Iced Tears - CD Metal - Hell Is Empty And All The Devils Are Here
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Anaal Nathrakh - Hell Is Empty And All The Devils Are Here  (cd cover)
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Band:Anaal Nathrakh
Disco:Hell Is Empty And All The Devils Are Here
Anno:2007
Tracklist:
1. Solifugae (Intro)
2. Der Hölle Rache Kocht In Meinem Herzen
3. Screaming Of The Unborn
4. Virus Bomb
5. The Final Absolution
6. Shatter The Empyrean
7. Lama Sabachthani
8. Until The World Stops Turning
9. Genetic Noose
10. Sanction Extremis (Kill Them All)
11. Castigation And Betrayal
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Gli Anaal Nathrakh mostrano quella faccia della Gran Bretagna nascosta dalla Regina e dal tè alle 5 del pomeriggio. Una faccia malefica, metropolitana e macchiata dallo sporco di zone esageratamente industrializzate, costruite dall’uomo senza portare rispetto per il pianeta. Proprio quest’ultimo, stanco delle violenze, sembra ribellarsi catastroficamente contro l’ignara umanità, che viene puntualmente annichilita a colpi di post-black lanciato a velocità sovrumane e mescolato con una sapiente dose di death-grind, che male non fa (si fa per dire…), il tutto orchestrato con stacchi improvvisi che riportano alla mente la scarsa sanità mentale degli ultimi Strapping Young Lad.
Il polistrumentista Irrumator ci regala tracce tritaossa sempre variegate ed interessanti, ma che hanno il raro pregio di durare poco e non annoiare, anche grazie all’interpretazione di un maniacale V.I.T.R.I.OL., cantante che ci propone una vastissima gamma di vomiti, grugniti, urli strazianti e amenità del genere, concedendo talvolta delle terrorizzanti voci pulite.
I brani si dividono in sferragliate all’insegna di un death-grind sporcato da passaggi black, come ad esempio l’iniziale “Der Hölle Rache Kocht in Meinem Herzen” o come la ritmata e militare “Until the World Stops Turning”, o la diabolica “Sanction In Extremis (Kill Them All)” (mai titolo fu più azzeccato); altri invece si fanno ricordare per le violente movenze tragiche, e per intermezzi più ariosi, e con passaggi in voce pulita che interrompono momentaneamente la distruzione, come il duo “Virus Bomb”/”Final Absolution”, senza però risultare un attimo di pace.
Ci sono però anche brani più particolari, come la suggestiva “Lama Sabachthani”, una traccia irriverente, dove le accelerazioni delle strofe hanno il fine di violentare il mid-tempo che fa da sottofondo all’urlo dell’umanità corrotta che cerca in vano l’aiuto del suo creatore mediante la ripetizione della celebre frase “Eloi, eloi, Lama Sabachthani!?” (il famoso urlo di Cristo: “mio dio, perché mi hai abbandonato!?”), o come la conclusiva “Castigation And Betrayal” un unico blast beat esasperato contornato da urla sgraziate e riffing black-grind marcio e senza orpelli.
Si arriva alla fine di questi 35 minuti di musica sconvolti, ma stranamente divertiti, perché è con quest’ottica che gli Anaal Nathrakh ci mostrano la fine: distaccati, cinici e psicotici, capaci di sorseggiare tranquilli il loro tè delle 5, mentre vicino a loro regna il caos.

Voto: 80/100. Recensito da Tristan il Necrofilosofo   il 28/09/2008

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