Iced Tears - CD Metal - Ghost Opera
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Musica -> Power Metal -> Kamelot -> Ghost Opera
Kamelot - Ghost Opera (cd cover)
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Band:Kamelot
Disco:Ghost Opera
Anno:2007 (4 Giugno)
Tracklist:
Disco 1:
1.\\\\\\\"Solitaire\\\\\\\" – 1:00
2.\\\\\\\"Rule the World\\\\\\\" – 3:40
3.\\\\\\\"Ghost Opera\\\\\\\" – 4:06
4.\\\\\\\"The Human Stain\\\\\\\" – 4:01
5.\\\\\\\"Blücher\\\\\\\" – 4:03
6.\\\\\\\"Love You to Death\\\\\\\" – 5:13
7.\\\\\\\"Up Through the Ashes\\\\\\\" – 4:59
8.\\\\\\\"Mourning Star\\\\\\\" – 4:37
9.\\\\\\\"Silence of the Darkness\\\\\\\" – 3:43
10.\\\\\\\"Anthem\\\\\\\" – 4:24
11.\\\\\\\"EdenEcho\\\\\\\" – 4:13

Disco 2:
1.\\\\\\\"Solitaire [Live]\\\\\\\" – 1:10 *
2.\\\\\\\"Ghost Opera [Live]\\\\\\\" – 4:06 *
3.\\\\\\\"The Human Stain [Live]\\\\\\\" – 4:15 *
4.\\\\\\\"Mourning Star [Live]\\\\\\\" – 4:30 *
5.\\\\\\\"When the Lights Are Down [Live]\\\\\\\" – 4:03 *
6.\\\\\\\"Abandoned [Live]\\\\\\\" – 4:15 *
7.\\\\\\\"The Haunting (Somewhere in Time) (feat. Simone Simons) [Live]\\\\\\\" – 4:33 *
8.\\\\\\\"Memento Mori [Live]\\\\\\\" – 9:08 *
9.\\\\\\\"Epilogue [Live]\\\\\\\" – 2:27 *
10.\\\\\\\"March of Mephisto [Live]\\\\\\\" – 4:49 *
11.\\\\\\\"Season\\\\\\\'s End\\\\\\\" – 3:32 *
12.\\\\\\\"The Pendulous Fall\\\\\\\" – 3:57 *
13.\\\\\\\"Epilogue\\\\\\\" – 2:46 *
14.\\\\\\\"Rule the World [Remix]\\\\\\\" – 4:22 *

Tempo totale 44:03
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Testi e Traduzioni Disponibili: Love You To Death, Anthem, Ghost Opera, Silence Of The Darkness, EdenEcho, Rule the World, Season´s End, Up Through the Ashes, The Human Stain, Mourning Star, Blücher, The Pendulous Fall
Devo ammettere che la prima volta che ho ascoltato questo album (più di un anno fa) rimasi decisamente perplesso e deluso. Perplesso per la svolta musicale che la band aveva intrapreso, e deluso perchè una svolta di quel tipo non l'avrei decisamente auspicata per una band come i Kamelot. Certamente, per un gruppo così particolare come loro, sempre attenti all'atmosfera musicale e sempre spinti da un atteggiamento "progressive", non era impensabile (ma, come ho detto, non era da me auspicabile) scommettere su un tipo di album come questo: credo che il termine "colonna sonora" possa andare bene. Tutto è incentrato sulla teatralità del suono, sulle sensazioni romantico-tragiche, oltre che sull'immancabile vena nostalgica; tutto questo però a discapito della potenza della chitarra, che, a parte qualche minimo frangente, diventa inconsistente. Pur non essendo un album gothic in quanto tale, "Ghost Opera" ha in sé molte caratteristiche di questo genere, se non per il fatto che le emozioni che trasmette sono molto più simili a quelle date da un album gothic piuttosto che da uno power. Non c'è da stupirsi allora delle prestazione (eccelsa, a mio ben guardare) del tastierista Oliver Palotai, e dell'ennesima collaborazione con Simone Simmons; anche la batteria non sfigura (non compie nemmeno imprese eccezionali, sia chiaro), ma ciò che mi spinge a riflettere sono la prestazione di Youngblood e alcune scelte stilistiche sul cantato da parte di Khan. Per quanto riguarda il primo, la chitarra diventa quasi esclusivamente un elemento di accompagnamento (se si escludono alcuni momenti di spolvero come "Silence Of The Darkness", nient'altro che un ultimo raggio di sole al tramonto), e se questo giova all'atmosfera lugubre e romantica che si crea, di certo non favorisce a dare all'album quella dose di aggressività che meriterebbe. Per quanto riguarda Roy Khan, pur se autore di un'ottima prestazione vocale (e non credo potrebbe essere altrimenti), ritengo incomprensibile l'uso, in alcuni momenti, di filtri vocali: ne è un esempio la splendida "Anthem", bellissima ballad che viene snaturata proprio nei suoi momenti di maggiore intensità. E questo è un vero peccato.

Scontato che in un album come questo le canzoni siano un po tutte simili fra loro (è un "simili" retorico: simili appunto nella cornice che ne fa da sfondo, non simili nella struttura musicale): "Ghost Opera" è dunque un album chiaramente omogeneo, in cui mancano momenti "in crescendo", se non giusto in tre o quattro canzoni (cito "Love You To Death", la title-track e le anatemiche "Rule the World" e "The Human Stain"), anche se questo non vuol dire che la qualità generale del tutto sia bassa, tutt'altro. Il vero problema di questo album è l'aspettativa con cui lo metterete nel lettore o, in altre parole, cosa vi aspettate da questo ascolto: se cercate un album simile ai precedenti della band temo che rimarrete delusi (come me, in un primo momento). Se invece cercate qualcosa di rilassante, di atmosferico e, perchè no, di romantico, farà certamente al caso vostro, ma non aspettatevi cavalcate epiche o acuti spaccabicchiere: certamente qui non ne troverete. A voi romanticoni posso dire che questo album probabilmente prenderà nel giro di poco tempo se, come spero, avrete la pazienza (e la volontà) di assimilarlo. Per gli old-school e i nostalgici temo invece rimarrà un album come tanti altri, e forse è giusto così. A volte uno stesso sogno non può accontentare tutti.

"Tutto ciò che so, o che seppi mai
è che ti amo, ti amo fino alla morte"

Voto: 70/100. Recensito da Ironman   il 16/01/2009

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