Haereticus

Anno
2008
Tracklist
1. De natura Deorum (Intro)
2. Haereticus
3. Deviations
4. Eterno Silenzio
5. A Darkened Room
6. Hills on a Desert
7. Ave Maestro
L'immagine non è disponibileRecensione:
Voto:
79/100
Dopo più di dieci anni di carriera, li Ecnephias danno alla luce “Haereticus”, il loro ultimo lavoro partorito dalla mente di Mancan, tra i musicisti più noti della scena metal lucana. Ad appoggiare il chitarrista/cantante della band troviamo nelle file del gruppo anche Sicarius Inferni, Toru (ex – Infernal Angels) e Antonio Donadeo (Exhumer, ma molto più noto ai più per aver suonato con i Vital Remains) rispettivamente tastierista, bassista e batterista della band.
Quello che ci propone il gruppo in questo disco non è altro che una miscela di black metal e death metal sinfonico, condito da parti corali gregoriane.
Infatti l’ep si apre con “De Natura Deorum”, breve intro in stile gregoriano, dal retrogusto sia sacrilego e profano, com’era già stato effettuato in passato dai francesi Glorior Belli per il loro “O Lavdate Dominvs”. Conclusasi l’introduzione ci ritroviamo catapultati nella title-track del disco, caratterizzata da un ottima prova vocale e da un riffing molto convincente da parte del mastermind Mancan. A supportare egregiamente il proprio leader ci pensa il resto del gruppo, con un uso dei propri strumenti magistrale; le tastiere sono potenti ed evocative, senza però strafare, il basso e la batteria palpitano creando quel feeling oscuro che pervaderà tutto il prodotto finale.
Ad aprire il pezzo successivo ci pensa un leggiadro arpeggio di chitarra che da il via a “Deviations”, dove Sicarius Inferni svolge un ottimo lavoro dietro le tastiere. Una canzone che per certi versi potrebbe riportarvi alla mente i Cradle of Filth dei bei tempi andati, per melodie decadenti e allo stesso ipnotiche. Inutile sottolineare l’ottima prova vocale di Mancan, in grado di passare dal suo mezzo growl a spoken vocals, fino ad altre prettamente corali. In definitiva un ottimo brano del retrogusto gothic metal.
A farci riprendere leggermente fiato ci si para davanti “Eterno Silenzio”, breve pezzo dall’intro medievaleggiante, spezzato verso metà della sua durata da una parte narrata in italiana da una ragazza, raggiunta sul finale da Mancan per dare vita alla successiva “A Darkened Room”, uno dei pezzi più black - oriented dell’intero ep. Brano veloce, caratterizzato da molti riffs stoppati e dai soliti cori in stile gregoriano, caratteristica fondamentale di questo disco. Molto carino l’assolo finale proposto dalla coppia chitarra-tastiera.
A portare il disco al suo termine troviamo la coppia “Hills On A Desert” e “Ave Maestro”. La prima si apre con un drumming marziale da parte di Antonio Donadeo sostenuto dal mid – tempo degli altri componenti. Dell’intero cd, questo è il pezzo più lento e doomeggiante dell’intera opera. Molto bella la parte finale della canzone, eseguita solo da pianoforte e voce.
La finale “Ave Maestro” è insieme all’intermezzo “Eterno Silenzio” l’unica traccia cantata completamente in italiano. Anche qui i cori gregoriani la fanno da padrone, dando quell’aura mistica a tutto il brano. Da segnalare anche l’utilizzo di una cantante soprano per rendere il tuo più classicheggiante e arcano.
Alla fine di questi 22 minuti di musica, non si può far altro se non rimanere meravigliati da quello che gli Ecnephias sono riusciti a creare. Un disco che va ascoltato più di una volta per essere apprezzato in tutta la sua interezza. L’unica cosa che mi dispiace è il non essere riuscito a paragonare questo lavoro con i dischi precedenti del gruppo, “November” e “Dominium Noctis”.
Un ottima anteprima in attesa del full lenght.
Antares