Historia Nobis Assentietvr

Anno
2009 (5 Marzo)
Tracklist
L'immagine non è disponibileRecensione:
Voto:
88/100
L’incubo diventa realtà. La minaccia paventata dai pochi saggi non ottenebrati dalla schiavitù della modernità, si manifesta implodendo sulla massa di sciocchi incantati dal vile materialismo.

“Historia Nobis Assentietvr”, terzo album degli Absentia Lunae, è pervaso dall’angosciosa sensazione di fallimento e dal disprezzo di quei pochi illuminati consci del pericolo imminente e che non furono mai ascoltati. Il tutto viene amplificato dalla forte attualità del messaggio che quest’album sembra voler comunicare. Con questo terzo lavoro, a mio avviso, la band triestina raggiunge il suo apice compositivo, forte di un sound dotato di una maggiore compattezza e armonia rispetto al passato. Balza subito all’ascolto la grande bravura del nuovo drummer Blastphemer, il cui apporto è fondamentale sia nelle parti più tirate e micidiali, sia in quelle più “derivative” e sperimentali dell’album. Altra nota di merito va sicuramente ad MZ (Urna, Locus Mortis, Arcana Coelestia), per le atmosfere dorne-doom create per il disco, come nell’intro Neuropa Calling (un vero e proprio “marziale” ed accorato preludio che seguirà) e nell’outro Ambient “Il Sole Ritrovato degli Iperborei” dal sentore post-apocalittico.

Historia Nobis Assentietvr rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’evoluzione del sound, che si può provare a riassumere con l’etichetta (a mio avviso riduttiva) Post Black Metal. Un album che si tiene lontano anni luce dalla staticità e dall’abuso dei tradizionali schemi del genere, ma che è pervaso da improvvisi cambi di tempo e da mid tempos quanto mai decadenti e sinistri. Se proprio si vogliono fare dei nomi da paragonare agli Absentia Lunae del 2009, mi sentirei di citare (con le dovute cautele) i Deathspell Omega e i Ved Buens Ende…. , quest’ultimi soprattutto per il mood delirante e l’aura quasi “sospesa” come in un sogno che emerge in alcuni brani, su tutti “L’Immutabile Richiamo ed il suo Cruento Incontro”. In questa traccia, così come in “Nel Gelido Sentore di un Eterno Addio (nel Solco della mai Sopita Vita)”, colpiscono le clean vocals cariche di pathos e drammaticità adottate da Ildanach, che si fa interprete dei reconditi sentimenti che alimentano questa opera. Vocals che non risultano meno incisive di quelle eseguite in screaming, scarnificanti e ossessive come pochi riescono a fare.
Alle parti rabbiose e furenti, sostenute da sezioni ritmiche da lasciar letteralmente senza fiato, si alternano momenti riflessivi che risultano in certi frangenti ancora più annichilenti di quelli tirati. Pezzo emblematico di questa duplice anima degli Absentia Lunae è sicuramente “Nel Segno dell’Ariete la Storia di darà Ragione”, a mio avviso l’highlight del disco. Come non restare affascinanti dall’atmosfera sulfurea che permea gli arpeggi, spezzati dalle improvvise accelerazioni che danno un senso di vertigine, lasciando vagar la mente per oscuri meandri, per poi farla ripiombare, attraverso atmosfere che approdano a lidi neo-romantici, nell’illusione che è stato tutto un brutto sogno. E poi via, dopo averci cullato in questa falsa speranza, farci precipitare nell’alienazione totale dell’umano, attraverso dissonanze spettrali, veloci come proiettili.

Il modo in cui gli Absentia Lunae riescono a fondere queste molteplici dimensioni della loro musica, il sound elaborato e “fluido”, come in continuo divenire e il coinvolgimento emotivo che riescono a suscitare senza mai scadere nel “pacchiano”, sono le caratteristiche di una delle uscite più interessanti di questi ultimi tempi. Dal momento che nessuna recensione, per quanto dettagliata, può minimamente riprodurre in maniera esaustiva, quanto creato dalla band triestina, vi consiglio questa esperienza in musica, per nulla immediata e a tratti ostica, ma che almeno vi lascerà con sensazioni “tangibili” dopo l’ascolto.
BloodyMary