| Musica -> Death Metal -> Nibelheim -> Drawing The Lines Disco preferito da 0 utenti Per aggiungere ai preferiti devi eseguire il login.
1. Nightmarish Revelation (Intro) 00:28 2. Dancers To God 06:40 Compra CD, poster, merchandise e tanto altro... Cerca Drawing The Lines su ebay3. Your World / My Prison 03:50 4. You, Liar 05:16 Ben fatto questo EP di debutto per la band abruzzese Nibelheim, dedita ad un death metal fortemente venato di thrash, anche se l' impostazione di base è data per l' appunto dalle consuete accordature ribassate e dai suoni compressi tipici del death. Drawing The Lines può vantare una produzione di alto livello, forse appena appena deficitaria per quanto riguarda il rullante della batteria, che emana fendenti davvero potenti, ma che avrebbe potuto suonare ancora più devastante. A parte il muro di suono eretto dalla band e dalle chitarre in particolare è davvero micidiale e ciò risulta davvero un elemento vincente. L' altro punto a favore è rappresentato invece dalla performance vocale: dietro i microfoni c' è Stefania Salladini, il cui growl è ferale come pochi, tanto da dare l' impressione che per ottenere questi risultati si laceri letteralmente le corde vocali; e tanto da far credere che sia un uomo a cantare (e questo non vuol essere un commento discriminatorio, ma solo per lasciar intendere le doti vocali di Stefania!). Dopo un' intro dal sapore orrorifico, parte subito sparata Dancers To God, debitrice di cavalcate thrash. Questa parte funge da strofa, mentre il ritornello recupera i ritmi compressi e più claustrofobici tipici del death. Ed è dopo la terza ripetizione del ritornello, all' incirca a metà canzone, che la band ci riserva una bella sorpresa: ecco infatti un break arpeggiato, particolare perchè abbina sonorità sinuose e serpentine ad una voce pulita quasi operistica, e l' effetto è straniante, ma in senso assolutamente positivo. Dopodiché la band riprende i sentieri “abbandonati†prima del break in questione, con una sezione di assoli sostenuti da una ritmica quasi heavy. La parte finale invece è destinata ad un tempo medio dove il basso recupera il break. Your World / My Prison parte con un riff non veloce ma assai pesante, e la pesantezza, abbinata ad una certa aggressività , è la caratteristica dominante del brano, che non intende più ammaliare con soluzioni esotiche, come la canzone precedente, ma punta invece su una carica distruttiva che non lasci prigionieri, ma senza rinunciare a riff e sezioni ragionate; devastante a tal proposito il riff del ritornello, basato su un semplice spostamento di accordi in semitoni, ma che con la giusta produzione si dimostra sempre devastante, per l' appunto. You, Liar è forse il brano più riflessivo e ragionato dell' EP: i tempi sono più lenti e scanditi che in precedenza, e anche gli assoli presentano queste caratteristiche. Nella prima parte cambi di tempo sostanziali e significativi non ce ne sono, e anzi persistono entro un determinato settore; invece nella seconda subentrano anche blast – beat, ma non si tratta di parti ferocissime, anzi, poco dopo intervengono altri riff che recuperano un certo appeal heavy. Con queste caratteristiche di versatilità Drawing The Lines avrebbe potuto godere di un voto anche maggiore se fosse stato un full, ma l' EP è assolutamente valido da tutti i punti i vista, e la band può interessare appassionati provenienti da settori musicali diversi. Voto: 73/100. Recensito da Mythycal il 04/10/2009 Altre recensioni di questo utente:
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