Iced Tears - CD Metal - Hamptjärn
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Woods Of Infinity - Hamptjärn (cd cover) Disco preferito da 0 utenti.
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Band: Woods Of Infinity
Disco: Hamptjärn
Anno: 2007
Tracklist:
1.Elvira 07:37
2.Väsendet 04:29
3.Iakttagen 06:06
4.Likgiltig 02:03
5.Avgrund 03:44
6.Stilla 05:47
7.Första Augusti 06:14
8.Ending Existence 04:32
9.World of Lost Innocence 04:06
10.Unknown 09:25
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Hamptjarn è l'ennesima ottima prova degli svedesi “Woods Of Infinity”, band semi-sconosciuta che torna a tormentare la nostra anima, a due anni dall'ottimo Ljuset, con un album difficile da catalogare. Una definizione del loro sound che può venire in mente ad un primo ascolto è "Depressive Black Metal", anche se la struttura dei brani non è mai lineare ma presenta inserti atmosferici, arpeggi, echi pischedelici che rendono il tutto ancora più elcettico e a tratti impenetrabile. Quasi inesistenti le sfuriate ferali, la struttura ritmica si assesta su mid tempos dotati di una cadenza ossessionante ed annichilente, come è ben visibile nella opener “Elvira”, una funerea litania, alternata a mesti arpeggi e alle vocals di Ravenlord che al classico scream, alterna urla strazianti, al limite del delirio. La successiva “Väsendet” è meno atmosferica della precedente, più sostenuta in certi frangenti, come se ne incarnasse la parte più estroversa: toccanti le melodie di piano che si insinuano nel tessuto sonoro creato dalle chitarre, chiudendo qualsiasi spiraglio di luce possibile, grazie anche alla drammaticità delle linee vocali. “Iakttagen” è introdotta da un angosciante e tristissimo intro di pianoforte con in sottofondo il pianto di una fanciulla: il tema portante verrà poi ripreso dalle chitarre, reso ancor più tetro, trasmettendo una sensazione di rassegnazione e distruzione totale. In “Likgiltig” i Woods Of Infinity dimostrano la loro bravura anche sul lato prettamente strumentale con una track interamente acustica, attraversata solo da un sommesso dialogo e dal tetro ululare di un lupo. Nella successiva “Avgrund”, Ravenlord si cimenta nelle clean vocals, in un brano dove il synth ha il sopravvento nel creare un'aura ancestrale ma allo stesso tempo lugubre e opprimente: nella seconda parte il singer riprende le urla strazianti, avvelenando ulteriormente le note che si disperdono nell'aria. “Stilla” riprende le movenze della precedente song, risultando a mio parere più incisiva, grazie anche ai cori “apocalittici” che compaiono nel finale del brano, stridendo con il cantato lamentoso del singer. “Första Augusti” è la canzone più stravagante del lotto: difficile definire la struttura ritmica, di estrazione Folk Finnica, che poi progressivamente si assesta sul tipico trademark del gruppo.“Ending Existence” parte con dei cori funerei per poi lasciarsi andare in un riffing sostenuto, gelido che rimanda ad un “Black Metal” di classica estrazione. Anche qui il muro sonoro del synth da una marcia in più al brano, il quale presenta numerosi cambi di tempo, risultando meno ripetitivo in certi frangenti rispetto ai precedenti.“A World Of Lost Innocence” non aggiunge molto a quanto detto fino ad ora,se non per l'introduzione martellante e ossessiva ottenuta grazie ad una registrazione grezza. Meravigliosa la traccia nascosta, di estrazione Ambient, forse quella in cui i Woods Of Infinity riescono a trasmettere in modo migliore “il male di vivere” che vogliono esprimere attraverso la loro musica. Urla strazianti in sottofondo, atmosfere plumbee, che fanno pensare immediatamente allo scenario di una guerra post-nucleare, dove non ci sarà più un'alba, né speranze per una nuova civiltà: un continuo angoscioso crescendo, che si spezza in un lungo monologo.
In definitiva “Hamptjarn” è un prodotto fuori dal comune, come il sound dei Woods Of Infinity che album dopo album assume delle peculiarità sempre più nette, che li rende diversi da ogni altra band. A lungo andare il cd risulta a tratti monotono, e una lunghezza inferiore avrebbe sicuramente giovato alla loro proposta. Consigliato un ascolto in piccole dosi: la loro musica ha effetti devastanti sul nostro umore, sperimentati anche dalla sottoscritta.


Voto: 75/100. Recensito da BloodyMary   il 30/10/2007

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