Iced Tears - CD Metal - Gebirgshöhenstille
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Vinterriket - Gebirgshöhenstille (cd cover) Disco preferito da 0 utenti.
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Band: Vinterriket
Disco: Gebirgshöhenstille
Anno: 2008(0 Febbraio)
Tracklist:
1. Gipfelpforte 09:12
2. Im Dunkel des Höhenzuges 08:28
3. Felsmassiv 09:45
4. Bergesland 09:13
5. Steig in die Ungewißheit 09:45
6. Gebirgshöhenstille 09:11
7. Gipfelpforte (videoclip)
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Vinterriket, alias Christoph Ziegler, torna a due anni da Lichtschleier a farsi interpretare della voce delle montagne e degli impervi paesaggi invernali. Gebirgshöhenstille rispecchia a pieno il concept che sta dietro il Dark Ambient proposto, anche se questa quiete è spesso attraversata da note di profonda inquietudine ed oscurità. Un lavoro il suo che dimostra ancora una volta come l'Ambient non sia un genere facile, dove basta saper suonare una tastiera per creare chissà cosa: ci vuole ispirazione.
La natura riserva sempre un lato oscuro e quello delle sommità delle montagne, essendo poco sottomesso ai nostri sguardi controllori, soprattutto d'inverno. Così la opener "Gipfelpforte", sembra metaforicamente riprodurre le movenze della bruma mattutina che si addensa e si dissolve, per poi riformarsi lentamente nelle valli, celando chissà quali temibili misteri.
"Im Dunkel des Höhenzuges" Christoph ritorna alla passione dell'origini, creando un magnifico brano (quasi) symphonic Black Metal, dove si cimenta in uno screaming crudo e acuto dove l'angoscia malcelata di Gipfelporte prende il sopravvento, unita ad una sorta di componente ritualistica creata dalle sovrapposte melodie di synth.
Gelide folate di vento accompagnano l'incipit "Felsmassiv", il brano forse dove la componente riflessivo-spirituale è più marcata, anche se questa non si slega dal rapporto con i paesaggi invernali. Vinterriket vuole farci quasi perdere coscienza per farci diventare tutt'uno con le montagne, facendoci percepire come queste riescano a creare un mondo a sé, lontano dal caos della modernità, dove possiamo trovare la pace in noi stessi. Un pezzo che alterna dei lenti crescendo a degli "inabissamenti", come un dormiveglia concitato interrotto dal fastidioso richiamo di una pesante realtà.
"Bergesland" si mantiene sulle coordinate Dark Ambient, quasi fosse una seconda parte di Felsmassiv, anche se meno contorta e interiormente lacerata. Il candore della neve, quasi accecante, nega lo spazio che appare illimitato, privo di qualsiasi differenza: Cristoph ci fa da guida in questo viaggio spirituale di risanamento interiore, tessendo note "evanescenti", che nascono tenui per poi dilatarsi morbidamente nell'aria, aprendo in certi istanti dei veri e propri spiragli di luce. "Steig in die Ungewissheit" è carica di tristezza, quasi una litania che racconta chissà quale dolore: quello della natura violentata, o quella dell'uomo che non sa più relazionarsi con lei in un rapporto di pari dignità e rispetto.
La conclusiva title-track riprende i lidi symphonic Black di "Im Dunkel des Höhenzuges", in una versione molto più cupa e "epica" (termine da prendere con le pinze", velatamente depressive in certi frangenti. Un brano quasi ammonitore, che a differenza della disperazione del precedente, sembra quasi voler ribadire la supremazia delle forze della natura difronte all'essere umano e alla sua impotenza. Potenza e tragicità inevitabile, potrebbero essere i termini giusti per racchiudere l'essenza di questo brano.

Pur non mutando la formula, Vinterriket dimostra ancora di essere uno dei progetti Dark Ambient migliori sulla scena, nonostante la sua proposta sia alquanto ostica per chi non è abituato a certe sonorità, vista la "staticità" dei pezzi e la somiglianza (ad uno ascolto superficiale) che possono dimostrare reciprocamente.
L'ennesima prova di un musicista ispirato che fa musica per passione e non per degli sterili guadagni (ricordando che quasi tutte le sue uscite sono strettamente limitate).


Voto: 80/100. Recensito da BloodyMary   il 08/04/2008

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