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Musica -> Thrash Metal -> Machine Head -> Hellalive
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Band: Machine Head Disco: Hellalive Anno: 2003 Tracklist:1. \"Bulldozer\" – 5:01
2. \"The Blood, the Sweat, the Tears\" – 4:16
3. \"Ten Ton Hammer\" – 5:01
4. \"Old\" – 4:59
5. \"Crashing Around You\" – 5:31
6. \"Take My Scars\" – 5:04
7. \"I\'m Your God Now\" – 6:22
8. \"None But My Own\" – 7:16
9. \"From This Day\" – 5:09
10. \"American High\" – 3:34
11. \"Nothing Left\" – 5:33
12. \"The Burning Red\" – 6:09
13. \"Davidian\" – 6:00
14. \"Supercharger\" – 7:32
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Giudicare un esibizione dal vivo non è quasi mai una cosa facile, soprattutto quando ti capita tra le mani una band che nello studio è eccelsa. Fortunatamente questi problemi non riguardano “Hellalive” che conferma quello che molti dicono nel panorama Metal: i Machine Head sono tra i migliori live act del pianeta e qualsiasi cosa suonino dal vivo risulta gradevole.
Non viene smentita questa frase in nessuna delle quattordici tracce impresse su disco e suonate in una infuocata sera alla Brixton Academy (Londra). I pezzi scelti sono molto incentrati su “The Burning Red” e “Supercharger” ma i fan “vecchio stile” non sono stati delusi visto che i classici del primo periodo ci sono tutti (un pochino ignorato “The more things change” forse…) . Si parte curiosamente con un viaggio a ritroso mediante i pezzi più famosi (o quasi) di ogni album, ovvero Bulldozer - The Blood, The Sweat, The Tears – Ten Ton Hammer – Old, per poi passare ad una lunga e triste presentazione dell’intensa Crashing Around You, succeduta da una trascinante Take My Scars. A seguire il momento d’oro di “Burn my Eyes”, che ci concede addirittura un duo I’m Your God Now / None But My Own veramente da favola, seguite poi da From This Day, American High e il suo ululato, Nothing Left, che appare un pochino più coinvolgente dal vivo ma non certo imprescindibile in una scaletta che si rispetti. Il finale credo che sia il top di ciò che si poteva chiedere al quartetto americano: si parte con la melodica e incredibilmente struggente (quasi più che nella versione da studio!) The Burning Red per poi trasformare la depressione in rabbia e voglia di riscatto, ovvero in due pezzi da novanta come il classicissimo inno Davidian e il terrificante terremoto che prende il nome di Supercharger, nella quale la platea viene esplicitamente coinvolta prima del finale al cardiopalma.
Nel complesso l’esibizione rispecchia, come già detto, l’alto valore del gruppo: basti sentire la prova di Mc Clain ancora inaudita per quanto perfetta o la voce di Flynn che è sempre all’altezza della situazione; le parti soliste sono tutte effettuate abbastanza bene (quella di Davidian un po’meno) e Duce si fa ben sentire anche come seconda voce (sentire I’m Your God Now per credere!) Il pubblico si sente e come(!), e dimostra di gradire pienamente ogni singola nota prodotta dai loro miti, avendone ben donde ed essendo ancora più entusiasta quando il cantante comunica ad esso che è parte integrante del primo live ufficiale della band.
(A proposito, il mixaggio è veramente perfetto!)
In conclusione, un cd che vale veramente, ma veramente, la pena avere e che difficilmente ci si annoia ad ascoltare.
Voto: 79/100. Recensito da Newsted88 il 16/03/2007 diabolus (N/D)

29-04-06 00:33 Voto: 8 | Anche live questi ci fanno un culo così! ((0)) ___________ Hit the streets, hit the wall,
Hit the sheets, have a ball.
In the mouth, in the face,
In the teeth, take a taste.
Hit me where it hurts.
Come on and hit me where it hurts
KiarARTatoo | | Status:Utente Località:Milano Sesso:Metallaro | Newsted88 (N/D)
19-12-06 08:55 Voto: 8 | NEI TITOLI SCRITTI MANCA NOTHING LEFT, che comunque è una delle meno interessanti...Va detto che sto live è una macchina da guerra ma che forse andava inserito qualcosa in più dei primi due album.
In conclusione SPACCA, e può bastare! ___________ ADDIO! BANNATEMI. | | Status:Recensore Località: Sesso:Metallaro |
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