", con tanto di Marines in copertina.È il turno quindi di Crown of Life, brano dove albergano altre accelerazioni debitrici agli Slayer ed un ispirata parte finale.L'ultima "Lament" è un motivo in più per cui un fan accanito di tale gruppo possa essere spinto ad esserlo ancora di più.Suddetto brano, infatti, non ha accelerazione alcuna, e il finale è, volendo usare un eufemismo, sublime, con un assolo strepitoso, ed un atmosfera altrettanto degna di tale aggettivo.
Uno dei migliori dischi dei '90.

Voto: 100/100. Recensito da DeathNemesis   il 30/03/2007

MarcoMetallo (N/D)


11-01-06
23:02

Voto: 10
Capolavoro immenso! soprattutto l'iniziale title track! Ottimo!
Status:Recensore  Località:Novara  Sesso:Metallaro  
DeathNemesis (N/D)


09-01-07
20:35

Voto: 10
MITICO!!!!!!!!!
Status:Recensore  Località:Roma  Sesso:Metallaro  
Cradle of beer (N/D)


07-04-07
20:56

Voto: 9
Che album! la title track mi piace moltissimo
___________
Legione dove ogniun
Tien alto il ferro!
"NON DVCOR, DVCO!"
Grideran i condottieri:
"Eia, carne del Carnaro, Alalà!"
Status:Utente  Località:Pavia  Sesso:Metallaro  
DoV (N/D)


30-08-07
17:17

Voto: 10
capolavoro
Status:Utente  Località:  Sesso:  
Antares (N/D)


25-03-08
13:26

Voto: 10
Ma che disco magnifico *-*
___________
Il Porco vi abbandona, ma prima finirà i suoi doveri.
Status:Recensore  Località:Bari  Sesso:Metallaro  
ProkthorN (N/D)


12-05-08
16:54

Voto: 8
Album bellissimo, il mio preferito dei Bolt
___________
finalmente vi odio davvero!
Status:Utente  Località:  Sesso:Metallaro  
ProkthorN (N/D)


12-05-08
16:54

Voto: 8
Album bellissimo, il mio preferito dei Bolt
___________
finalmente vi odio davvero!
Status:Utente  Località:  Sesso:Metallaro  
ObsiDiaN c (N/D)


30-05-08
12:35

Voto: 10
troppo bello!la titletrack,nonchè la traccia iniziale,fa subito capire di che capolavoro abbiano fatto i bolt thrower:@
fantastico 10 meritatissimo
___________
Ett bidande mörker, står åter vid årets port...
Status:Utente  Località:Roma  Sesso:Metallaro  
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