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A due anni dall’uscita del fenomenale “Covenant”, i Morbid Angel concepiscono un nuovo capolavoro, “Domination”. Definire questo platter con il solo termine death metal è ,a mio avviso,riduttivo. In queste undici tracce c’è più di semplice death metal(il termine semplice è una provocazione!!!),ma c’è una musica atmosferica caratterizzata da una melodia arcana ed evocativa. Se dovessi citare album che si avvicinano come caratteristiche generali(pur rimanendo differenti), citerei soprattutto “The Key” dei Nocturnus(band del primo vocalist dei Morbid Angel, Mike Browning,vedi anche recensione di “Abominations of Desolation”), veri precursori nel creare questo connubio tra melodie ammalianti e puro death metal. Ma iniziamo l’analisi dell’album,partendo dalla produzione,semplicemente ottima,da parte degli stessi Morbid Angel coadiuvati da Bill Kennedy;il tutto viene agevolato dal fatto che l’album è stato registrato e mixato nei mitici Morrisound Studios di Tampa. Passiamo quindi alla line-up:mostruosa! Si parte con l’immancabile Trey Azagthoth a curare le chitarre e le tastiere,il rullo compressore Pete Sandoval alla batteria,il carismatico David Vincent alla voce e al basso ed infine un giovane(all’epoca)e talentuoso Erik Rutan(oggi buonissimo produttore ma soprattutto eccellente vocalist e chitarrista,nonché leader, dei grandiosi Hate Eternal)anche lui alle chitarre e alle tastiere. Si tratta probabilmente della miglior line-up(ritornata a quattro dopo “Covenant” dove era a tre) che l’Angelo Morboso abbia mai avuto. Se a questi fattori si aggiunge l’elevata vena compositiva del combo floridiano,un lavoro inestimabile per quanto riguarda gli arrangiamenti,bene,allora il capolavoro è pronto! “Domination” sostanzialmente è un lavoro che per molti aspetti è unico nella discografia della band,avvicinabile per quel che concerne sezione ritmica e vocals a “Covenant”,mentre per le atmosfere io punterei più il dito verso il penultimo “Gateways To Annihilation”. Ascoltare quest’album è come fare una sorta di “viaggio” attraversando terre marziane dove regnano atmosfere e colori surreali:sotto questo punto di vista,l’artwork è tutto un programma. Il viaggio inizia con “Dominate”,pezzo veloce e diretto,con il growl di Vincent subito in risalto;il tappeto sonoro creato dalle chitarre risulta decisamente pesante,il drumming di Sandoval è subito terremotante. Un Azagthoth in gran forma inserisce il solito assolo strepitoso al minuto e 50, al seguito di una sezione ritmica intricata e malsana. “Where The Slim Live” è una traccia molto lenta,che ricorda “God Of Emptiness”;pezzo molto claustrofobico con tanto di growl filtrato e spoken vocals,riff monolitici,pattern di doppia cassa incastrati tra essi e un alone opprimente che avvolge l’ascoltatore. Anche in questa traccia,al quarto minuto Trey violenta le corde della sua chitarra partorendo un assolo alieno. “Eyes To See,Ears To Hear” parte con un Sandoval subito presente grazie ad una chirurgica doppia cassa;come sempre le chitarre molto basse,formano una sezione ritmica cupa ed inquietante,alla quale si aggiunge il growl malevolo del grande Vincent.Al secondo minuto e mezzo,immancabile intervento di Trey con un assolo dapprima sinistro ,poi più melodico. “Melting” è una strumentale morbosa,con sintetizzatori che creano atmosfere malvagie e inumane,che accompagnate da un sottofondo di percussioni sinistre ed evocative. “Nothing But Fear” ci riporta a velocità più sostenute,la sezione ritmica si fa nuovamente intricata e serrata,ritornando sui tempi di “Dominate”,con un Pete Sandoval che rimane attaccato alla doppia cassa per tutto il primo minuto;al secondo minuto una serie di mid-tempo incredibili evidenziano l’abilità del combo floridiano nel contrapporre alla velocità dei tempi più compassati;in questa tecnica i Morbid Angel sono veri maestri. L’apporto di Trey come sempre è micidiale,con le sue trame chitarristiche conturbanti,la versatilità di Vincent risulta ancora una volta elevata. Arriviamo al brano n.6, “Dawn Of The Angry”, assoluta perla, probabilmente il pezzo forte dell’album. Si parte con una sezione ritmica sugli scudi,Rutan e Azagthoth partoriscono riff battaglieri mentre Sandoval devasta,al limite dell’umana velocità,il suo drum-kit. Impressionante il cambio di tempo al 30 secondo,death metal tecnico e magistrale,da insegnare a scuola! Assoli malati da parte di Trey,si alternano a riff pesanti;una traccia decisamente travolgente,un pezzo da antologia,che termina rallentando il proprio incedere. “This Mean War” è un altro pezzo spazza tutto,che parte subito senza ostentazioni. A mio avviso,questo brano è precursore di ciò che i Morbid Angel faranno con “Formulas Fatal To The Flesh”;pezzo decisamente veloce,con ritmiche e assoli sparati a velocità disumana e un Sandoval dietro le pelli a dare lezioni di tecnica. “Caesar ’s Palace” è un brano molto particolare,sia per tematiche(si parla di epoca romana)sia per songwriting,preceduto da un intro di due minuti in cui tastiere e chitarra danno vita ad uno schema compositivo atmosferico. Riff compatti seguiti da immancabili patterns di doppia cassa aprono la song:dopo la sfuriata di “This Mean War”, “Caesar ‘s Palace” ritorna su ritmiche più cadenzate;un David Vincent in grande spolvero canta le sue lodi a Cesare e a metà song il suo growl scandisce per due volte “Hail Caesar!!!”. I tempi in cui l’Angelo Morboso cantava le lodi a Shub Niggurath, Cthulhu e compagnia lovecraftiana sembrano ormai lontani,ma non sarà così per molto(“Formulas Fatal To The Flesh” ritornerà su quelle tematiche).Un pezzo da riascoltare più volte per poterne scoprire la magnificenza. La strumentale, molto “medievaleggiante”, “Dreaming”, dove regnano ancora le keyboards,apre i cancelli all’ottima “Inquisition(Burn With Me)” con Azagthoth e Sandoval subito in risalto. Anche in questo pezzo si nota l’abilità del combo nel passare da ritmiche veloci a pezzi più compassati,carattere ormai distintivo della musica dei Morbid Angel. Gli arrangiamenti chitarristici ancora una volta sono di livello altissimo,basta ascoltarsi il riff di metà song da parte di Rutan,sulla quale si poggia perfettamente l’ennesimo assolo di Trey:un vero spettacolo sonoro! Il growl di David si fa subito minaccioso scandendo le prime frasi del brano “Come burning…are you going to burn with me…” .La traccia più incredibile di questo platter,è,a mio avviso, la conclusiva “Hatework” con il suo incedere dapprima quasi “militare” con l’effetto percussivo di Sandoval,poi sempre più inquietante con tanto di sinistri rintocchi… Un inizio molto suggestivo “dilaniato” dal profondissimo,quasi cavernoso, growl di Vincent. La coppia di asce sforna una ritmica pesante,ancestrale,con una melodia sempre più opprimente. Una vera marcia funebre malata che ci accompagna alla fine del nostro “viaggio”…Una traccia incredibile,sicuramente la più evocativa mai composta dai Morbid Angel, che chiude il loro quarto capolavoro consecutivo. In conclusione, “Domination” è un altro incredibile album,che tutti gli amanti del death devono possedere(cosi come i primi tre album dei Morbid Angel),un album praticamente perfetto,ricco di tracce di livello eccelso,coinvolgenti ma allo stesso tempo “sconvolgenti”;ancora una volta l’Angelo Morboso riesce a confezionare un ottimo disco dalle cui tracce trasudano ritmiche cervellotiche,intricate,con uno stile sempre più versato all’inserimento di una melodia malsana. Questo è l’album della definitiva consacrazione dei Morbid Angel,in cui il combo floridiano è stato capace di rielaborare il proprio sound grazie ad un grande lavoro in fase di songwriting e seguendo una sola parola d’ordine:evoluzione! Infine posso solo dirvi una cosa:fatelo vostro!
“Hatework…My Work…
And The Earth ‘s Left Burning…
I Call for Death…Death Is Answering Me…
And A World Betrayed is Black Forever…”
Line Up:
Trey Azagthoth: guitars, keyboards;
David Vincent: vocals & bass;
Pete Sandoval: drums;
Erik Rutan: guitars, keyboards.
Voto: 98/100. Recensito da Cadavere il 28/06/2006 | Lascia un commento | Puoi commentare una band una sola volta! Per lasciare il tuo commento devi essere registrato! |
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