Iced Tears - CD Metal - Emerging From The Netherworlds
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Thanatos - Emerging From The Netherworlds (cd cover) Disco preferito da 1 utenti.
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Band: Thanatos
Disco: Emerging From The Netherworlds
Anno: 1990
Tracklist:
1.Dawn Of The Dead
2.Outward Of The Inward
3.Bodily Dismemberment
4.Internal Deceit
5.The Day Before Tomorrow
6.War
7.Rebirth
8.Progressive Destructor
9.Impostors\' Infiltration
10.Omnicoitor/Dolor Satanae
11.The Meaning Of Life
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Testi e Traduzioni Disponibili: The Meaning Of Life

1990. L’anno di “Spiritual Healing” dei Death, “Eaten Back to Life” dei Cannibal Corpse e dell’omonimo album dei Deicide. Una grande annata per il death metal, genere appena nato che continuava a crescere di fama e popolarità. Ed è proprio in questo periodo, che viene pubblicato dalla terra dei mulini, il primo full lenght dei Thanatos, “Emerging From The Netherworlds”.
40 minuti di death metal old school, aggressivo, grezzo e suonato ad alta velocità. Un album death/thrash influenzato sia dalle band della scena teutonica e sia da gruppi come gli Slayer (per le ritmiche chitarristiche).
I testi proposti nella canzoni sono abbastanza vari; si passa dai classici temi di morte e della guerra a testi anti-religiosi (come in “Progressive Destructor” dove si parla dell’Islam o dell’antisemitismo di Hitler in “Rebirth”) fino ad arrivare a brani più introspettivi e critici come “Internal Deceit” o “Meaning Of Life”, quella con il miglior testo .
La prestazione dei singoli componenti è al di sopra della media. La coppia d’ascie sfodera riffs assassini ed imprevedibili (in questi frangenti, le influenze di Reign In Blood sono palesi), il basso non viene mai soffocato dagli altri strumenti e la prestazione vocale di Stephan Gebedi è perfetta; un semi-growl come veniva usato agli inizi, alternato ad altre parti dove la sua voce rauca prende il sopravvento, come in Rebirth.
Forse l’unico non all’altezza del collettivo è il batterista, troppo legato agli stilemi del thrash anni ottanta.

Il disco inizia con “Dawn of the Dead” dove una melodia funerea fa da intro al growl marcissimo di Gebedi che urla :

“Rise, corpses rise…
Doomsday has arrived
Hell’s gates are opened wide…so rise “


Appena conclusa questa parte, inizia un piccolo pezzo suonato da tutto il collettivo seguito poi da un mini solo del bassista che da il via al brano vero e proprio che aumenta drasticamente di velocità. Tutti il pezzo si manterrà su questo andamento medio/veloce, fino all’assolo che decreterà dei cambi di tempo verso il finale. A seguire ci troviamo con una coppia di canzoni molto veloci, di matrice slayerana: “Outward Of The Inward” e “Bodily Dismemberment”. Un riffing assassina ed una sezione ritmica micidiale sono le basi portanti delle due composizioni.
Al termine del terzo brano c’è “Internal Deceit”, brano che inizia su un tempo medio che aumenta progressivamente fino ad assumere le velocità classiche del thrash teutonico. Un bel pezzo, dove il batterista offre forse la sua prestazione migliore.
Subito dopo “Internal Deceit”, un assolo melodico dà inizio a “The Day Before Tomorrow”, che manterrà questo tocco di melodia fino al minuto 1.30 della canzone, finchè non parte la solita sfuriata in stile thrash metal. Verso la parte centrale del pezzo, i ritmi rallentano, dando maggiore spazio alla melodia dei Thanatos. Un ottima serie di assoli danno quel tocco in più ad uno dei brani migliori del disco.
Da “The Day Before Tomorrow” inizia la parte che preferisco del cd. Proprio dopo quest’ultima ci troviamo davanti “War” e “Rebirth”: la prima alterna sfuriate classiche del thrash metal a tempi medi caratteristici del death metal, dove il basso la fa da padrone, mentre la seconda dopo un intro lento dà sfogo a tutta la sua potenza; bellissimo il grido iniziale che Belledi sfodera dopo i primi 30 secondi di canzone. “Progressive Destructor” invece mette in risalto la bravura della coppia d’asce e del bassista mentre la prova del batterista risulta abbastanza scialba e noisa. A concludere il platter, c’è il terzetto finale formato da “Impostors' Infiltration” – “Omnicoitor/Dolor Satanae” – “The Meaning Of Life”; nella prima sono degni di nota soprattutto le parti solistiche, veramente ispirate, nella seconda doppia traccia spicca soprattutto la triste melodia di basso di “Dolor Satanae” mentre “The Meaning Of Life” può vantare il miglior testo dell’intero cd. Ed è proprio con quest’ultimo brano che si conclude il disco, uno dei migliori dischi che il death metal europeo abbia mai sfornato. Questo è death metal, così come veniva suonato al tempo della sua nascita.

Consigliato a tutti.

Voto: 87/100. Recensito da Antares   il 05/09/2008

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