| Musica -> Thrash Metal -> Slayer -> God Hates Us All Disco preferito da 43 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. \"Darkness of Christ\" (Jeff Hanneman, Kerry King) – 1:30 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca God Hates Us All su ebay2. \"Disciple\" (Hanneman, King) – 3:35 3. \"God Send Death\" (Hanneman, King, Tom Araya) – 3:45 4. \"New Faith\" (King) – 3:05 5. \"Cast Down\" (King) – 3:26 6. \"Threshold\" (Hanneman, King) – 2:29 7. \"Exile\" (King) – 3:55 8. \"Seven Faces\" (King) – 3:41 9. \"Bloodline\" (Hanneman, King, Araya) – 3:36 10. \"Deviance\" (Hanneman, Araya) – 3:08 11. \"War Zone\" (King) – 2:45 12. \"Here Comes the Pain\" (King) – 4:32 13. \"Payback\" (King) – 3:05 Testi e Traduzioni Disponibili: Darkness of Christ, Disciple “Il miglior album degli Slayer negli ultimi 10 anni!”;questo è il commento piĂą presente nelle webzine metal italiane a proposito di questo “God Hates Us All” ,targato 2001. Personalmente non sono d’accordo dato che ritengo il sottovalutato “Divine Intervention” del 1994, superiore a GHUA. Di una cosa si è di comune accordo:gli Slayer sono tornati a fare gli Slayer;dopo due album che avevano lasciato un po’ perplessi(“Diabolus In Musica” e soprattutto “Undisputed Attitude”),i padri del metal estremo ritornano a suonare il thrash pesante che li ha resi celebri ,pur non accantonando la svolta modernistica intrapresa negli ultimi anni. Parto subito col dire che trovo patetico paragonare quest’album con quelli storici(“Reign In Blood” su tutti);i tempi sono cambiati e certi lavori ormai sono stati consegnati alla storia e rimarranno ineguagliabili;piĂą che altro va dato merito al combo della Bay Area di aver saputo evolversi senza per forza dover suonare a tutti i costi “commerciale” o sputtanandosi(Metallica e Megadeth) proponendo musica a dir poco ridicola. In GHUA gli Slayer hanno preso il loro sound tipico e l’hanno rielaborato a loro piacimento riproponendolo in una nuova versione in bilico tra thrash e metal-core, che in quanto a violenza e pesantezza ha ben poco da invidiare al giĂ citato “Reign In Blood”. Nonostante i 40 anni, il buon Tom Araya riesce ancora ad essere sgraziato e gracchiante quasi come ai tempi d’oro,pur con qualche vocals filtrata che personalmente mi fa storcere il naso,la coppia di asce è sempre la solita(e ci mancherebbe!)con Hanneman e King che sfornano riff taglienti e assoli impazziti,infine il poker viene chiuso da quella mitragliatrice che porta il nome di Paul Bostaph,ottimo drummer(ex Forbidden e Testament) che con una prova magistrale dimostra di non temere confronti con un Dave Lombardo(dubito che il buon Dave in un album come questo avrebbe potuto fare meglio di Paul).Ma passiamo alla musica:GHUA è composto da tredici tracce(per un totale di 42 minuti e mezzo) in cui nuovi e vecchi elementi sonori si amalgamano producendo un risultato decisamente interessante e di buon livello,lontano comunque dall’essere un capolavoro. Si parte con l’introduttiva “Darkness Of Christ” dove un’inquietante voce femminile viene accompagnata,per un minuto buono,da una “lontana” base puramente thrash,per poi lasciare lo spazio ad un Tom Araya incattivito. Un’intro che ci porta a “Disciple”, prima vera traccia del platter:Bostaph è subito sugli scudi con una doppia cassa martellante che travolge tutto,molto in evidenza anche grazie all’ottima produzione di Rick Rubin;Kerry e Jeff accompagnano la fase percussiva con una serie di riff taglienti .Il risultato è una buonissima traccia caratterizzata da un Araya ossessivo nel ripetere “God Hates Us All,God Hates Us All!!!”. Gli Slayer rimangono fedeli al loro modo di pensare,alla loro filosofia che li vede sempre in prima fila contro ogni forma di costrizione mentale,prima fra tutte, la religione. Nel finale ancora l’ugola di Tom che urla “I Reject This Fuckin’ Race ,I Despise This Fuckin’ Place!!!” .La successiva “God Send Death” ci riporta a momenti piĂą groove-oriented tanto presenti nel precedente “Diabolus”;degno di nota comunque il pezzo al terzo minuto dove Araya sprigiona la sua ferocia: “You’ re Blind Screaming For Your God,Pathetic God!!!” e a seguire King si mette in risalto sciorinando una serie di assoli come nel suo stile. Buona traccia ma giĂ inferiore alla precedente. A seguire troviamo un trio di songs,anch’esse apprezzabili ma inferiori a “Disciple”. Si parte con la furiosa “New Faith” ,dove personalmente mi deludono le due asce che sparano riff decisamente orientati verso il metal-core e il nĂą-metal,assolutamente distanti dagli standard ai quali Hanneman e King ci avevano abituati. Anche Araya sembra orientato piĂą verso un cantato HC,insomma una traccia che di thrash ha veramente poco;unica prova sopra le righe è quella di un Bostaph particolarmente ispirato. Il risultato è un brano che farĂ sicuramente la felicitĂ di chi ha amato songs come “Death’s Head” o “Point”. Per chi invece non vuole saperne di modernismi,consiglierei un salto direttamente alla traccia 7.GiĂ , perchĂ© anche le successive “Castdown” e “Threshold” seguono la falsa riga di “God Send Death”;riff compatti e tempi leggermente piĂą compassati caratterizzano “Castdown”,qualche pattern di doppia cassa si inserisce tra riff portanti ma troppo sfruttati e un Araya non proprio al massimo canta “No One Hears You, You’ re Society Infection, I Wont Judge You,When The Blood Steals Life From You”. “Threshold” rappresenta forse il pezzo meno entusiasmante di tutto il platter;un pezzo in cui Araya sembra quasi “reppare” tra una serie di semplicissimi riff che non sembrano neanche suonati da mostri come Hanneman e King. I ritmi compassati,inoltre, non permettono a Paul Bostaph di esaltarsi;insomma,una traccia che ha nella breve durata l’unico pregio e che personalmente evito,anche perchĂ© a seguire arriva uno dei pezzi forti dell’album. “Exile” ci riporta ai bei tempi che furono con una sezione ritmica finalmente serrata,insomma alla Slayer. Una serie di riff sporchi e ruvidi accompagnano le percussioni chirurgiche di un Bostaph in grande spolvero;Tom ritorna al suo cantato celebre ma sono soprattutto le due chitarre a compiere il salto di qualitĂ ,esaltante il pezzo in cui Araya gracchia “You self Righteous Fuck, Give Me a Reason Not To Rip Your Fucking Face Off,Why Don’t You Take a Good Look In These Eyes, Cause I’m The One That’s Gonna Tear Your Fucking Heart Out, My Hate Is Contagious,You’ ve Got No One To Run, Exile!!!” .Gran bel pezzo che alza la media di un album che ,fino al momento, deludeva un po’. A seguire troviamo la compassata “Seven Faces” ,song in cui gli Slayer si sono ispirati al serial killer John Doe,tanto per intenderci,il killer del film “Seven”(gran bel thriller), che per i suoi omicidi si ispirava(scusate la ripetizione)ai sette peccati capitali. Una traccia con qualche rimando stilistico ai tempi di “South Of Heaven”;in definitiva un buon brano,ma nulla di esaltante. Successivamente è il turno di “Bloodline”,song che ha fatto da colonna sonora per il film “Dracula 2000”. Anche in questa traccia i tempi sono compassati ,stavolta con rimandi piĂą orientati verso “Diabolus In Musica”;pur con una sezione ritmica non proprio trita tutto il risultato è positivo,con uno stile che piĂą che versato alla velocitĂ ,viene incanalato per creare melodie sinistre. Molto orecchiabile il ritornello “I’ ll Kill You And Your Dreams Tonight,Begin New Life, Bleed Your Death Upon Me,Let Your Bloodline Feed My Youth!”;apprezzabile anche il videoclip. “Deviance” si apre con un arpeggio sinistro e prosegue nel suo incedere reggendosi sempre su una melodia morbosa accompagnata dalla versatile voce di Araya,che lascia il suo inimitabile cantato thrash per dar spazio a delle vocals piĂą cupe che ben si sposano con il concept del brano. Anche in questa traccia, i tempi sono compassati. Tutt altro invece, avviene nel successivo brano “War Zone”, dove thrash e metal-core si fondono dando vita ad un pezzo devastante:è soprattutto la componente metal-core a farla da padrona,basta sentire i riff,serrati,ma certamente non di stampo slayeriano. Bostaph dimostra di essere un vero e proprio carro armato dietro le pelli,accompagnato dalle sgraziate urla di un Araya infuriato: “War Zone, This Is Where It ’s Going Down, War Zone, When You Walk In My World,Madness Is Coming Your Way!!!” .Dopo “Threshold”, “War Zone” è uno dei brani piĂą corti dell’album(2’46). Con la penultima “Here Comes The Pain” si ritorna a ritmi non troppo tirati che hanno fatto la fortuna di album come il giĂ citato “South Of Heaven”. Una buona traccia in cui principalmente si ha il ritorno delle due chitarre a livelli decisamente migliori;per caritĂ ,nulla di incredibile,ma fa sempre piacere sentire qualche assolo di Mr. King. L’album si chiude come meglio non avrebbe potuto: “Payback” è sicuramente,almeno a mio avviso, la traccia migliore dell’intero album e non la vedrei stonare inserita in un ipotetico “Best Of”. Niente metal-core,modernismi ridotti all’osso e ,soprattutto, sano e brutale thrash metal che tanto rimanda ai tempi di “Reign In Blood”,con tanto di riff alla “Angel Of Death”. Una traccia da headbanging furioso ,senza compromessi. Un pezzo incredibile che alza ancora la media dell’album:strepitosa la prova dei quattro,con Bostaph che massacra fino a far sanguinare il suo drum-kit,Kerry e Jeff che macinano riff di una pesantezza incredibile e un Tom Araya dietro il microfono a dir poco sublime. La furia omicida di questa traccia lascia senza respiro ,così come il ritornello scioglilingua dove la parola “fucking” compare quattro volte nel giro di 10 secondi: “Tear Your Fucking Eyes Out, Rip Your Fucking Flesh Off, Beat You Till You’re Just a Fucking Lifeless Carcass, Fuck You And Your Progress, Watch Me Fucking Regress,You Were Made To Take The Fall Now You’re Nothing ,Payback’ s a Bitch Motherfucker!!!”. Tutto ciò giustifica l’Advisory presente in copertina(!!!). In conclusione, gli Slayer sono riusciti a proporre un lavoro interessante e ben fatto,che a mio parere,è riuscito a soddisfare sia il palato dei fans ancorati alle sonoritĂ old-style(come il sottoscritto),sia quello di fans che sono riusciti ad apprezzare la svolta stilistica della band. La speranza è che Araya e soci(Lombardo incluso),pur continuando verso la strada della sperimentazione, possano migliorarsi. Prenderei “Payback” come base per ripartire con Dave,e se ciò accadrĂ ,allora la macchina da guerra piĂą implacabile di tutte sarĂ pronta a mietere ancora vittime…Il voto finale che ,a mio avviso,merita questo album è 7,5 ,dato che a pezzi eccellenti sono alternati pezzi decisamente mediocri,ma sicuramente è un lavoro due spanne sopra i due precedenti giĂ citati e discussi ad inizio recensione.. Per questa volta farò un arrotondamento verso l’alto,do fiducia al gruppo e gli do 8… Voto: 78/100. Recensito da Cadavere il 23/07/2006 Altre recensioni di questo utente:
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