| Musica -> Heavy Metal -> Culprit -> Guilty As Charged Disco preferito da 2 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1.Guilty as Charged 05:45 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Guilty As Charged su ebay2.Ice in the Back 05:10 3.Steel to Blood 04:28 4.I Am 03:45 5.Ambush 03:54 6.Tears of Repentence 05:10 7.Same to You 04:57 8.Fight Back 04:06 9.Players 05:38 Guilty As Charged è il risultato dell' unione fra cinque ragazzi di Seattle, giovani, talentuosi e ricchi di creatività . Questo, che purtroppo è il loro unico album, testimonia un accostamento genuino al mondo dell' heavy metal, una passione assolutamente fuori del comune e rara a trovarsi, anche tenendo conto del fatto che l' heavy metal era nato da appena tre anni: riff che grondano di eccitazione, di entusiasmo, di gioia nel suonare la musica prediletta. La voce di Jeff L' Heureux è molto limpida, caratteristica che alcuni potrebbero non apprezzare, considerando che forse per il genere proposto qualcosa di più duro sarebbe l' ideale, ma ciononostante la sua performance è di indiscutibile valore, e soprattutto questa eventuale “mancanza†viene compensata con un' interpretazione dei brani davvero ottima. John DeVol e Kjartan Kristoffersen sono le due asce, che macinano riff con una facilità e disinvoltura uniche, ed infine troviamo a sorreggere il tutto una sezione ritmica scatenata, con un bassista come Scott Earl a cui viene riservato quasi lo stesso spazio delle chitarre, senza occuparle, ed un batterista come Bill Burrill che non ne vuole proprio sapere di tenere un 4/4 lineare (e questo lo dico come una caratteristica positiva). Tutta questa abilità , tutto questo entusiasmo vengono messi al servizio dei brani: ne esce un repertorio di 9 brani che mostrano anche una certa volontà di fuoriuscire dai canoni classici, un parziale tentativo di rinnovamento non del tutto riuscito, considerata la presenza di due episodi etichettabili come “standardâ€, ma che consegna a questa musica un disco innegabilmente personale. L' unica canzone sottotono è Ambush, un po' per gli inserti hard rock che sminuiscono la potenza sprigionata in dosi ben maggiore nel resto dell' album, un po' perchè si sorregge su un riff che nel 1983 era ancora nuovo, ma che ascoltato oggi sa di vecchio e strabusato. Non ci sono veri e propri difetti, oltre a questi elencati; un appunto a parte si potrebbe comunque fare sulla pessima produzione: sembra quasi che il disco sia stato registrato in presa diretta, cosa che, nel caso fosse stato realmente registrato in presa diretta, consente comunque di documentare il suddetto entusiasmo espresso dai ragazzi. Oltre a questo, l' elemento che differenzia sensibilmente Guilty As Charged da molti altri dischi è la cura nella stesura dei brani e degli arrangiamenti: canzoni come l' iniziale title – track, la seguente Ice In The Back o la conclusiva semiballata Players, sono costruite su un numero tutto sommato limitato di riff, ma ciò che le rende speciali è il “contornoâ€. I Culprit inseriscono tantissime variazioni ai temi principali: riff dalle strutture aperte, dalle melodie particolari, allungati in modo tale che la battuta risulti un 5/4, suonati ad un' ottava superiore, con un accordo in più in mezzo al riff... e tutte ciò può intervenire anche una sola volta nel corso della canzone, ma contribuisce sempre a imprimere ad essa un marchio distintivo. A tutto ciò va aggiunto l' apporto di Earl, a cui vengono lasciati, come detto in precedenza, spazi propri, che il bassista riempe con propri riff – assoli impostati su melodie oblique. Dopo le due intricate canzoni iniziali, quelle seguenti mordono un po' il freno e si concedono a strutture più canoniche, ma si tratta sempre di canzoni splendide. Da rimarcare I Am, con una strofa splendida, Tears Of Repentance, in cui L' Heureux ricorda quasi David Coverdale, e la conclusiva, incredibile Players. Players è una di quelle canzoni da consegnare all' immortalità : è un pezzo quasi indescrivibile in cui non c' è nulla che scenda al di sotto dell' ottimo: gli arpeggi, la performance vocale e gli assoli epici, gli intermezzi fra i vari assoli... ascoltatela, resterete emozionati e vi ritroverete a cantare assieme a L' Heureux, forse senza nemmeno accorgervene. Dispiace che un lavoro del genere non abbia avuto seguito: con le capacità in possesso del gruppo e considerata la forte personalità del disco, ci saremmo potuti aspettare anche un' evoluzione sublime. Forse, per certi aspetti, è meglio così: meglio un disco soltanto, e splendido, che faccia risplendere (scusate la ripetizione) questa piccola, grande meteora. Grazie, Culprit, per questo capolavoro! Voto: 85/100. Recensito da Mythycal il 05/04/2009 Altre recensioni di questo utente:
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