Generator

Band
Anno
2006
Tracklist
1.Armageddon
2.Disgust and Rage (Sic transit Gloria Mundi) 3.A Dog-Eat-Dog World 05:09
4.Ruinrama Kolossal S.P.Q.R.
5.Generator 05:45
6.Suffer Catalyst
7.Between the Devil and the Deep Blue Sea
8.Man Bites God
9.I Reject!
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Testi e traduzioni:
Ruinrama Kolossal SPQR* , I Reject
Recensione:
Voto:
90/100
Questo è il loro primo album che ascolto, quindi non sono in grado di paragonarlo agli altri in quanto a maturazione e così via. Devo ammettere che sono rimasto leggermente deluso al primo ascolto, in maniera molto molto lievo comunque. Mi aspettavo qualcosa di più industrial data la fama che circola sugli Aborym. Il disco però dopo qualche ascolto mi è sembrato davvero magistrale. La drum machine degli album precendenti è sostituita dal sempre attivo Bard Faust, che di certo non fa rimpiangere la macchina: anzi non sbaglia un solo colpo. Una prestazione esemplare. Le chitarre sono maligne e sfornano riff impressionanti per epicità ( vedi inizio di “Disgust and Rage” ), per insana follia ( Sempre nella stessa canzone, in “ RuinRama Colossal S.P.Q.R.”, e in generale in molti altri passaggi che non sto qui a citare ), o per intensità ed atmosfera ( alcuni arpeggi veramente ben fatti e posizionati sempre al momento giusto ). La voce risulta sufficientemente valida in ogni frangente, e il suono elettronico ( la parte migliore a mio parere, anche se poco prensente in alcuni tratti ) è gestito in modo superbo, con alcuni tocchi di genio ( L'introduzione a “Generator”, quei suoni di una fabbrica in cui si sta producendo un qualcosa di meccanico, una nuova vita, o un'arma di morte, è un passaggio da orgasmo ). Questi Aborym poi miscelano una serie di stili e sonorità che mi ha colpito profondamente. Si passa da assoli dal sentore molto Slayeriano, a passaggi Brutal Nilegggianti, a parti elettroniche simil Diabolicum ( citazione diretta di “ The War Tide ” di questi ultimi la troviamo in “Between the Devil and the Deep Blue Sea”, dove è presente un altro passaggio che mi ha fatto venire la pelle d'oca ). Il tutto è miscelato alla perfezione e gli Aborym vomitano fuori questa molteplicità di influenze rendendole personali e violente al punto giusto. Un album da avere assolutamente! Davvero un gruppo che merita rispetto, per la sua voglia di sperimentare e spingersi oltre i limiti della violenza tecnologica.
the minstrel