Ignite The Revolt

Band
Anno
2010
Tracklist
L'immagine non è disponibileRecensione:
Voto:
82/100
Il proverbio dice: non c’è due senza tre. E così è stato per i toscani KIJU, che si riaffacciano nuovamente sulla scena dopo 5 anni di silenzio discografico, rilasciando IGNITE THE REVOLT, terzo lavoro che conferma le idee di una band che gode di ottima salute artistica.

Nel corso della loro longeva attività, i KIJU hanno dimostrato si possedere una propria identità musicale, soprattutto nell’ambito del sound: non hanno perso le particolarità sonore che hanno accompagnato la loro carriera fin dal debutto discografico uscito otto anni fa anzi, hanno dato risalto alla violenza sonora che in questo disco più che mai, viene sbattuta in faccia all’ascoltatore senza risparmiare la benché minima scheggia di violenza.

Il disco in questione è composto da 10 tracce esplosive in cui Nostri, si cimentano a suonare in chiave thrash e hardcore( NEW WORLD OBLIVION, DISASTER, IMPOSSIBLE TO SAY WHICH WAS WHICH, ENDLESS STORM); il groove e i bassi occupano posti in prima fila e i pezzi trasudano influenze tipiche degli States anni ’90.
La mezz’ora circa di musica che i KIJU hanno sfornato è molto intensa, fatta di episodi letteralmente devastanti (IGNITE THE REVOLT, J.J. SNOWBALLIN’), ma anche di leggere aperture melodiche (il bellissimo ritornello di SPINNING VULTURES e il break della seconda parte di BREATHE OR SUFFOCATE/RESURRECTION ) che lasciano il segno in un album che di rabbia ne ha da vendere.

Per quanto riguarda la tecnica, i KIJU deliziano l’ascoltatore con delle furiose cavalcate strumentali che evidenziano le potenzialità di tutti i musicisti: la ritmica, come nei migliori dischi hardcore, è scatenatissima ed è inquadrata su tempi che mantengono le esecuzioni strumentali vivaci e taglienti. E’ strutturato davvero bene: potenza da vendere innanzi tutto.

Dando uno sguardo da vicino ai componenti, si scorge subito il talento del singer Vitto, che capeggia efficacemente la band grazie ai suoi possenti ruggiti; dalle sue corde vocali esce molta rabbia e nervosismo, cosa che lo rende credibile in tutta la sua esecuzione. Promosso a pieni voti.
Cafa e la new entry Mitch, rispettivamente basso e batteria, uniscono le proprie competenze creando un vortice ritmico su cui viene eretto l’intero disco; Cafa fa girare bene la sua esecuzione spingendo bene nelle parti più distruttive e Mitch si fa notare per la precisione dei suoi tocchi, specialmente nelle parti di blast beat che vengono eseguite con molta naturalezza.
Cance e Rob, invece guidano le chitarre e a quanto pare, facendo un ottimo lavoro grazie alla creazione di un muro sonoro molto potente, mettendo così in risalto la loro attitudine interpretativa in chiave thrash-core.

Disco con gli attributi, e francamente non ci si poteva aspettare altro da IGNITE THE REVOLT; è diretto, mostra già dal primo ascolto gli stati d’animo dei KIJU, avvalorando la credibilità di un band che ha fatto del metal il proprio pane quotidiano. E’ un disco vivamente consigliato in quanto sicuramente vi farà rimanere incollati alle casse dello stereo per molto tempo . . . Viva la buona musica, viva i KIJU.
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